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«SORA VOLPE E IL LUPO»
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Messaggio «SORA VOLPE E IL LUPO» 
 
Mi piacerebbe presentare ai nostri amici italiani che studia il russo, una piccola ma bella fiaba tradizionale o popolare russa «Sora Volpe e il Lupo» («Лисичка-сестричка и Волк»), tradotta dal russo all’italiano dal celebre traduttore russo di origine italiana Aldo Canestri (Альдо Канестри, 1936-2014).
http://www.arcarussa.it/forum/viewt...hlight=canestri
Spero che questa fiaba aiuterà i nostri amici italiani a capire meglio la lingua russa «fiabesca». Buona lettura!


«SORA VOLPE E IL LUPO» «ЛИСИЧКА-СЕСТРИЧКА И ВОЛК»
Русская народная сказка La fiaba popolare russa

La volpe se ne andava per la strada, quando d'un tratto vide un vecchio con una slitta carica di pesci. Alla volpe venne voglia di pesce. Correndo, superò la slitta e si distese in mezzo alla strada, come fosse morta. Il vecchio, vedendola, fermò la slitta, ma la volpe non si muoveva; allora il vecchio la pungolò con la frusta: la volpe pareva più morta che mai. «Sarà un magnifico colletto per la pelliccia della mia vec¬chia!» - pensò il vecchietto. Prese la volpe, la buttò sulla slitta e s'incamminò precedendo il cavallo. La volpe non aspettava altro: si guardò attorno e prese quatta quatta a gettare i pesci dalla slitta sulla strada. Un pesce dietro l'altro e un altro ancora e poi ancora. Così tirò giù tutti i pesci che c'erano e poi se ne andò. Il vecchio arrivò a casa e disse:
- Ora, vecchia mia, vedrai che colletto ti ho por¬tato per la tua pelliccia.
- E dov'è questo colletto?
- Lì, nella slitta, ci sono i pesci e il colletto. Valli a prendere!
La vecchia si avvicinò alla slitta, guardò dentro e non vide niente: né il colletto, né i pesci. Tornò in casa e disse:
- Nella slitta, vecchio, c'è la stuoia e nient'altro!
Allora il vecchio capì che la volpe non era morta. Si disperò un po', ma non c'era più nulla da fare. La volpe, intanto, raccolti tutti i pesci in un muc¬chio, vi si era seduta accanto e aveva cominciato a mangiarli. Le si avvicinò il lupo.
- Buongiorno, volpe!
- Buongiorno, lupo!
- Dammi un po' di pesce!
La volpe staccò la testa di un pesce e gliela gettò.
- Oh, volpe, com'è buono! Dammene dell'altro!
La volpe gli gettò la coda di un pesce.
- Oh, volpe, com'è buono! Dammene dell'altro!
- Furbo che sei! Pescatelo da solo e poi mangia¬tene quanto vuoi.
- Ma io non so pescare!
- Ma guarda un po'! Io, invece, come vedi, l'ho pescato. Va' al fiume, infila la coda in un buco nel ghiaccio, mettiti seduto e mormora cosi: «Abbocca, ab¬bocca, pesce piccolo e pesce grosso! Abbocca, abboc¬ca, pesce piccolo e pesce grosso!» E i pesci ti si attac¬cheranno da soli alla coda. Più ci rimani, più ne prendi!
Il lupo corse al fiume, infilò la coda dentro un buco nel ghiaccio, si mise seduto e cominciò a dire:
- Abbocca, abbocca, pesce piccolo e pesce grosso!
La volpe accorse, cominciò a girare intorno al lupo ripetendo:
- Gela, gela, coda di lupo! Gela, gela, coda di lupo!
Il lupo disse:
- Abbocca, abbocca, pesce piccolo e pesce grosso!
E la volpe:
- Gela, gela, coda di lupo!
Il lupo riattaccò:
- Abbocca, abbocca, pesce piccolo e pesce grosso!
E la volpe:
- Gela, gela, coda di lupo!
- Cosa dici, volpe? - chiese il lupo.
- Ti sto aiutando, lupo: spingo i pesci verso la tua coda!
- Grazie, comare volpe!
- Non c'è di che, lupo caro!
Si faceva sempre più freddo. Così la coda del lupo ghiacciò ben bene rimanendo bloccata nel buco. La volpe gli gridò:
- Dai, ora tira!
Il lupo diede uno strattone con la coda, ma senza riuscire a estrarla. «Mamma mia, quanti se ne sono attaccati: non riesco neppure a tirarli fuori tutti!» - pensò il lupo. Poi si guardò attorno, volendo chiedere aiuto alla volpe, ma della comare non c'era più nemmeno l’odore: se ne era scappata. All'alba del giorno dopo le donne del villaggio si recarono al fiume a prendere l'acqua. Videro il lupo e si misero a urlare:
- Il lupo, il lupo! Al lupo, al lupo!
Si scagliarono contro il lupo e giù botte: chi con la secchia, chi con la stanga. Il lupo, a forza di salti e strattoni, strappò la coda e se la diede a gambe. La volpe, intanto, era penetrata in una casa dove la massaia aveva preparato la pasta. Rovistando, la volpe andò a ficcare il muso nella madia e si trovò con gli occhi e gli orecchi tutti impiastricciati… Correndo per il sentiero, incontrò il lupo.
- Ah, è cosi che mi insegni a pescare il pesce attraverso il buco nel ghiaccio? - gridò questi.
- Eh, lupo caro - disse la volpe, - a te hanno soltanto strappato la coda; a me, invece, hanno rotto la testa. Vedi che il cervello mi esce fuori? Mi reggo a malapena!
- Anche questo è vero, comare - disse il lupo. - Certo, da sola non ce la farai a camminare, conciata come sei! Montami in groppa: ti porto io. La volpe montò sul lupo e il lupo s'incamminò.
Mentre cavalcava il lupo, la volpe canticchiava:
- Il malato porta il sano! Il malato porta il sano!
- Cos'è che dici, comare? - chiese il lupo.
- Caro lupo, sto dicendo che «il bastonato porta il bastonato».
- Giusto, comare, giusto!
Così il lupo portò la volpe fino alla sua tana. La volpe smontò dalla sua groppa, s'infilò nella tana e scoppiò a ridere e deridere:
- Non ha il lupo cervello, né, tanto meno, senno!

«SORA VOLPE E IL LUPO» La fiaba popolare russa
«ЛИСИЧКА-СЕСТРИЧКА И ВОЛК» Русская народная сказка

Жили себе дед да баба. Дед говорит бабе:
—Ты, баба, пеки пироги, а я запрягу сани да поеду за рыбой.
Наловил рыбы и везет домой целый воз. Вот едет он и видит: лисичка свернулась калачиком и лежит на дороге. Дед слез с воза, подошел к лисичке, а она не ворохнется, лежит себе как мертвая.
—Вот будет подарок жене! — сказал дед, взял лисичку и положил на воз, а сам пошел впереди.
А лисичка улучила время и стала выбрасывать полегоньку из воза всё по рыбке да по рыбке, всё по рыбке да по рыбке. Повыбросила всю рыбу и сама ушла.
—Ну, старуха, — говорит дед, — какой воротник привёз я тебе на шубу!
—Где?
—Там на возу — и рыба и воротник.
Подошла баба к возу: ни воротника, ни рыбы — и начала ругать мужа:
—Ах ты, такой-сякой! Ты еще вздумал обманывать!
Тут дед смекнул, что лисичка-то была не мёртвая. Погоревал, погоревал, да делать нечего.
А лисичка собрала всю разбросанную рыбу в кучку, уселась на дорогу и кушает себе. Приходит к ней серый волк:
—Здравствуй, сестрица!
—Здравствуй, братец!
—Дай мне рыбки!
—Налови сам да и кушай.
—Я не умею.
—Эка, ведь я же наловила! Ты, братец, ступай на реку, опусти хвост в прорубь, сиди да приговаривай: «Ловись, рыбка, и малa, и великa! Ловись, рыбка, и малa, и великa!» Рыбка к тебе сама на хвост нацепится. Да смотри сиди подольше, а то не наловишь.
Волк и пошел на реку, опустил хвост в прорубь и начал приговаривать:
—Ловись, рыбка, и малa, и великa!
Ловись, рыбка, и малa, и великa!
Вслед за ним и лиса явилась; ходит около волка да причитывает:
—Ясни, ясни на небе звёзды,
Мёрзни, мёрзни, волчий хвост!
—Что ты, лисичка-сестричка, говоришь?
—То я тебе помогаю.
А сама, плутовка, поминутно твердит:
—Мёрзни, мёрзни, волчий хвост!
Долго-долго сидел волк у проруби, целую ночь не сходил с места, хвост его и приморозило; пробовал было приподняться: не тут-то было!
«Эка, сколько рыбы привалило — и не вытащишь!» — думает он.
Смотрит, а бабы идут за водой и кричат, завидя серого:
—Волк, волк! Бейте его, бейте его!
Прибежали и начали колотить волка — кто коромыслом, кто ведром, кто чем попало. Волк прыгал, прыгал, оторвал себе хвост и пустился без оглядки бежать.
«Хорошо же, — думает, — уж я тебе отплачу, сестрица!»
Тем временем, пока волк отдувался своими боками, лисичка-сестричка захотела попробовать, не удастся ли еще что-нибудь стянуть. Забралась в одну избу, где бабы пекли блины, да попала головой в кадку с тестом, вымазалась и бежит. А волк ей навстречу:
—Так-то учишь? Меня всего исколотили!
—Эх, волчику-братику! — говорит лисичка-сестричка. — У тебя хоть кровь выступила, а у меня мозг, меня больней твоего прибили: я насилу плетусь.
—И то правда, — говорит волк, — где уж тебе, сестрица, идти, садись на меня, я тебя довезу.
Лисичка села ему на спину, он её и повёз.
Вот лисичка-сестричка сидит да потихоньку напевает:
—Битый небитого везёт,
Битый небитого везёт!
—Что ты, сестрица, говоришь?
—Я, братец, говорю: «Битый битого везёт».
Так, сестрица, так!


  

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Zarevich
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