Arca Russa

Cinema e TV - «RUSSKOJE» («Un Russo»)

Myshkin - Mercoledì, 16 Maggio 2007, 14:04
Oggetto: «RUSSKOJE» («Un Russo»)
«Russkoe» («Русское»), film di Aleksandr Veledinskij (Александр Велединский) – 2004
Un film aspro e duro, ma sicuramente bello e significativo.
Il film è tratto dai libri autobiografici di Eduard Limonov, e racconta della adolescenza dello scrittore, e conoscendo un minimo il personaggio è facile capire perché sia un film crudo e a tinte forti.

Kharkov, novembre 1959, i festeggiamenti per l’anniversario della rivoluzione russa. Ed (Andrei Chadov) è un ragazzo di 16 anni innamorato di Sveta (Olga Arntgolts), una ragazza che sembra essere interessata soltanto a trovare chi abbia di più da offrirle.
Ed scrive anche versi, dotato di una sensibilità e di un talento latente che viene notato anche dai suoi conoscenti.

Per poter uscire con lei nel giorno della festa, deve portarla al ristorante, ma lui di soldi non ne ha, e questo Sveta glielo fa pesare “tu sei semplicemente povero”. Prova a rimediare i soldi dalla madre e dagli amici, ma senza successo. Di notte si introduce in un negozio e ne forza la cassa, ma vi trova soltanto una manciata di spicci.
Sveta nel frattempo passa la notte con Sanya, l’amico di Ed che si arrangia a borseggiare la gente mentre Ed la distrae declamando i suoi versi.

Al colmo dello sconforto e della frustrazione, Ed prova a suicidarsi tagliandosi le vene dei polsi, ma senza trovare la determinazione di affondare a sufficienza la lama. Questo gesto è comunque sufficiente a farlo rinchiudere in una clinica psichiatrica, dove i pazienti subiscono regolarmente gli abusi dei sadici dottori e infermieri.

Insieme ad un altro paziente riesce ad evadere, ma la madre lo farà arrestare di nuovo, rivelando alla polizia il posto in cui si nascondeva,
Viene di nuovo riportato nella clinica psichiatrica, dove il trattamento per lui diventa ancora più duro, tenuto in isolamento, legato al letto, con continue somministrazioni di pesanti farmaci che lo mantengono in uno stato catatonico.

I suoi amici organizzano una sorta di assedio alla clinica psichiatrica per chiedere la libertà per Ed.
L’arrivo della polizia pone immediatamente fine all’assedio.
Soltanto grazie all’arrivo di un famoso psichiatra da Mosca, chiamato per ascoltare il suo parere sul suo caso, Ed tornerà in libertà. Il professore è l’unico a capire che il gesto di Ed non era un tentativo di suicidio, ma soltanto il desiderio e il bisogno di maggiori attenzioni da parte del mondo, il bisogno di essere amato e considerato.
Ed torna alla sua vita, disincantato e con la consapevolezza di dover fare affidamento solo sulle proprie forze.

Molto significativa la scena in cui, quando evade dalla clinica psichiatrica, sale sul campanile di una chiesa per rivolgersi a Dio e chiedergli una vita straordinaria, un destino diverso, che faccia si che sia amato e benvoluto da tutti.
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Il film è abbastanza emblematico ed esprime ancora una volta le contraddizioni dell’animo russo, sensibile e crudele allo stesso tempo; ed ancora ci riporta agli eterni motivi Cechoviani, dei personaggi che indulgono a fantasticare sulle loro capacità e potenzialità, su quello che avrebbero potuto essere, ed invece di agire preferiscono sperare in un immaginario futuro od aspettare un miracolo che muti lo stato delle cose.

Decisamente un ottimo film. Mi è piaciuto molto e vorrei consigliare a chiunque di vederlo.

http://www.film.ru/afisha/movie.asp?code=RUSSKOE


Zarevich - Venerdì, 26 Dicembre 2008, 20:36
Oggetto: Re: «RUSSKOJE» («Un Russo»)
«Russkoe» («Русское»), film di Aleksandr Veledinskij (Александр Велединский) – 2004


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