Zarevich
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 «LA RELIGIONE CRISTIANA: CATTOLICA E ORTODOSSA»
Una spiegazione linguistica
«Sai, c’è un dettaglio linguistico molto interessante sul termine «Ortodossia». In italiano questa parola ha spesso una sfumatura critica, associata a qualcosa di rigido, severo o dogmatico. Ma nella nostra lingua, il russo, non ha affatto questo significato negativo, e ti spiego il perché. La parola russa per dire «ortodosso» è «Pravoslàvnyj» = «Православный» (il sostantivo è «Pravoslàvie» = «Православие»). Non è un termine inventato dal nulla, ma è un calco linguistico perfetto dal greco antico, tradotto pezzo per pezzo dai monaci secoli fa. Se smontiamo la parola russa, troviamo due radici: «Pravo-»: significa «retto, giusto, corretto». Equivale esattamente al greco «orthos» (come in ortografia o ortopedia) «-slavie»: deriva dal verbo «slàvit’» = «славить», che significa «lodare, glorificare, rendere gloria». Perché questa differenza con l'italiano? In greco antico, la parola «doxa» (da cui «orto-dossia») aveva due significati: il primo era «opinione, dottrina», ed è quello che è rimasto nelle lingue europee (quindi «retta dottrina»). Il secondo significato, molto usato nei testi biblici, era «gloria» (la gloria di Dio). I traduttori slavi hanno scelto proprio questo secondo significato. Quindi, tradotta letteralmente in italiano, la parola russa «Pravoslavie» = «Православие» significa «Retta Glorificazione» o «Giusto Culto» («giusto modo di lodare Dio»), e non «opinione rigida». Ecco perché per noi questa parola evoca un concetto legato alla bellezza della liturgia, alla lode e alla preghiera, e non a un dogmatismo severo!
____________ Zarevich
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