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Winston Smith
Mercoled&igrave;, 23 Ottobre 2024, 11:38

Re: «LEONID KOGAN: IL VIOLINISTA RUSSO»
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Ho ascoltato tantissime volte Kogan quando ero ragazzino e  studiavo al Conservatorio di Firenze, allora internet non esisteva, i dischi di vinile erano per noi costosi, si ascoltavano insieme, tra amici, erano per noi preziosi e rari. A Firenze c'era un piccolo negozio accanto  al Duomo che era specializzato in musica classica. Era piccolo ma fornitissimo, e riusciva ad avere dischi dalla Russia che difficilmente si trovavano nei normali negozi di musica. Kogan era tra i nostri musicisti preferiti, aveva quello che noi chiamavamo "suono russo". Insieme a Richter, Gilels, Stanislav Neuhaus, Yevgeny Malinin ed altri...
Per noi ragazzini il "suono russo" era un tipo di fraseggio molto virile, forte, deciso, maestoso ma gentile e delicato nello stesso tempo. Violento e raffinato... virtuoso, ma di quel virtuosismo che non si fa vedere: i passaggi tecnici difficili che si suonano come se fossero elementari. Kogan era in assoluto tra i preferiti.


