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Zarevich
Marted&igrave;, 26 Settembre 2017, 15:25

«L’IMMAGINISMO RUSSO»
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«L’IMMAGINISMO RUSSO»
«&#1056;&#1059;&#1057;&#1057;&#1050;&#1048;&#1049; &#1048;&#1052;&#1040;&#1046;&#1048;&#1053;&#1048;&#1047;&#1052;» 

L’«Immaginismo» («&#1048;&#1084;&#1072;&#1078;&#1080;&#1085;&#1080;&#1079;&#1084;») è la corrente letteraria russa, attiva agli inizi degli anni 1920, che assumeva l’immagine a principio costitutivo della poesia. I rappresentanti della corrente dichiaravano che lo scopo dell’attività poetica consiste in creazione dell’immagine. Il mezzo importante degli «immaginisti» russi è la metafora. La caratteristica precipua degli «immaginisti» è la provocazione e i motivi anarchici. Lo facevano per scandalizzare la gente (con intento provocatorio). Sull’Immaginismo russo e sul comportamento dei suoi rappresentanti aveva influenza il futurismo russo.    
«L'immaginismo essendo ugualmente alieno all'individualismo borghese dei simbolisti e al comunismo borghese dei futuristi risulta essere il primo tuono della rivoluzione spirituale mondiale. L'arte dev'essere gioiosa. Basta questo camminare in testa a un corteo di suicidi. L'immaginismo nasconde in sé il germe di un idealismo nuovo al di fuori delle classi, universale, arlecchinesco. Il motto di una dimostrazione immaginista è «l'immagine fine a se stessa». L'immagine come tema e come contenuto. Il simbolismo venerava gli dei dell'eternità trapassata, il futurismo li distruggeva l'immaginismo crea nuove divinità e di queste la prima è l'immaginismo stesso…»




