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Cicerin
Sabato, 03 Gennaio 2009, 15:50

«LO SCHIACCIANOCI» di Piotr Ciajkovskij
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Con questi vostri belli interventi, mi è venuta davvero voglia di rivedere il capolavoro di Caikovskij e Petipa. Così, proprio a capodanno, sono ritornato a vedere lo Shiaccianoci al teatro Carcano di Milano. Era un po' di anni che non lo vedevo, l'ultima volta ero stato a san Pietroburgo. 
Avevo scoperto soltanto la settimana prima che l'avrebbero riproposto e così temevo di non trovare più biglietti. Invece, sono riuscito per miracolo a trovare gli ultimi tre posti in balconata e in ultima fila per andarci con la famiglia ( i miei non l'avevano ancora visto). Ci sono andato pensando che avrei visto poco da così lontano, invece ero in una posizione davvero strategica... una posizione centrale e con una buona visione d'insieme del palco. Il mio cannocchiale russo è stato utilissimo per vedere i particolari della scena.
Si è trattato di uno spettacolo oserei dire sublime, la coreografia di Alexander Vorotnikov ha avuto un forte impatto sul pubblico esaltando il virtuosismo dei ballerini, la grazia dei costumi e i giochi basati sulle luci e i contrasti. Davvero non avevo mai visto niente di simile, anche l'abilità dei ballerini lasciava mozzafiato. In più, soprattutto per quanto riguarda il primo atto, si riusciva a seguire piuttosto bene anche la trama del racconto di Hoffmann: il pupazzo dello schiaccianoci, regalato a Clara dal mago borgomastro la notte di Natale, poi la trasformazione nel Principe e la battaglia con l'esercito del Re dei topi. Tutto questo realizzato con scenografie perfino troppo moderne ma sicuramente di grande bellezza.
Il massimo della perfezione tecnica si è raggiunto secondo me nel secondo atto in occasione del famoso Pas de Deux dove Clara (interpretata da Nadejda Ivanova) e il Principe (interpretato da Andrey Shalin) si sono destreggiati sul palco entrambi dando prova di una grazia semidivina e di capacità acrobatiche davvero encomiabili. Vi dico solo che il Principe esegue a un certo punto cinque o sei rotazioni su se stesso utilizzando come unica spinta lo stesso piede che utilizza come perno per la rotazione stessa. La sequenza si è conclusa con un tripudio di ovazioni da parte del pubblico (devo dire che il teatro era al completo).
Non da meno sono stati i ballerini che si sono susseguiti subito dopo, prima i due della Danza Spagnola, poi quelli della Danza Araba, poi quelli della Danza Cinese e infine il gran finale della Danza Russa-Trepak in omaggio alle tradizioni cosacche. Quest'ultima, apprezzatissima dal pubblico, era interpretata da Ekaterina Karpova ed Andrey Shiparov. I costumi di queste quattro danze erano per me i più belli di tutto lo spettacolo.
Il valzer dei fiori e quello della Fata dei confetti hanno avviato poi il balletto verso il finale, dove, dopo circa due ore di meraviglie, si sono spente le luci e d'improvviso Clara si è risvegliata dal sogno con il pupazzo tra le braccia.
Questa versione di Vorotnikov è davvero da consigliare, spero che anche voi la possiate vedere prima o poi, in Italia o in Russia.
Sicuramente io ne conserverò gelosamente il ricordo.


