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Zarevich
Sabato, 18 Luglio 2026, 13:27

«AI TEMPI DELLO ZAR PISELLO O MOLTO TEMPO FA»
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«AI TEMPI DELLO ZAR PISELLO O MOLTO TEMPO FA»
«&#1055;&#1056;&#1048; &#1062;&#1040;&#1056;&#1045; &#1043;&#1054;&#1056;&#1054;&#1061;&#1045; &#1048;&#1051;&#1048; &#1052;&#1053;&#1054;&#1043;&#1054; &#1051;&#1045;&#1058; &#1058;&#1054;&#1052;&#1059; &#1053;&#1040;&#1047;&#1040;&#1044;»

Non esiste un'unica fiaba classica intitolata «&#1062;&#1072;&#1088;&#1100; &#1043;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093;» = «Zar Pisello» nel folklore russo. In Russia, questo personaggio è noto nei proverbi popolari e negli adattamenti letterari come un sovrano leggendario e umoristico di un regno fiabesco, simbolo di un'epoca remota, quasi dimenticata. La versione letteraria più famosa, scritta dallo scrittore Dmitrij Màmin-Sibirjak, è «La Fiaba del glorioso Zar Pisello e delle sue bellissime figlie» = «&#1057;&#1082;&#1072;&#1079;&#1082;&#1072; &#1087;&#1088;&#1086; &#1089;&#1083;&#1072;&#1074;&#1085;&#1086;&#1075;&#1086; &#1094;&#1072;&#1088;&#1103; &#1043;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093;&#1072; &#1080; &#1077;&#1075;&#1086; &#1087;&#1088;&#1077;&#1082;&#1088;&#1072;&#1089;&#1085;&#1099;&#1093; &#1076;&#1086;&#1095;&#1077;&#1088;&#1077;&#1081;». Racconta la vita di un sovrano amante del divertimento e dei banchetti, nonché le avventure delle sue due figlie, la principessa Kutafja (&#1050;&#1091;&#1090;&#1072;&#1092;&#1100;&#1103;) e la principessa Pisellina (&#1043;&#1086;&#1088;&#1086;&#1096;&#1080;&#1085;&#1072;). Ivan, il figlio dello Zar Pisello (&#1048;&#1074;&#1072;&#1085; — &#1043;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093;&#1086;&#1074;&#1099;&#1081; &#1077;&#1075;&#1086; &#1089;&#1099;&#1085;), è suo figlio. Diverse storie mitologiche studiate da Aleksandr Afanasjev, collezionista di folklore russo, ricercatore di cultura spirituale russa, storico e studioso di letteratura, menzionano un certo eroe, palladino di nome Ivan-Pisello (&#1048;&#1074;&#1072;&#1085;-&#1043;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093;), che nasce miracolosamente (inghiottendo un pisello) e si mette in viaggio per salvare fratelli o sorelle rapiti da un temibile Drago. Esiste un'espressione idiomatica russa che si è saldamente radicata nella lingua si dice «ai tempi dello Zar Pisello» = «&#1087;&#1088;&#1080; &#1094;&#1072;&#1088;&#1077; &#1043;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093;&#1077;», che significa «molto, molto tempo fa» = «&#1086;&#1095;&#1077;&#1085;&#1100; &#1086;&#1095;&#1077;&#1085;&#1100; &#1076;&#1072;&#1074;&#1085;&#1086;».

«&#1055;&#1088;&#1080; &#1094;&#1072;&#1088;&#1077; &#1043;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093;&#1077;» = «Ai tempi dello Zar Pisello», «&#1094;&#1072;&#1088;&#1100; &#1043;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093;&#1086;&#1074;&#1099;&#1081;» = «lo Zar Pisello» — usiamo queste espressioni quando vogliamo parlare di qualcosa di irrimediabilmente antico e lontano nel tempo, oppure di un capo troppo egocentrico ma che non prende alcuna decisione. Esiste anche un'espressione simile in italiano «Al tempo che Berta filava». 

Sembra innocuo, persino divertente. Ma dietro la patina fiabesca si cela una tradizione popolare russa secolare, tutt'altro che innocua, se si scava più a fondo. Da dove veniva questo zar?

La versione più ovvia è la fiaba. «In un certo regno, nel regno dei piselli» = «&#1042; &#1085;&#1077;&#1082;&#1086;&#1090;&#1086;&#1088;&#1086;&#1084; &#1094;&#1072;&#1088;&#1089;&#1090;&#1074;&#1077;, &#1074; &#1075;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093;&#1086;&#1074;&#1086;&#1084; &#1075;&#1086;&#1089;&#1091;&#1076;&#1072;&#1088;&#1089;&#1090;&#1074;&#1077;» è il classico verso di apertura delle fiabe popolari russe. Il pisello non è un caso è una delle colture più antiche della Russia antica, semplice, accessibile e familiare a ogni contadino.

Dire che accadde «ai tempi di Zar Pisello» = «&#1087;&#1088;&#1080; &#1094;&#1072;&#1088;&#1077; &#1043;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093;&#1077;» significava «in tempi antichi» = «&#1074; &#1089;&#1090;&#1072;&#1088;&#1086;&#1076;&#1072;&#1074;&#1085;&#1080;&#1077; &#1074;&#1088;&#1077;&#1084;&#1077;&#1085;&#1072;», in un'epoca quasi mitica. Gli europei, tra l'altro, avevano il loro equivalente «ai tempi di Re Frassino».

Ma la cosa si fa ancora più interessante. Nelle fiabe russe, lo Zar Pisello non è quasi mai un sovrano formidabile. È sciocco, credulone e si lascia ingannare facilmente da chiunque. Non regna, è solo un elemento di contorno sul trono. L'archetipo perfetto «Lo Zar esiste, ma è privo di potere e di astuzia» = «&#1062;&#1072;&#1088;&#1100; &#1077;&#1089;&#1090;&#1100;, &#1085;&#1086; &#1074;&#1083;&#1072;&#1089;&#1090;&#1080; &#1080; &#1091;&#1084;&#1072; &#1085;&#1077;&#1090;».

Cime di pisello e una beffa al potere. Alcuni ricercatori russi fanno risalire la stirpe dello Zar Pisello direttamente a rituali pagani. Durante la Màslenitsa, cioè Carnevale russo, o festa estiva nei villaggi, veniva scelto uno zar fittizio il contadino più buffo o più ridicolo. Veniva incoronato con cime di pisello o paglia e portato in giro per il villaggio tra le risate. Regnava fino alla fine della festa e i suoi decreti erano pura buffoneria. Questa parodia del potere permetteva al popolo, almeno per un breve periodo, di vivere il mondo «al contrario» = «&#1085;&#1072;&#1080;&#1079;&#1085;&#1072;&#1085;&#1082;&#1091;».

Esiste anche una spiegazione più banale. Nella cultura russa, i piselli erano simbolo di economicità, abbondanza e «insignificantità». «Quel che sono i piselli lungo la strada» = «&#1063;&#1090;&#1086; &#1075;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093;&#1091; &#1087;&#1088;&#1080; &#1076;&#1086;&#1088;&#1086;&#1075;&#1077;» = era un modo di dire che indicava qualcosa di senza valore. L'espressione «Zar dei piselli» evocava l'immagine di un sovrano proveniente dal popolo, né saggio, né maestoso, né pericoloso.

Una guerra tra funghi e uno scherzo innocuo. Lo scrittore e linguista russo Vladimir Dal (&#1042;&#1083;&#1072;&#1076;&#1080;&#1084;&#1080;&#1088; &#1044;&#1072;&#1083;&#1100;) ha trascritto la versione integrale del proverbio «Molto tempo fa, quando lo zar Pisello combatté contro i funghi» = «&#1044;&#1072;&#1074;&#1085;&#1086;, &#1082;&#1086;&#1075;&#1076;&#1072; &#1094;&#1072;&#1088;&#1100; &#1043;&#1086;&#1088;&#1086;&#1093; &#1089; &#1075;&#1088;&#1080;&#1073;&#1072;&#1084;&#1080; &#1074;&#1086;&#1077;&#1074;&#1072;&#1083;». Una guerra tra piselli e funghi è una situazione tanto assurda quanto impossibile.

Questo è un indicatore di «tanto tempo fa che è difficile crederci» = «&#1090;&#1072;&#1082; &#1076;&#1072;&#1074;&#1085;&#1086;, &#1095;&#1090;&#1086; &#1091;&#1078;&#1077; &#1080; &#1085;&#1077; &#1074;&#1077;&#1088;&#1080;&#1090;&#1089;&#1103;». Ma c'è un secondo significato nascosto l'espressione divenne un eufemismo, un modo sicuro per criticare il governo. Dire apertamente che lo zar era stupido o cattivo era pericoloso. Ma prendersi gioco del mitico zar Pisello... per favore. Tutti sapevano di chi si stava parlando veramente.

Nel XIX secolo, questa espressione era passata dal folklore alla letteratura satirica e al giornalismo. Veniva usata per denunciare qualsiasi leader che si vantasse delle proprie capacità ma fosse incapace di fare altro che fingere di essere vigoroso. Così, il pisello comune divenne una metafora politica millenaria. E a giudicare dal fatto che l'espressione è ancora in uso, gli Zar Piselli non sono scomparsi. Hanno semplicemente scambiato i loro caftani con le giacche.


