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Zarevich
Sabato, 27 Dicembre 2025, 12:30

«IL FREDDO INVERNALE» INSALATA DI CAPODANNO
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Ciò che sto per scrivere sarà di interesse per gli italiani che conoscono o studiano il russo. Un tempo sul nostro forum c'erano molti di questi italiani, sempre interessati ai misteri della lingua russa. Ora non ne è rimasto nessuno. Sono tutti scomparsi come per magia. O forse non esistono affatto? Ma qualcosa mi dice che esistono. Vedo molte persone che vengono sul nostro forum per leggere ciò che viene scritto qui.

In questo post volevo parlare di un'insalata di Capodanno chiamata «Il freddo invernale» = «&#1047;&#1080;&#1084;&#1085;&#1103;&#1103; &#1089;&#1090;&#1091;&#1078;&#1072;». Il fatto è che in russo ci sono due parole che denotano la parola italiana «freddo» «&#1093;&#1086;&#1083;&#1086;&#1076;» («khòlod») &#1080; «&#1089;&#1090;&#1091;&#1078;&#1072;» («stùzha»). Qual è la differenza tra queste parole? Per i russi è chiara, ma vorrei spiegarla anche agli italiani. La parola «&#1093;&#1086;&#1083;&#1086;&#1076;» («khòlod») è facile quando fuori fa freddo e i bambini scendono con lo slittino dalla collina o pattinano sul ghiaccio in giardino. E la seconda parola «&#1089;&#1090;&#1091;&#1078;&#1072;» («stùzha») — questo accade quando fa molto freddo, c'è una forte gelata e i bambini non escono a giocare. Dipende dal bambino, però. Alcuni bambini escono anche quando fa «&#1089;&#1090;&#1091;&#1078;&#1072;» («stùzha»).

Voglio mostrarvi l'inizio di una delle poesie di Aleksandr Pushkin.

&#1042;&#1086;&#1090; &#1073;&#1077;&#1075;&#1072;&#1077;&#1090; &#1076;&#1074;&#1086;&#1088;&#1086;&#1074;&#1099;&#1081; &#1084;&#1072;&#1083;&#1100;&#1095;&#1080;&#1082;,
&#1042; &#1089;&#1072;&#1083;&#1072;&#1079;&#1082;&#1080; &#1078;&#1091;&#1095;&#1082;&#1091; &#1087;&#1086;&#1089;&#1072;&#1076;&#1080;&#1074;,
&#1057;&#1077;&#1073;&#1103; &#1074; &#1082;&#1086;&#1085;&#1103; &#1087;&#1088;&#1077;&#1086;&#1073;&#1088;&#1072;&#1079;&#1080;&#1074;;
&#1064;&#1072;&#1083;&#1091;&#1085; &#1091;&#1078; &#1079;&#1072;&#1084;&#1086;&#1088;&#1086;&#1079;&#1080;&#1083; &#1087;&#1072;&#1083;&#1100;&#1095;&#1080;&#1082;
&#1045;&#1084;&#1091; &#1080; &#1073;&#1086;&#1083;&#1100;&#1085;&#1086; &#1080; &#1089;&#1084;&#1077;&#1096;&#1085;&#1086;,
&#1040; &#1084;&#1072;&#1090;&#1100; &#1075;&#1088;&#1086;&#1079;&#1080;&#1090; &#1077;&#1084;&#1091; &#1074; &#1086;&#1082;&#1085;&#1086;…

Proverò a tradurlo, ma non in rima, come faceva Pushkin

Un ragazzo della servitù viene correndo, trascinando una slitta, come se fosse un puledro, e sopra ci sta il cagnolino. Già un dito si è gelato, al bricconcello, gli fa male, ma egli ride, e la mamma, dalla finestra, lo minaccia…  



