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Zarevich
Sabato, 06 Febbraio 2010, 08:54

«IL LIBERO PENSIERO DI MEREZHKOVSKIJ»
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Carissimi! 
Continuando il nostro discorso dei filosofi russi vorrei scrivere due parole dedicate proprio a Dmitrij Merezhkòvskij (&#1044;&#1084;&#1080;&#1090;&#1088;&#1080;&#1081; &#1052;&#1077;&#1088;&#1077;&#1078;&#1082;&#1086;&#1074;&#1089;&#1082;&#1080;&#1081;) che è considerato come uno scrittore e filosofo religioso (ortodosso). Vorrei suggerire a tutti quelli che cominciano ad interessarsi della filosofia russa, di cominciare da Merezhkovskij. Il fatto è che proprio lui era un certo «compilatore» (non so se si dice così) della filosofia russa. Lui è riuscito a compilare tutte le idee e tutte le correnti della filosofia russa. Lui è come una enciclopedia e un prontuario del pensiero filosofico russo. Proprio lui aiuterà a capire tutte le tendenze e tutte le direzioni nella filosofia russa. La sua opera famosa di cui avevo scritto prima «Tolstoj e Dostojevskij» scritta negli anni 1901-1902, Tolstoj, Lev Nikolajevich ancora viveva. Quest'opera suscitò un'esplosione nella società russa. Fino ad'oggi è la più importante opera sui due giganti, Tolstoj e Dostojevskij. Nessuno è riuscito scrivere di più. Ma questo libro non tratta solo di due scrittori, è uno specchio della vita letteraria-filosofica dell'epoca, della seconda metà dell'Ottocento. Merezhkòvskij dà una risposta a una domanda russa «Perché?». Una cosa triste. Si scrivevano e si scrivono moltissimi libri, soprattutto all'estero, dedicati a Tolstoj e Dostojevskij, e gli autori di quei libri rubano le idee di Merezhkovskij e spacciano per le loro. Non danno nessun riferimento a Merezhkovskij. Invece in Russia tutte i paralleli di cui scrive Merezhkovskij sono sempre con il riferimento all'autore. Io ho visto dei libri mostruosi e il pubblico occidentale legge quei libri. C'è uno sbaglio sull'altro. Una cascata di stupidaggini. Certo che io non conosco tutti i libri ma molti molti ne ho visti e ne ho letti. Stiate attenti! Il nome di Dmitrij Merezhkovskij è collegato indissolubilmente con un altro nome. È Zinaìda Ghìpius (&#1047;&#1080;&#1085;&#1072;&#1080;&#1076;&#1072; &#1043;&#1080;&#1087;&#1080;&#1091;&#1089;). La sua fedele moglie, la famosissima poetessa russa (1869-1945), «&#1076;&#1077;&#1082;&#1072;&#1076;&#1077;&#1085;&#1090;&#1089;&#1082;&#1072;&#1103; &#1084;&#1072;&#1076;&#1086;&#1085;&#1085;&#1072;» («madonna di decadans»). Una donna assai straordinaria, una bravissima poetessa di alto livello e talento. I coniugi Merezhkòvskij lasciarono la Patria nell'anno 1919 e vissero a Parigi.  Noi tutti la chiamiamo Zìna (&#1047;&#1080;&#1085;&#1072;). Vorrei segnalare ancora un'opera di Dmitrij Merezhkovskij che si chiama «Gogol e il Diavolo». È una stupenda ricerca dedicata a Nokolaj Gògol e alla sua «demonologia».
I miei cari saluti 
Zarevich   


