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Zarevich
Sabato, 23 Giugno 2018, 17:32

«EDUARD LIMONOV: UN VERO ATTACCABRIGHE»
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Eduard Limonov &#1069;&#1076;&#1091;&#1072;&#1088;&#1076; &#1051;&#1080;&#1084;&#1086;&#1085;&#1086;&#1074;
«SOTTO IL CIELO DI PARIGI»
«&#1055;&#1054;&#1044; &#1053;&#1045;&#1041;&#1054;&#1052; &#1055;&#1040;&#1056;&#1048;&#1046;&#1040;»
Casa Editrice «Glagol» Mosca 2017 (Pagine 560)
&#1048;&#1079;&#1078;&#1072;&#1090;&#1077;&#1083;&#1100;&#1089;&#1090;&#1074;&#1086; «&#1043;&#1083;&#1072;&#1075;&#1086;&#1083;» &#1052;&#1086;&#1089;&#1082;&#1074;&#1072; 2017 

Eduard Limonov (&#1069;&#1076;&#1091;&#1072;&#1088;&#1076; &#1051;&#1080;&#1084;&#1086;&#1085;&#1086;&#1074;) visse a Parigi 14 anni. È più lungo che Ernest Hemingway e Ilja Erenburg tutti quanti. Proprio in Francia sono stati pubblicati i primi libri di Wduard Limonov. Nella sua nuova raccolta Eduard Limonov sta proponendo ai lettori di immergersi nell’atmosfera della bohème degli anni ‘1980 per vedere la città di Parigi «francese», la città descritta da Ernest Hemingway, da Henry Miller e dagli altri classici della letteratura mondiale. Eduard Limonov scrive che la sua Parigi non esiste più, che inutilmente andarci e cercala. Parigi è inghiottita dalle onde degli estranei e la città dorme sotto di loro come l’antica città affondata.    


