«ПЯТЬ СЛОВ ПУШКИН ПОДАРИЛ РУССКОМУ ЯЗЫКУ»
«PUSHKIN GAVE FIVE WORDS TO THE RUSSIAN LANGUAGE»
«CINQ MOTS DE POUCHKINE A DONNÉ À LA LANGUE RUSSE»
«FÜNF WÖRTER HAT PUSCHKIN DER RUSSISCHEN SPRACHE GESCHENKT»
«CINCO PALABRAS QUE PUSHKIN LE DIO AL IDIOMA RUSO»
«5 parole ed espressioni che Pushkin ha donato alla lingua russa»
«5 слов и выражений, которые Пушкин подарил русскому языку»
«5 words and expressions Pushkin gave to the Russian language»
«5 mots et expressions que Pouchkine a offerts à la langue russe»
«5 Wörter und Ausdrücke, die Puschkin der russischen Sprache geschenkt hat»
«5 palabras y expresiones que Pushkin aportó al idioma ruso»
Il poeta russo Aleksandr Pùshkin fu un genio in ogni campo. Pùshkin non solo trasformò la letteratura, ma giocò costantemente con la lingua russa stessa. Alcune delle sue scoperte linguistiche sono sopravvissute al suo autore e sono ancora in uso quasi due secoli dopo. Ad esempio, queste parole:
«Вурдалак» = «Vampiro»
La parola apparve in Pushkin come una rielaborazione di un'antica parola russa «волколак» = «volkoàk» cioè «lupo mannaro» — così hanno sempre chiamato un lupo mannaro in Russia. Dopo «вурдалак» cominciarono a chiamare un vampiro, ed è in questo significato che la parola si è affermata in modo particolare.
«Шибболет» = «Shibboleth»
Nella sua poesia in versi «Evghenij Onèghin», Aleksandr Pushkin ha utilizzato una rara parola europea associata alla storia biblica della parola d'ordine di pronuncia. Oggi, uno «shibboleth» è una parola, un'espressione o persino un meme attraverso cui si può riconoscere la «propria» persona.
«Адмиралтейская игла» = «L’ago dell'Ammiragliato»
Fu grazie alla sua poesia «Il cavaliere di bronzo» che la guglia dell'Ammiragliato di San Pietroburgo ricevette un nome poetico, che fu poi ripreso per decenni da altri scrittori: «L'ago dell'Ammiragliato» = «Адмиралтейская игла».
«Кюхельбекерно» (avverbio) = «Qualcosa nello stile di Küchelbecker»
Pushkin coniò questa parola umoristica dal cognome del suo caro amico, il poeta Wilhelm Küchelbecker. Indicava all'incirca lo stato d'animo malinconico e opprimente di una persona, e al poeta stesso piacque così tanto che la usò persino nelle sue lettere.
«Противочувствие» = «Contro-sentimento»
Così Pushkin descriveva lo stato in cui una persona è contemporaneamente tirata in direzioni diverse da emozioni contrastanti. Il termine è stato poi adottato da studiosi di letteratura e psicologi.
A quanto pare, l'impronta di Pushkin va ben oltre la poesia. A volte usiamo parole da lui coniate senza nemmeno renderci conto di chi dobbiamo ringraziare per averle create.
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Zarevich












