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Zarevich
Sabato, 07 Aprile 2012, 18:22

«VALENTIN SEROV: UN CELEBRE RITRATTISTA RUSSO»
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«VALENTIN SEROV UN CELEBRE RITRATTISTA RUSSO»
«&#1042;&#1040;&#1051;&#1045;&#1053;&#1058;&#1048;&#1053; &#1057;&#1045;&#1056;&#1054;&#1042; &#1047;&#1053;&#1040;&#1052;&#1045;&#1053;&#1048;&#1058;&#1067;&#1049; &#1056;&#1059;&#1057;&#1057;&#1050;&#1048;&#1049; &#1055;&#1054;&#1056;&#1058;&#1056;&#1045;&#1058;&#1048;&#1057;&#1058;»

Valentin Seròv (&#1042;&#1072;&#1083;&#1077;&#1085;&#1090;&#1080;&#1085; &#1057;&#1077;&#1088;&#1086;&#1074;, 1865-1911), uno dei maestri più illustri e il più importante ritrattista della pittura russa della fine del XIX-inizio del XX secoli. Allievo di Ilja Repin e dell’eminente professore dell’Accademia di Belle Arti Pavel Cistiakov. Figlio del famoso compositore e critico musicale Aleksandr Serov. I ritratti diponti da Serov fra gli anni ’80 e ’90 testimoniano il notevole progresso rispetto ai suoi predecessori. I suoi celebri lavori «La ragazza con le pesche» («&#1044;&#1077;&#1074;&#1091;&#1096;&#1082;&#1072; &#1089; &#1087;&#1077;&#1088;&#1089;&#1080;&#1082;&#1072;&#1084;&#1080; 1887) e «Giovane illuminata dal sole» («&#1044;&#1077;&#1074;&#1091;&#1096;&#1082;&#1072; &#1086;&#1089;&#1074;&#1077;&#1097;&#1105;&#1085;&#1085;&#1072;&#1103; &#1089;&#1086;&#1083;&#1085;&#1094;&#1077;&#1084;» 1888), ambedue conservati alla Galleria Tretjakov, non è soltanto un ritratto somigliantissimo eseguito con gusto raffinato di Vera Mamontova, figlia del noto mecenate, ma l’immagine stessa luminosa e gioiosa della gioventù. 

Valentin Seròv «Il ratto di Europa» (1910) Galleria Tretjakov di Mosca 
&#1042;&#1072;&#1083;&#1077;&#1085;&#1090;&#1080;&#1085; &#1057;&#1077;&#1088;&#1086;&#1074; «&#1055;&#1086;&#1093;&#1080;&#1097;&#1077;&#1085;&#1080;&#1077; &#1045;&#1074;&#1088;&#1086;&#1087;&#1099;» &#1058;&#1088;&#1077;&#1090;&#1100;&#1103;&#1082;&#1086;&#1074;&#1089;&#1082;&#1072;&#1103; &#1043;&#1072;&#1083;&#1077;&#1088;&#1077;&#1103;, &#1052;&#1086;&#1089;&#1082;&#1074;&#1072; 

Una volta, Zeus si innamorò di Europa e incaricò Ermes di spingere il bestiame di questi fino alla riva del mare presso Tiro, dove Europa e le sue compagne usavano passeggiare. Zeus stesso di confuse nella mandria, sotto le spoglie di un toro bianco come la neve, con un petto robusto e due piccole corna, simili a gemme, tra le quali correva un'unica striscia nera. Europa fu colpita dalla sua bellezza e, poiché il toro si rivelò mansueto come un agnello, cominciò a giocare con lui ponendogli dei fiori in bocca e appendendo ghirlande alle sue corna; infine gli balzò sulla groppa e si lasciò condurre al piccolo trotto fino alla riva del mare. All'improvviso il toro si lanciò nelle onde e cominciò a nuotare, ed Europa sgomenta, volgendo il capo, fissava la riva sempre più lontana con la mano destra stringeva il corno del toro, con la sinistra un canestro colmo di fiori.Giunto su una spiaggia cretese, nei pressi di Gortina, Zeus si trasformò in aquila e amoreggiò con Europa in un boschetto di salici presso a una fonte; o come altri dicono, sotto un platano sempre verde. Europa generò al dio tre figli Minosse, Radamanto e Sarpedonte. 




