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Myshkin
Mercoled&igrave;, 12 Marzo 2008, 16:45

«RAJMONDA» di Aleksandr Glazunov
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E’ stato un bello spettacolo, anche se confesso che mi aspettavo qualcosa di più, sul piano coreografico e interpretativo. Soprattutto nel primo atto ho visto delle difficoltà da parte dei ballerini  dovute probabilmente alla tensione e l’emozione. Ma già nel secondo atto, e poi ancora di più nel terzo, erano tutti più sicuri e sincronizzati. Il libretto, come si sa, non è che sia particolarmente significativo in Raymonda, è anzi del tutto secondario e scialbo, e l’importanza e il fascino del balletto sta tutta nella bellissima musica di Glazunov e nella coreografia originale di Marius Petipa, coreografia della quale è stata conservata l’essenza, con alcune variazioni, in questo caso di Carla Fracci. Molto brava Oksana Kuncheruk, nel ruolo di Raymonda, che a mio avviso ha dato la prova migliore, in scena. Il suo assolo del terzo atto è stato eseguito con il battito delle mani, variante introdotta e voluta da Nuriyev e fortemente criticata in Russia, se non ricordo male. Particolarmente belli i costumi, molto indovinati. Mi dispiace solo di non aver visto la versione di Maja Plissetskaja, nel 1985 a Roma, per avere un riferimento di confronto di alto livello.



