«SAI CHE NJURA È IL NOME DI ANNA?»
«ТЫ ЗНАЕШЬ, ЧТО НЮРА ЭТО ИМЯ АННА?»
«DO YOU KNOW THAT NYURA IS ANNA'S NAME?»
«SABES QUE NURA SE LLAMA ANNA?»
«DU WEIßT, DASS NURA DER NAME ANNA IST?»
«TU SAIS QUE NYURA S'APPELLE ANNA?»

Il nome «Anna» = «Анна» è sempre stato, e continua ad essere, tra i più amati e apprezzati in Russia: apparteneva alla Madre della Vergine Maria, e nel calendario liturgico si celebravano circa trentacinque feste dedicate a Sant'Anna. Per questo motivo, secondo i ricercatori, circa una bambina su undici in Russia si chiamava Anna.

Ma anticamente, negli ambienti contadini e borghesi russi, questo nome formale, Anna, acquisì rapidamente delle forme vezzeggiative, e una di queste, «Njùra» = «Нюра», col tempo iniziò ad essere percepita quasi come un nome comune a sé stante.

La catena di trasformazione dei nomi assomiglia quasi a un gioco del telefono senza fili: Анна → Анюта → Нюта → Нюра → Нюша = Anna → Anjùta → Njùta → Njùra → Njùsha. La logica linguistica alla base di questo ragionamento è semplice: per bambini e genitori era più facile e familiare usare versioni abbreviate e «casalinghe» del nome piuttosto che pronunciare il nome completo della santa, Anna, nella vita di tutti i giorni.
Nelle famiglie nobili russe, le ragazze venivano chiamate Anna, ma tra mercanti, borghesi e contadini si diffusero le forme Anjùta, Njùta, Njùra e Njùsha = Анюта, Нюта, Нюра и Нюша. Gradualmente, queste forme si radicarono a tal punto da non essere più percepite come diminutivi, bensì come nomi comuni indipendenti.
Tuttavia, questa storia ha anche un sottotesto sociale, che spiega perché la forma «Njùra» = «Нюра» suonasse meno nobile del nome completo «Anna». Il nome della santa sembrava troppo «regale» = «царским» per una contadina il cui destino era tutt'altro che angelico.

Nessun proprietario terriero russo si sarebbe mai sognato di chiamare il proprio servo o servitore Anna, ma solo «Njùrka» = «Нюрка» o «Njùshka» = «Нюшка». Pertanto, la forma diminutiva divenne un indicatore di classe: il nome completo Anna era riservato ai nobili, mentre la forma «Nyura» = «Нюра» era per la gente comune.

Esiste un'altra teoria, che si discosta dai nomi. Vladimir Dal, scrittore, etnografo, lessicografo e folklorista russo, annotò nel suo dizionario della lingua russa che nella provincia russa di Olonètsk, la parola «нюра» = «njùra» significava «basse acque sottomarine» = «подводная мель», un luogo dove i pescatori potevano pescare facilmente.

Nei villaggi di Arkhànghelsk, la parola «нюрики» - «njùriki» indicava robuste scarpe di cuoio adatte a guadare l'acqua. Forse le agili e scattanti contadine che aiutavano i genitori fin da piccole venivano soprannominate «Njùra» = «Нюра» per la loro destrezza, e in seguito questo soprannome si fuse con il nome Anna.

La trasformazione del nome Anna in Njùra non è quindi un errore o una corruzione del nome stesso, bensì un processo naturale in cui lingua, distinzioni di classe e vita quotidiana si sono intrecciate in un'unica narrazione. Oggi, il nome Njùra suona di nuovo più affettuoso che sprezzante, ma il ricordo di come un tempo separasse la «nobile» Anna dalla «comune» Njùra continua a vivere in questo nome.