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TUTTO RICORDA TANTO MOSCA COME NEL 1993
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Messaggio TUTTO RICORDA TANTO MOSCA COME NEL 1993 
 
Riporto qui un interessante articolo apparso due giorni fa su Asia Times Online ed oggi la sua traduzione italiana  su ComeDonChisciotte. Si tratta di una previsione di quello che verosimilmente potrebbe accadere nei prossimi giorni o nelle prossime ore nell'Ucraina orientale.




Presto la Russia potrebbe fare un qualcosa di imprevedibile: niente !   Tutti i segnali fanno prevedere che i freaks - quei fenomeni - di Kiev hanno deciso di sedare le manifestazioni a Kharkov, Donetsk e Lugansk con la forza. YouTube è pieno di filmati amatoriali che mostrano che unità militari, antiguerriglia e persino l'artiglieria si stanno spostando verso queste città. La gente del posto ha cercato di fermarli, ma senza successo. Sembra che la forza d'attacco sarà composta da poliziotti fedeli che vengono da altre città, unità militari regolari, contractors ​​assunti dagli oligarchi, polizia antisommossa, unità "anti-terrorismo" della SBU e volontari del partito di estrema destra.

Dall'altra parte ci sono folle di civili in gran parte disarmati o poco armati. A Lugansk alcuni di questi civili hanno saccheggiato l'armeria SBU e hanno preso dei fucili d'assalto (AKM-74). C'è parecchia gente, ma non è una gran massa di persone, la maggior parte sono attivisti locali che si sono asserragliati  dentro  gli edifici governativi più importanti che hanno occupato e hanno fatto delle barricate tutto intorno, ma non sembrano difesi adeguatamente, almeno non in senso militare.

Tutto questo mi ricorda Mosca nel 1993 e mi spaventa.  Maledettamente.

Per quelli di voi che non ricordano, permettetemi di ricordare quello che successe allora.

Nel 1993, il palazzo del Parlamento russo era difeso più o meno nello stesso modo di quelli occupati oggi a est di Kiev : fuori c'erano i sostenitori, ma il cuore dei dimostranti era dentro l'edificio. Appena cominciarono a sparare, la folla di simpatizzanti di fuori si disperse rapidamente. Poco dopo l'edificio stesso fu assaltato e chiesero di arrendersi e rinunciare a resistere, chi voleva poteva lasciare l'edicio in modo sicuro. Alcuni accettarono. Altri rimasero. L'assalto del palazzo fu un bagno di sangue e quel che avvenne all'interno non venne mai a saperlo nessuno. Quanto a chi si era  arreso, appena uscito fu braccato, picchiato e qualcuno ucciso e cominciò una caccia accanita contro i simpatizzanti che erano rimasti dentro al Parlamento e la caccia continuò per almeno una settimana. Qualcosa di molto simile potrebbe accadere nei prossimi giorni nell'Ucraina orientale.

Manderanno i poliziotti per controllare i dintorni degli edifici, poi arriveranno i soldati e dopo qualche scambio di fuoco, si chiederà a tutti di uscire e di arrendersi. Qualcuno accetterà, altri si rifiuteranno. Chi si arrenderà sarà consegnato ai teppisti del SBU e agli estremisti della Destra per esser torturati, picchiati e imprigionati. Poi ci sarà un assalto in grande stile, supportato da una mezzora di fuoco con tanto di bombe incendiarie. Appena conquistato il piano terra, dopo aver soppresso chi continuerà a resistere, si manderanno i contractors del Security e i teppisti-estremisti-di-destra a ammazzare tutti gli altri. Alla fine, i media ufficiali di regime annunceranno che dieci, forse quindici  "terroristi" sono stati uccisi , e che la legge e l'ordine sono stati ristabiliti. Questa versione sarà pienamente accettata dai mass media, mentre i politici occidentali diranno che " possono comprendere" che il "governo" doveva reagire ed incolperanno la Russia per istigazione alla violenza, e inviteranno quei criminali di Kiev " il legittimo governo ucraino" ad aprire un "dialogo con tutti i partiti" e " mostrare moderazione" . Si potrebbe anche fare quello che fecero gli Stati Uniti con Israele e lodare il comportamento del regime per la sua " moderazione". Lontano dagli occhi del pubblico comincerà una imponente campagna di arresti che si tradurrà nel mandare in  galera la maggior parte degli attivisti filo-russi accusandoli di terrorismo, ribellione armata, sedizione e sabotaggio dell'integrità territoriale e dell'indipendenza dell'Ucraina. Si faranno almeno quindici anni di carcere ( sempre che il Parlamento di Kiev non voglia approvare una legge che preveda l'ergastolo obbligatorio per questo tipo di crimine).

Così andò nel 1993 e così andrà nel 2014.

Molti si chiederanno se la Russia farà il passo di inviare truppe. E pochi giorni dopo, molti, anche di più, si chiederanno perché la Russia non sarà intervenuta.

Questo è quello che cercherò di spiegare (sempre che gli eventi vadano come ho previsto sopra).

La prima cosa da capire è che questo scenario, benché orribile e disgustoso, non si può indicare come "violenza di massa", almeno come la videro dal Cremlino. Anche se, diciamo, dovessero morire cento o duecento persone, in fondo non somo molte in confronto a tutta la popolazione dell'Ucraina. Inoltre, Putin dovrà soppesare il numero di persone che resteranno uccise, valutando quante altre potrebbero essere le vittime che porrebbero seguire ad un intervento dell'esercito russo.

Oggi Putin ha detto qualcosa di molto interessante nel corso di un incontro pubblico con i membri del suo Fronte Popolare. Ha detto che, prima di intervenire con i servizi speciali russi in Crimea, aveva segretamente organizzato un sondaggio per misurare l'opinione della popolazione della Crimea e di aver concluso che circa l'80% delle persone voleva che la Crimea entrasse a far parte della Russia (questo è un uso molto intelligente di servizi speciali, tra l'altro!). Ha aggiunto che dopo l'annuncio del referendum e l'inizio della campagna elettorale, queste cifre sono salite a quasi il 97%, ma che al momento della decisione, l'80% era la stima segreta su cui si sono basati i russi.

Possiamo essere assolutamente certi che i servizi speciali russi stiano conducendo attivamente anche altri sondaggi segreti su quello che succede oggi. Quello che non sappiamo è invece quello che dicono i loro sondaggi. Posso solo dire però che, mentre io sono fiducioso che "molte" persone nell'est vogliano unirsi alla Russia, io non sono affatto sicuro  che queste persone siano la maggioranza.  Inoltre, ho il forte sospetto che esista una considerevole minoranza che sarebbe fortemente contraria a unirsi alla Russia.

Ma sono anche abbastanza sicuro che ci sia una minoranza, per quanto piccola, che in realtà è molto a favore del nuovo regime di Kiev. Sì, certo, la maggior parte della popolazione dell'Ucraina Orientale si è stancata dello spettacolo criminal-nazista di Kiev, ma "la maggior parte" non significa comunque  "tutti" e nemmeno di una "maggioranza assoluta". Questa è la conclusione:

Il Donbass non è la Crimea.

In Crimea era tutto molto chiaro.  La situazione è molto più complessa nell'Est della Ucraina.

Anche la geografia della regione è molto differente.  La Crimea è una penisola collegata al resto dell'Ucraina da una striscia di terra piuttosto stretta.  Per l'esercito russo è stato abbastanza ovvio capire dove poteva arrivare.  Ma per l'Ucraina dell'Est, se intervenisse, dove dovrebbe fermarsi?

Questo non è un problema militare.  In termini militari, l'esercito russo potrebbe occupare tutta l'Ucraina.  Questo è un problema politico: fino a che punto si potrebbe spingere l'intervento?  Solo fino a Lugansk? O magari fino a  Donetsk e Kharkov?  E allora Nikolaev?  C'è un sacco di gente che è contro-il-regime in questi posti.  Lo stesso vale per  Odessa. Poi arriva il "plat de résistance" - Dnepropetrоvsk, con oltre un milione di persone, dove sono in molti ad opporsi alla Russia. E allorà ? L'esercito russo dovrà occupare anche questo grande centro urbano? A costo di quante vite umane?

Date un'occhiata ad una mappa dettagliata dell' Ucraina:
Vedete sulla carta un confine naturale che potrebbe fermare i Russi?

Ce n'è solo uno, il fiume Dniepr.  Si potrebbero fermare qui, ma questo significherebbe occupare tutta la parte Est dell'Ucraina, incluse Dnepropetrivsk e Kharkhov ( dove vivono 1,5 milioni di persone con una percentuale russa forse più alta che a Dnepropetrivsk) ma a est c'è anche Poltava e quindi stiamo parlando di un'operazione militare importante, nemmeno l'esercito Ukie riuscirebbe ad opporsi significativamente ad un intervento russo. Morirebbe un sacco di gente, questo è sicuro.  E allora ne varrebe la pena ?

Altra possibilità sarebbe attaccare con gli elicotteri e le forze speciali tutte le dimostrazioni e gli scioperi a carattere locale. Molto più facile ma non senza rischi, è quella specie di mezze misure che funziona raramente senza un follow-up di stivali che marciano sul campo.

Ci sono certo molte altre opzioni militari, ma il mio punto è molto semplice: avrebbero tutte dei rischi molto concreti e dei costi molto alti.  La Russia dovrebbe imparare dai molti errori fatti dagli USA ed intervenire veramente solo quando l'obiettivo è chiaro e raggiungibile in tempi brevi e quando sia altrettanto chiaro quale sia la possibile strategia di uscita. La Russia non ha bisogno di mettersi un Iraq sulla porta di casa.

C'è un'altra opzione molto "migliore": stringere i denti sul fatto che abbiano ammazzato tanti civili russi e tanti filo-russi e lentamente, ma inesorabilmente strangolare  economicamente il regime di Kiev.

I  Russi hanno già annunciato che Kiev ha un debito di sedici miliardi di dollari ( = 16 + nove zeri ) e che hanno preso in considerazione di limitare tutte le esportazioni energetiche verso l'Ucraina, solo alle vendite prepagate (NdT.: confermato oggi 13.apr. dalle TV).  Se poi le cose si dovessero mettere veramente male a est, la Russia uscirebbe completamente dall'industria locale e questo basterebbe ad uccidere completamente l'economia. E questa è la parte del paese che alimenta le finanze di tutto il resto del paese. La Russia chiuderebbe i confini alle importazioni dall'Ucrainia e comincerebbe a portare in giudizio i proprietari delle aziende ucraine insolventi. Non c'è assolutamente nulla che possa fare l'Occidente per evitarlo: si tratta di quel tipo di guerra economica che abbatte i regimi nel giro di pochi mesi, se non di settimane. Quindi, considerando tutto - è davvero una scelta saggia muoversi subito e usare la forza militare?

Non credo, almeno fino a quando le cose non andranno male, ma veramente molto, molto male. Poi Putin non avrà altra scelta.

L'Ucraina è come una bella mela succosa che ha avuto la sfortuna di essere invasa da un brutto, brutto verme. Questo verme è, naturalmente, la rabbia dei neo-nazisti pazzi che hanno preso il potere a Kiev. Sono quelli che stanno distruggendo lo Stato ucraino unitario con le loro azioni e addirittura con la loro presenza e finché resteranno al potere, questa mela continuerà a marcire e finirà per cadere completamente marcia a terra. E nessuna tecnica di  "giardinaggio" importatata dall'Occidente riuscirà a salvare quella mela, perché c'è una unica cosa che potrebbe salvarla dal farla marcire o che possa estirpare quel verme, ma visto che il verme è stato messo lì dall'Occidente, questa cosa l'Occidente non la consentirà. Mai.

E se posso usare la stessa analogia, è molto meglio per la Russia lasciare che la mela cada a terra da sola e poi vedere che albero nascerà dai suoi semi (una mela può marcire, ma i suoi semi restano ancora semi vitali). In questo momento l'Ucraina è piena zeppa di problemi di cui la Russia non ha nessun bisogno: uno stato praticamente distrutto, senza una vera polizia, con una criminalità alta, estremismo politico, estremismo religioso, una industria quasi-morta, un sistema giuridico disfunzionale (anche peggio di quello russo, che sta già abbastanza male),  povertà,  disoccupazione, un'infrastruttura antica e decrepita, un cosiddetto Parlamento pieno di Freaks-idioti e di teppisti, e probabilmente una grossa fetta della popolazione che ha subito un profondo lavaggio del cervello - non solo nella parte occidentale -  che odia e teme la Russia e che preferirebbe una invasione della NATO piuttosto che quella russa.

La Russia, di questo paese, in queste condizioni, ne ha davvero bisogno ed è questo quello che vuole?

La Russia non potrebbe arrivare, fare un giro di valzer, sfasciare tutto e poi andarsene.

Come si dice : chi rompe paga, ma si tiene i cocci. In questo momento è una parte dell'occidente che si è rotta, e allora vediamo come sanno risolvere questo guaio tutti questi pagliacci narcisisti e pomposi che hanno in mano le redini del potere negli Stati Uniti e in UE.

In un certo modo, per quanto sia doloroso questo esperimento moralmente osceno, storicamente assurdo e pragmaticamente folle di creare una "Ucraina indipendente e anti-russa" deve fare il suo corso ed arrivare ad un suo naturale collasso. E non importa quale sia lo scenario in cui dovrà muoversi, questo processo non potrà avvenire senza violenza e senza vittime innocenti. Quindi la  sola opzione per Putin è provare a limitare i danni, per quanto sia possibile.  Un intervento militare non sembra essere la scelta migliore, a meno che naturalmente le cose non vadano tanto male da costringerlo a non trovare altre vie d'uscita per non intervenire.

Riepilogando:

La Russia può intervenire?         SI.
L'occidente può fare qualcosa? NO.
Gli Ucraini possono fermarli ?    NO.
La Russia vuole fare una guerra con USA e NATO per questo?  SI.
La NATO può vincere una guerra contro la Russia in Ucraina?   NO.
Putin sta bleffando ?  NO.
La Russia sta cercando di sovvertire il regime di Kiev? NO.
La Russia sta usando il suo potere per istigare la ribellione nella parte Est dell'Ucraina? NO.

Perché no?  Perché la Russia può fare scelte migliori: aspettare e farli provare a costruire un Bandera-stan in Ucraina e aspettare che collasserà da solo .
La Russia farà qualcosa ? SI, continuerà a distruggere l'Ucraina economicamente, fino a quando i freaks resteranno al potere a Kiev.
Cosa potrebbe innescare un intervento militare russo in Ucraina orientale? Una violenza tanto cattiva da far indignare l'opinione pubblica contro la Russia, a questo punto Putin  sarà obbligato  a ordinare un intervento militare.
La Russia interverrà in caso di un bagno di sangue  "non massiccio" (no riesco a scrivere  "limited") nell' Est della Ucraina?  NO.
Che farà la Russia in questo caso?  Aspetterà che si presentino le inevitabili conseguenze di questa violenza che provocheranno altre ribellioni  e darà un appoggio indiretto (proteggerà i porti, mandarà medicine, mezzi, denaro, etc.) dalla Russia occidentale e dalla Crimea.  Naturalmente la Russia continuerà a denunciare il regime neo-Nazista illegittimo di Kiev, a condannare l'occidente per quello che ha fatto e per il suo vergognoso appoggio ai Banderites e si appellerà direttamente all'opinione pubblica mondiale.

Questo è come io credo che dovrebbe svilupparsi la situazione, ma potrei sbagliarmi.

Mi aspetto che le prossime  48 ore saranno estremamente violente e c'è persino una non-minima possibilità che i nazionalisti-freaks non riusciranno nel loro tentativo di restaurare il loro potere sulla parte est del paese: una combinazione di disperatissima di resistenza degli abitanti e un non-volere-ammazzare-i-civili da parte delle forze dell'ordine potrebbe funzionare.  C'è però, la mia esperienza di Mosca nel 1993 (ho seguito sul posto tutta la crisi) che mi dice che si può sempre trovare parecchia gente pronta a massacrare i loro simili, basta che nessuno li veda, che siano lontano dalle telecamere. Non c'è niente di più facile in quei casi che nascondere un omicidio di massa dentro un edificio in fiamme - e questo lo sanno bene.

[Lo sapevate che il regime di Kiev ha già tagliato e nascosto gli alberi al centro di Kiev, quelli dove si erano conficcati i proiettili,  per evitare che qualcuno possa fare indagini su dove stavano i cecchini che sparavano sulla gente?]

Per la maggior parte della gente e per tutti i politici occidentali, "se non si è visto in tv allora non è mai accaduto". Non mi aspetto che si vedrà molto sui canali televisivi occidentali sulla repressione che comincerà da un momento all'altro.

E se per errore, tutto questo dovesse avvenire - si può sempre dare la colpa a Putin e alla Russia.

Farò il possibile per farvelo sapere.


The Saker



Fonte: http://www.atimes.com

Link: http://www.atimes.com/atimes/Central_Asia/CEN-01-110414.html

11.04.2014


Traduzione di Bosque Primario
  



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