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Zarevich
Luned&igrave;, 26 Agosto 2019, 14:55

«KRAPIVA» cioè «L’ORTICA»
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«KRAPIVA» cioè «L’ORTICA»

Il nome russo «&#1082;&#1088;&#1072;&#1087;&#1080;&#1074;&#1072;» («krapìva») deriva dalla parola «&#1082;&#1088;&#1072;&#1087;&#1080;&#1085;&#1082;&#1072;» («kràpinka») cioè il macchiolino. La pianta è nota per le sue proprietà medicinali, per la preparazione di pietanze e, nel passato, per il suo esteso uso nel campo tessile. Il nome «Urtica» deriva probabilmente dal latino «urere», bruciare, a indicare l'effetto delle sostanze irritanti contenute nei peli. Le ortiche sono usate in cucina dai tempi dei Greci, dei Romani, degli antichi Russi in tutta Europa, e costituiscono ancor oggi un alimento diffuso nelle aree rurali. Le foglie e i germogli si usano nei risotti, nelle tagliatelle verdi, nei tortelli (nella sfoglia e/o nel ripieno), nei minestroni, nelle zuppe, nelle frittate, nelle torte salate e nelle frittelle. La grande ortica cresce dappertutto, anche nei giardini. Per la verità non si deve andare lontano per raccogliere un mazzo di questa erba dalle foglie lunghe e pungenti, ricoperte di peluria. Se con queste una volta al giorno si colpisce ripetutamente la parte dolente, si proverà forse un bruciore e un prurito da morire, ma questo trattamento può portare alla guarigione.


