«L'ORSACCHIOTTO DONDOLANTE» E «L'ORSACCHIOTTO AL NORD»
«МИШКА КОСОЛАПЫЙ» И «МИШКА НА СЕВЕРЕ»
«ORSO GOFFO» O «ORSO NEL NORD»?
«МИШКА КОСОЛАПЫЙ» ИЛИ «МИШКА НА СЕВЕРЕ»?
«CLUMSY BEAR» OR «BEAR IN THE NORTH»?
«L'OURS MALGRÉ» OU «L'OURS DU NORD»?
«UNBEHOLFENER BÄR» ODER «BÄR IM NORDEN»?
Il cioccolatino «MISHKA GOFFO»
Шоколадная конфета «МИШКА КОСОЛАПЫЙ»
Venne fuori che «Mishka Goffo» («Мишка Косолапый») sia il cioccolatino più antico fabbricato in fabbrica di dolciumi. Questo cioccolatino stesso come il suo involucro apparse nel diciannovesimo secolo e da noi arrivò la ricetta praticamente invariabile. Il nome del cioccolatino, evidentemente, nacque insieme al disegno industriale dell’involucro. Quando successe quel fatto, ora non si può rispondere. Può darsi che successe negli anni ’80 dell’Ottocento e alla metà degli anni ’90 il cioccolatino fu già in vendita con questo involucro e nome.
Il cioccolatino si chiama in russo «Мишка Косолапый» cioè in italiano «Mìshka Goffo». In russo Mìsha o Mìshka è un diminutivo del nome maschile Mikhaìl (Михаил). L'orso è inoltre una figura molto popolare in Russia dove è presente in molte favole e leggende popolari. Tutti i bambini russi chiamano gli orsi con il nome Mìsha o Mìshka cioè «medvèd’» («медведь» = «orso»). Il nome russo del cioccolatino «Mìshka Goffo» si può tradurre anche come «Orsacchiotto Goffo». Però dovrei scrivere un po’ della parola «Косолапый» («kossolàpyj») la quale è tradotta come «goffo». Il fatto è che il nome aggettivo russo «косолапый» significa «le punte dei piedi rivolti in dentro», per farla breve è il modo di camminare dell’orso. Nella lingua italiana non esiste il nome aggettivo all'unisono con la parola russa «косолапый», perciò sto traducendo come «goffo», «Mìshka Goffo».
Sull’involucro di cioccolatino c’è un’illustrazione del famoso quadro del pittore Ivan Shyshkin «Il Mattino nella pineta». Sul quadro c’è una foresta fitta con gli alberi secolari. Ci sono quattro orsi, un grande Orso o Orsa (?) e tre orsacchiotti che giocano al mattino. Il quadro di Ivan Shyshkin capitò sull’involucro di cioccolatino poco dopo quando Pavel Tretjakov (Павел Третьяков) ebbe comprato il quadro «Il Mattino nella pineta» per la sua nota collezione.
Ivan Shyshkin (Иван Шишикин, 1832-1898), il pittore russo, paesaggista, disegnatore, incisore-acquafortista. I suoi quadri trattano spessissimo la vita del bosco. Fu uno dei migliori disegnatori e illustre incisore di acqueforti dell’epoca. I suoi quadri più celebri si trovano alla Galleria Tretjakov di Mosca ed anche al Museo Russo di San Pietroburgo, come il famosissimo quadro «Il Mattino nella pineta» («Утро в сосновом лесу», 1889). Il quadro gode di un'immensa popolarità soprattutto fra i bambini. Gli orsi, li dipinse un altro pittore, Konstantin Savìtskij (Константин Савицкий 1844-1905).
«Мишка косолапый» significa letteralmente «l’orso con le punte dei piedi rivolte in dentro» cioè «l’orso goffo» o «l’orso maldestro».
Мишка косолапый = Mishka goffo
По лесу идёт, = Passa per il bosco,
Шишки собирает, = Raccoglie le pigne,
Песенки поёт. = Canta le canzoncine
Вдруг упала шишка. = Ad un tratto una pigna è caduta
Прямо Мишке в лоб. = E direttamente in fronte di Mishka
Мишка рассердился, = Mishka si è arrabiato,
И ногою - топ. = Ha battuto i piedi in un accesso d'ira.
Oggetto: «L'ORSACCHIOTTO DONDOLANTE» E AL NORD»
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| Descrizione: | Il quadro di Ivan Shyshkin capitò sull’involucro di cioccolatino poco dopo quando Pavel Tretjakov ebbe comprato il quadro «Il Mattino nella pineta» per la sua nota collezione. |
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| Descrizione: | «ORSO GOFFO» |
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| Descrizione: | «ORSO GOFFO» |
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| Descrizione: | «ORSO GOFFO» |
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Oggetto: «ORSO GOFFO» O «ORSO NEL NORD»?
«ORSO GOFFO» O «ORSO NEL NORD»?
«МИШКА КОСОЛАПЫЙ» ИЛИ «МИШКА НА СЕВЕРЕ»?
«CLUMSY BEAR» OR «BEAR IN THE NORTH»?
«L'OURS MALGRÉ» OU «L'OURS DU NORD»?
«UNBEHOLFENER BÄR» ODER «BÄR IM NORDEN»?
Il cioccolatino «MISHKA NEL NORD»
Шоколадная конфетка «МИШКА НА СЕВЕРЕ»
I saluti fraterni ai golosi di dolciumi e di cioccolatini con lo strato di wafer! «Мишка на Севере» cioè «Mìshka nel Nord» è un marchio del cioccolatino, il gusto del quale è ben conosciuto a tutti da bambino. Ancora più conosciuto è un disegno sull’involucro e il nome stesso del cioccolatino. Compro sempre questi cioccolatini quando comincio a sentir nostalgia d’infanzia. Nell’Unione Sovietica i cioccolatini con un tal nome fabbricava qualche fabbrica di dolciumi. Sull’involucro c’è un orso bianco o polare (белый медведь) il quale, com'è noto, vive al Polo Nord (Северный Полюс). Mìsha o Mìshka (in russo: Миша или Мишка) è il nome dell'orsetto. Il cioccolatino si chiama in russo «Мишка на Севере» cioè in italiano «Mìshka nel Nord».
L'orso è inoltre una figura molto popolare in Russia dove è presente in molte favole e leggende popolari. Tutti i bambini russi chiamano gli orsi con il nome Mìsha o Mìshka cioè «medvèd’» («медведь» = «orso»). Il nome russo del cioccolatino «Mìshka nel Nord» si può tradurre anche come «Orsacchiotto nel Nord», anche se sul disegno c’è l’orso «adulto». Bisogna notare che il cioccolatino «Mìshka nel Nord» cominciarono a fabbricare per la prima volta nel lontano anno 1939 alla fabbrica di dolciumi di Leningrado. Se un vostro amico russo o una vostra amica russa vi chiederà di cosa potrebbe portarvi dalla Russia, voi dovrete rispondere con tutta la sicurezza «Mìshka nel Nord». Soltanto si deve dire in russo: «Мишка на Севере» = «Mìshka na Sèverie» e con tutto ciò, si deve aggiungere: 1(un) chilo. Sono sicuro che vi piacerà tantissimo. Non dimenticate che ci sia un altro cioccolatino con «l’orso e tre orsacchiotti» e che si chiama in russo «Мишка косолапый» cioè «Mishka goffo», ma è un altro mio racconto sul nostro forum «ARCA RUSSA».
«МИШКА КОСОЛАПЫЙ» ИЛИ «МИШКА НА СЕВЕРЕ»?
«CLUMSY BEAR» OR «BEAR IN THE NORTH»?
«L'OURS MALGRÉ» OU «L'OURS DU NORD»?
«UNBEHOLFENER BÄR» ODER «BÄR IM NORDEN»?
Il cioccolatino «MISHKA NEL NORD»
Шоколадная конфетка «МИШКА НА СЕВЕРЕ»
I saluti fraterni ai golosi di dolciumi e di cioccolatini con lo strato di wafer! «Мишка на Севере» cioè «Mìshka nel Nord» è un marchio del cioccolatino, il gusto del quale è ben conosciuto a tutti da bambino. Ancora più conosciuto è un disegno sull’involucro e il nome stesso del cioccolatino. Compro sempre questi cioccolatini quando comincio a sentir nostalgia d’infanzia. Nell’Unione Sovietica i cioccolatini con un tal nome fabbricava qualche fabbrica di dolciumi. Sull’involucro c’è un orso bianco o polare (белый медведь) il quale, com'è noto, vive al Polo Nord (Северный Полюс). Mìsha o Mìshka (in russo: Миша или Мишка) è il nome dell'orsetto. Il cioccolatino si chiama in russo «Мишка на Севере» cioè in italiano «Mìshka nel Nord».
L'orso è inoltre una figura molto popolare in Russia dove è presente in molte favole e leggende popolari. Tutti i bambini russi chiamano gli orsi con il nome Mìsha o Mìshka cioè «medvèd’» («медведь» = «orso»). Il nome russo del cioccolatino «Mìshka nel Nord» si può tradurre anche come «Orsacchiotto nel Nord», anche se sul disegno c’è l’orso «adulto». Bisogna notare che il cioccolatino «Mìshka nel Nord» cominciarono a fabbricare per la prima volta nel lontano anno 1939 alla fabbrica di dolciumi di Leningrado. Se un vostro amico russo o una vostra amica russa vi chiederà di cosa potrebbe portarvi dalla Russia, voi dovrete rispondere con tutta la sicurezza «Mìshka nel Nord». Soltanto si deve dire in russo: «Мишка на Севере» = «Mìshka na Sèverie» e con tutto ciò, si deve aggiungere: 1(un) chilo. Sono sicuro che vi piacerà tantissimo. Non dimenticate che ci sia un altro cioccolatino con «l’orso e tre orsacchiotti» e che si chiama in russo «Мишка косолапый» cioè «Mishka goffo», ma è un altro mio racconto sul nostro forum «ARCA RUSSA».
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| Descrizione: | «ORSO NEL NORD» |
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| Descrizione: | «ORSO NEL NORD» |
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| Descrizione: | «ORSO NEL NORD» |
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| Descrizione: | «ORSO NEL NORD» |
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Oggetto: «ORSO GOFFO» O «ORSO NEL NORD»?
Questi due cioccolatini della nostra lontana infanzia, dell'infanzia dei nostri genitori e perfino dell'infanzia dei nostri nonni, continuano a suscitare la gioia dei bambini russi, nonostante esista un'enorme quantità di dolciumi diversi in circolazione. Forse perché il nome di questi cioccolatini è associato a Mìshka (Мишка), cioè un orso. In Russia l'orso è sempre stato chiamato Mishka, cioè Mikhail. Tutto ciò è legato alle antiche fiabe russe, in cui è spesso presente un orso. Inoltre, il sapore di questi cioccolatini è straordinario, a differenza di tutti gli altri cioccolatini. Non potrai mai confondere il sapore di questi cioccolatini con quello di altri cioccolatini. È una tale nostalgia dell'infanzia. Se vi trovate in Russia, dovete assolutamente provare questi cioccolatini.
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| Descrizione: | «ORSO GOFFO» |
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| Descrizione: | «ORSO GOFFO» |
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| Descrizione: | «ORSO NEL NORD» |
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| Descrizione: | «ORSO NEL NORD» |
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Oggetto: «ORSO GOFFO» O «ORSO NEL NORD»?
«ORSO GOFFO» O «ORSO NEL NORD»?
Qual è la differenza di sapore tra i cioccolatini «Mishka goffo» e «Mishka nel Nord»? Le principali differenze nel gusto dei cioccolatini sono le seguenti:
Nel prodotto «Mishka goffo» le mandorle vengono tostate con lo zucchero, poi macinate e a cui viene aggiunto il burro di cacao.
Presso «Mishka nel Nord», le mandorle vengono tostate separatamente e poi vengono aggiunti zucchero e burro di cacao.
«Mishka goffo» - denso, viscoso e oleoso, con un sapore di nocciola brillante
«Mishka nel Nord» è più morbido e meno mandorlato.
Nel «Mishka nel Nord» lo strato di glassa è più spesso, più scuro e con un piacevole equilibrio tra dolcezza e amarezza.
In «Mishka goffo» lo strato di glassa è più sottile, il che lo rende meno evidente nel gusto generale.
«Mishka goffo» sembra più dolce grazie alla lenta dissoluzione del pralinato e alla minore glassa.
«Mishka nel Nord» ha un gusto più equilibrato grazie alla maggiore quantità di glassa e alla rapida dissoluzione del pralinato, lasciando nel retrogusto solo wafer e cioccolato.
«Mishka goffo» è notevolmente più piccolo, soprattutto a causa della minore quantità di pralina (circa 1/3 in meno) In entrambi i cioccolatini, le cialde e le praline sono ben unite e non si separano quando vengono morse. Entrambe le opzioni hanno caratteristiche proprie e meritano attenzione; la scelta dipende dalle preferenze personali in termini di consistenza e equilibrio del gusto.
Qual è la differenza di sapore tra i cioccolatini «Mishka goffo» e «Mishka nel Nord»? Le principali differenze nel gusto dei cioccolatini sono le seguenti:
Nel prodotto «Mishka goffo» le mandorle vengono tostate con lo zucchero, poi macinate e a cui viene aggiunto il burro di cacao.
Presso «Mishka nel Nord», le mandorle vengono tostate separatamente e poi vengono aggiunti zucchero e burro di cacao.
«Mishka goffo» - denso, viscoso e oleoso, con un sapore di nocciola brillante
«Mishka nel Nord» è più morbido e meno mandorlato.
Nel «Mishka nel Nord» lo strato di glassa è più spesso, più scuro e con un piacevole equilibrio tra dolcezza e amarezza.
In «Mishka goffo» lo strato di glassa è più sottile, il che lo rende meno evidente nel gusto generale.
«Mishka goffo» sembra più dolce grazie alla lenta dissoluzione del pralinato e alla minore glassa.
«Mishka nel Nord» ha un gusto più equilibrato grazie alla maggiore quantità di glassa e alla rapida dissoluzione del pralinato, lasciando nel retrogusto solo wafer e cioccolato.
«Mishka goffo» è notevolmente più piccolo, soprattutto a causa della minore quantità di pralina (circa 1/3 in meno) In entrambi i cioccolatini, le cialde e le praline sono ben unite e non si separano quando vengono morse. Entrambe le opzioni hanno caratteristiche proprie e meritano attenzione; la scelta dipende dalle preferenze personali in termini di consistenza e equilibrio del gusto.
Oggetto: «ORSO GOFFO» O «ORSO NEL NORD»?
«L'ORSACCHIOTTO DONDOLANTE» E «L'ORSACCHIOTTO AL NORD»
«МИШКА КОСОЛАПЫЙ» И «МИШКА НА СЕВЕРЕ»
Essendo un interprete di italiano, per lavoro viaggiavo spesso in Italia. Lì avevo tantissimi amici e conoscenti, e gli italiani mi invitavano sempre a casa loro per le feste, per i matrimoni o anche solo per fare quattro chiacchiere. Per loro ero «un miracolo russo che parla italiano». Mi dicevano proprio così, abbracciandomi e baciandomi: «Un miracolo russo che parla italiano». Da Mosca portavo sempre qualche regalo. A volte mi chiedevano qualcosa di specifico, se lo conoscevano, altre volte portavo qualcosa di «esotico e tipicamente russo». Molti mi chiedevano il miele della Baschìria (Башкирия), che all'epoca si vendeva a Mosca in quei tipici barattoli di vetro a forma di botticella. Cosa fosse esattamente la «Baschiria» non lo capivano bene, anche se ogni tanto glielo mostravo sulla carta geografica. Portavo anche la senape russa (русская горчица), ma solo a chi l'aveva già provata almeno una volta. Ho persino portato il Pane di Borodinò (Бородинский хлеб). Alle mie amiche italiane regalavo le tovaglie di lino di Vòlogda con i tovaglioli ricamati secondo la tradizione del Nord della Russia. Le adoravano e ne erano felicissime. Per non parlare poi dei libri, o meglio degli album d'arte, e dei vinili. A un appassionato ho persino portato una vera balalaika: non potete immaginare che gioia! Mi chiedevano anche gli orologi da polso russi; ora non ricordo bene la marca, forse «Slava» = «Слава» o qualcos'altro, l'importante era che ci fosse sopra un qualche emblema sovietico.
Ma perché scrivo tutto questo? Volevo parlarvi di un'altra cosa che portavo e regalavo sempre agli italiani: due tipi di caramelle russe, le «Мишка косолапый» («L'orsacchiotto dondolante») e le «Мишка на Севере» («L'orsacchiotto al Nord»). Ne andavano pazzi. Mi imploravano sempre di portargliele. E sapete perché? Adoravano il nome e poi, visto che anche io mi chiamo così, pensavano che quelle caramelle parlassero di me. Tutto si univa e coincideva.
All'inizio vi dico come traducevo i nomi di questi dolcetti: «Мишка косолапый» = «Orso goffo» e «Мишка на Севере» = «Orso nel Nord». Ma non è così semplice. Il fatto è che nel nome c'è la parola «Mishka» = «Мишка». E chi è Mishka? Spiegavo che è il diminutivo affettuoso del nome «Михаил» = «Mikhaìl», ovvero Michele. Dicevo che in Russia tutti i Michele possono essere chiamati dolcemente «Mìshka» = «Мишка» o «Mìsha» = «Миша». Questa cosa gli piaceva da matti, e da allora mi chiamavano solo così.
Poi mi chiedevano: «Ma perché c'è un orso?». E io spiegavo che i russi chiamano affettuosamente gli orsi «Mishka» o «Misha», o persino con il patronimico: «Mikhaìl Potàpych» = «Михаил Потапыч». «Come? — mi chiedevano stupiti — Chiamate l'orso con il nome di suo padre?». E io: «Certo, dopotutto avrà avuto una mamma e un papà anche lui!». Allora mi dicevano: «Quindi tu sei un orso?». «No, — rispondevo — semplicemente io e l'orso portiamo lo stesso nome. L'orso è la sua «nazionalità», mentre Mishka è il suo nome». Al che mi domandavano: «Quindi anche l'orso è un Arcangelo come te?». E io: «Beh, in un certo senso sì, l'orso da noi in Russia è «il re degli animali» = «царь зверей», dopotutto è un orso, mica un tasso!».
Poi la domanda fatidica: «Ma perché è «косолапый» «kosolàpyj» («goffo»)?». E qui cascava l'asino. Diciamo che «Мишка косолапый» significa un orsacchiotto, mentre «косолапый» «kosolàpyj» sarebbe «goffo» o «maldestro». Ma non rende l'idea di «косолапый» «kosolàpyj». Potrei dirlo con un tocco medico: «Con le punte dei piedi rivolte in dentro». Lungo e un po' inquietante. Che farci? In italiano non esiste un aggettivo specifico per «косолапый» «kosolàpyj». Allora dicevo: «Guardate come cammina l'orso, ecco, quello significa essere «косолапый» «kosolàpyj», cioè goffo». In quel momento temevo sempre che mi chiedessero se a Mosca avessi mai visto gli orsi camminare per strada. Gli italiani sono capaci di chiederlo, e infatti lo chiedevano! Io rispondevo sempre di sì, che camminavano in branchi. Mi guardavano seri e chiedevano: «Scherzi o dici sul serio?». E io: «Scherzo, altrimenti poi iniziate a commiserarmi e a rimpinzarmi di pasta!». Alla fine, quindi, ci univamo sulla traduzione di «Мишка косолапый» come «L'orsacchiotto dondolante». E ovviamente raccontavo loro del quadro di Ivan Shìshkin, «Il mattino nella pineta», custodito alla Galleria Tretjakov, che è proprio il disegno stampato sull'incarto della caramella.
La seconda caramella era «Мишка на Севере» = «Mishka na Severe», che traducevo come «L'orsacchiotto al Nord». Questo li affascinava ancora di più. Innanzitutto perché è un orso bianco, polare. Una favola! E poi il Nord. Mi chiedevano se a Mosca girassero gli orsi bruni o quelli bianchi. Dicevo che giravano entrambi. Mi dicevano: «Stai scherzando!». E io non negavo mica. Che belle quelle chiacchierate con gli italiani. Ho sempre amato parlare con loro, ma sempre con affetto, con una battuta, con ironia, e immancabilmente parlando degli orsi per le strade di Mosca. Ecco perché portavo sempre proprio quelle caramelle. Mi imploravano: «Portami gli orsi!». Spesso ho pensato al perché gioissero come bambini. Evidentemente in tutto questo c'è qualcosa che noi forse non comprendiamo più. Per noi un orso è solo un orso. Per loro era qualcosa di magico. Voi come lo spieghereste?
Un mio caro amico romano, alla mia domanda «Cosa ti porto?», rispondeva sempre: «Il tuo arrivo è già il mio regalo». Mi diceva che era sempre felice quando arrivava il suo «caro ragazzo russo». Era un uomo molto solo. La moglie era morta, era rimasto completamente solo, raramente qualcuno gli faceva compagnia, e per questo diceva: «Arriva il mio ragazzo russo e parleremo di tutto il mondo». Gli portavo dell'ottima vodka russa. Gli piaceva berne un goccetto e abbracciarmi. Guidava la macchina come un pazzo, sfrecciavamo per Roma e mi raccontava come fosse la città una volta. Ora non è più su questo mondo. Se n'è andato, il mio caro romano. E da quando se n'è andato, non sono più tornato a Roma. Alloggiavo sempre e solo da lui. Era così felice quando arrivavo... Il mio caro ragazzo russo. Le sue parole.
«МИШКА КОСОЛАПЫЙ» И «МИШКА НА СЕВЕРЕ»
Essendo un interprete di italiano, per lavoro viaggiavo spesso in Italia. Lì avevo tantissimi amici e conoscenti, e gli italiani mi invitavano sempre a casa loro per le feste, per i matrimoni o anche solo per fare quattro chiacchiere. Per loro ero «un miracolo russo che parla italiano». Mi dicevano proprio così, abbracciandomi e baciandomi: «Un miracolo russo che parla italiano». Da Mosca portavo sempre qualche regalo. A volte mi chiedevano qualcosa di specifico, se lo conoscevano, altre volte portavo qualcosa di «esotico e tipicamente russo». Molti mi chiedevano il miele della Baschìria (Башкирия), che all'epoca si vendeva a Mosca in quei tipici barattoli di vetro a forma di botticella. Cosa fosse esattamente la «Baschiria» non lo capivano bene, anche se ogni tanto glielo mostravo sulla carta geografica. Portavo anche la senape russa (русская горчица), ma solo a chi l'aveva già provata almeno una volta. Ho persino portato il Pane di Borodinò (Бородинский хлеб). Alle mie amiche italiane regalavo le tovaglie di lino di Vòlogda con i tovaglioli ricamati secondo la tradizione del Nord della Russia. Le adoravano e ne erano felicissime. Per non parlare poi dei libri, o meglio degli album d'arte, e dei vinili. A un appassionato ho persino portato una vera balalaika: non potete immaginare che gioia! Mi chiedevano anche gli orologi da polso russi; ora non ricordo bene la marca, forse «Slava» = «Слава» o qualcos'altro, l'importante era che ci fosse sopra un qualche emblema sovietico.
Ma perché scrivo tutto questo? Volevo parlarvi di un'altra cosa che portavo e regalavo sempre agli italiani: due tipi di caramelle russe, le «Мишка косолапый» («L'orsacchiotto dondolante») e le «Мишка на Севере» («L'orsacchiotto al Nord»). Ne andavano pazzi. Mi imploravano sempre di portargliele. E sapete perché? Adoravano il nome e poi, visto che anche io mi chiamo così, pensavano che quelle caramelle parlassero di me. Tutto si univa e coincideva.
All'inizio vi dico come traducevo i nomi di questi dolcetti: «Мишка косолапый» = «Orso goffo» e «Мишка на Севере» = «Orso nel Nord». Ma non è così semplice. Il fatto è che nel nome c'è la parola «Mishka» = «Мишка». E chi è Mishka? Spiegavo che è il diminutivo affettuoso del nome «Михаил» = «Mikhaìl», ovvero Michele. Dicevo che in Russia tutti i Michele possono essere chiamati dolcemente «Mìshka» = «Мишка» o «Mìsha» = «Миша». Questa cosa gli piaceva da matti, e da allora mi chiamavano solo così.
Poi mi chiedevano: «Ma perché c'è un orso?». E io spiegavo che i russi chiamano affettuosamente gli orsi «Mishka» o «Misha», o persino con il patronimico: «Mikhaìl Potàpych» = «Михаил Потапыч». «Come? — mi chiedevano stupiti — Chiamate l'orso con il nome di suo padre?». E io: «Certo, dopotutto avrà avuto una mamma e un papà anche lui!». Allora mi dicevano: «Quindi tu sei un orso?». «No, — rispondevo — semplicemente io e l'orso portiamo lo stesso nome. L'orso è la sua «nazionalità», mentre Mishka è il suo nome». Al che mi domandavano: «Quindi anche l'orso è un Arcangelo come te?». E io: «Beh, in un certo senso sì, l'orso da noi in Russia è «il re degli animali» = «царь зверей», dopotutto è un orso, mica un tasso!».
Poi la domanda fatidica: «Ma perché è «косолапый» «kosolàpyj» («goffo»)?». E qui cascava l'asino. Diciamo che «Мишка косолапый» significa un orsacchiotto, mentre «косолапый» «kosolàpyj» sarebbe «goffo» o «maldestro». Ma non rende l'idea di «косолапый» «kosolàpyj». Potrei dirlo con un tocco medico: «Con le punte dei piedi rivolte in dentro». Lungo e un po' inquietante. Che farci? In italiano non esiste un aggettivo specifico per «косолапый» «kosolàpyj». Allora dicevo: «Guardate come cammina l'orso, ecco, quello significa essere «косолапый» «kosolàpyj», cioè goffo». In quel momento temevo sempre che mi chiedessero se a Mosca avessi mai visto gli orsi camminare per strada. Gli italiani sono capaci di chiederlo, e infatti lo chiedevano! Io rispondevo sempre di sì, che camminavano in branchi. Mi guardavano seri e chiedevano: «Scherzi o dici sul serio?». E io: «Scherzo, altrimenti poi iniziate a commiserarmi e a rimpinzarmi di pasta!». Alla fine, quindi, ci univamo sulla traduzione di «Мишка косолапый» come «L'orsacchiotto dondolante». E ovviamente raccontavo loro del quadro di Ivan Shìshkin, «Il mattino nella pineta», custodito alla Galleria Tretjakov, che è proprio il disegno stampato sull'incarto della caramella.
La seconda caramella era «Мишка на Севере» = «Mishka na Severe», che traducevo come «L'orsacchiotto al Nord». Questo li affascinava ancora di più. Innanzitutto perché è un orso bianco, polare. Una favola! E poi il Nord. Mi chiedevano se a Mosca girassero gli orsi bruni o quelli bianchi. Dicevo che giravano entrambi. Mi dicevano: «Stai scherzando!». E io non negavo mica. Che belle quelle chiacchierate con gli italiani. Ho sempre amato parlare con loro, ma sempre con affetto, con una battuta, con ironia, e immancabilmente parlando degli orsi per le strade di Mosca. Ecco perché portavo sempre proprio quelle caramelle. Mi imploravano: «Portami gli orsi!». Spesso ho pensato al perché gioissero come bambini. Evidentemente in tutto questo c'è qualcosa che noi forse non comprendiamo più. Per noi un orso è solo un orso. Per loro era qualcosa di magico. Voi come lo spieghereste?
Un mio caro amico romano, alla mia domanda «Cosa ti porto?», rispondeva sempre: «Il tuo arrivo è già il mio regalo». Mi diceva che era sempre felice quando arrivava il suo «caro ragazzo russo». Era un uomo molto solo. La moglie era morta, era rimasto completamente solo, raramente qualcuno gli faceva compagnia, e per questo diceva: «Arriva il mio ragazzo russo e parleremo di tutto il mondo». Gli portavo dell'ottima vodka russa. Gli piaceva berne un goccetto e abbracciarmi. Guidava la macchina come un pazzo, sfrecciavamo per Roma e mi raccontava come fosse la città una volta. Ora non è più su questo mondo. Se n'è andato, il mio caro romano. E da quando se n'è andato, non sono più tornato a Roma. Alloggiavo sempre e solo da lui. Era così felice quando arrivavo... Il mio caro ragazzo russo. Le sue parole.
Oggetto: «L'ORSACCHIOTTO DONDOLANTE» E AL NORD»
«Mattino in una pineta» «Утро в сосновом лесу»
Ogni russo conosce questo dipinto, anche chi non ha mai visitato la Galleria Tretyakov. Quattro orsi, un pino caduto e la nebbia mattutina: una bellezza familiare fin dall'infanzia. Il dipinto si intitola «Mattino in una pineta» = «Утро в сосновом лесу». E così anche i cioccolatini russi chiamati «Mishka goffo», grazie ai quali il quadro ha trovato posto in quasi tutte le case russe. Ma il dipinto nasconde un segreto degno di un vero giallo.
L'artista russo Ivan Shìshkin dipinse la pineta, ma affidò gli orsi a un altro artista. Il celebre dipinto «Mattino in una pineta» fu realizzato nel 1889. Ivan Shishkin era un maestro nel raffigurare la natura, ma preferiva non cimentarsi con animali e persone. Pertanto, gli orsi nel dipinto furono realizzati dal suo collega, l'artista Konstantin Savìtskij. È a lui che dobbiamo quella scena con l'orsa madre e i tre cuccioli curiosi. Inizialmente, il dipinto recava addirittura due firme. Tuttavia, una di esse scomparve misteriosamente poco dopo. L'ironia del destino è particolarmente affascinante: il dipinto divenne famoso proprio per via degli orsi, che Ivan Shishkin non dipinse mai! E nel 1913, un'immagine di questo quadro comparve sulla confezione delle caramelle al cioccolato «Orso con i piedi storti» = «Мишка косолапый» della fabbrica di dolciumi «Einem». Così, il paesaggio boschivo divenne finalmente un'icona nazionale.
Per inciso, il dipinto acquisì anche un altro nome: «I tre orsi» = «Три медведя». Anche se, a un'attenta osservazione della tela, basta contare quattro orsi con i piedi storti.
Ogni russo conosce questo dipinto, anche chi non ha mai visitato la Galleria Tretyakov. Quattro orsi, un pino caduto e la nebbia mattutina: una bellezza familiare fin dall'infanzia. Il dipinto si intitola «Mattino in una pineta» = «Утро в сосновом лесу». E così anche i cioccolatini russi chiamati «Mishka goffo», grazie ai quali il quadro ha trovato posto in quasi tutte le case russe. Ma il dipinto nasconde un segreto degno di un vero giallo.
L'artista russo Ivan Shìshkin dipinse la pineta, ma affidò gli orsi a un altro artista. Il celebre dipinto «Mattino in una pineta» fu realizzato nel 1889. Ivan Shishkin era un maestro nel raffigurare la natura, ma preferiva non cimentarsi con animali e persone. Pertanto, gli orsi nel dipinto furono realizzati dal suo collega, l'artista Konstantin Savìtskij. È a lui che dobbiamo quella scena con l'orsa madre e i tre cuccioli curiosi. Inizialmente, il dipinto recava addirittura due firme. Tuttavia, una di esse scomparve misteriosamente poco dopo. L'ironia del destino è particolarmente affascinante: il dipinto divenne famoso proprio per via degli orsi, che Ivan Shishkin non dipinse mai! E nel 1913, un'immagine di questo quadro comparve sulla confezione delle caramelle al cioccolato «Orso con i piedi storti» = «Мишка косолапый» della fabbrica di dolciumi «Einem». Così, il paesaggio boschivo divenne finalmente un'icona nazionale.
Per inciso, il dipinto acquisì anche un altro nome: «I tre orsi» = «Три медведя». Anche se, a un'attenta osservazione della tela, basta contare quattro orsi con i piedi storti.
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