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«IL BESTIARIO RUSSO»
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«IL BESTIARIO RUSSO» «РУССКИЙ БЕСТИАРИЙ»

Gli antichi russi animavano e spiritualizzavano la natura, credevano nell’esistenza nelle forze soprannaturali e nei mostri misteriosi. Un posto importante nella visione e concezione del mondo occupavano degli spiritelli maligni del focolare domestico, degli esseri mitologici, delle russalke e degli spiriti del bosco, dei serpenti e dei vampiri, cioè i vari esseri della mitologia inferiore. Gli antichi russi dovevano avere a che fare. Cercheremo di raccapezzarci chi è chi nella demonologia antica russa.
  
I.
«DOMOVOJ» «ДОМОВОЙ» cioè lo spiritello maligno del focolare domestico o il genio della casa. Il protettore e il «padrone di casa». Nelle credenze popolari lo consideravano uno spirito dell’antenato defunto. Il «domovòj» («домовой») di solito si immaginava come un piccolo vecchietto corrugato che assomiglia ad un uomo maggiore della famiglia. Il «domovòj» non capitava mai sotto'occhio, viveva dietro la stufa, in soffitta o in stalla.  
(continua)
Zarevich



Ultima modifica di Zarevich il 25 Maggio 2018 13:29, modificato 1 volta in totale 

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«DOMOVOJ» cioè lo spiritello maligno del focolare domestico o il genio della casa. 
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II.
«LESHYJ» «ЛЕШИЙ» cioè lo spirito del bosco o il silvano. Se il «domovoj» è il padrone di casa, allora il «lèshyj» («леший») è un protettore mitico del bosco o della foresta. Gli antichi russi consideravano il bosco come un posto pericoloso che confina con l'al di là, con l'altro mondo pieno degli spiriti maligni. I rapporti con il «lèshyj» erano sempre ambigui. Credevano che il «lèshyj» svia dei viandanti. Dall’altra parte il «lèshyj» aiutava i bambini a trovare la strada dal bosco. Lo descrivevano come un vecchio con la barba bianca, coperto di corteccia. Lui poteva cambiare la sua altezza ed essere invisibile.      
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«LESHYJ» cioè lo spirito del bosco o il silvano. 
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III.
LA «KIKIMORA» «КИКИМОРА» cioè un essere mitologico che abita la casa o lo spirito maligno in forma femminile che abita in casa. La «Kikìmora» («Кикимора») è un’immagine femminile del «domavoj» e fu venerato dagli Antichi Russi come una divinità notturna. Le kikimore vivevano in casa, in sauna di campagna, in bettola ed anche nelle altre costruzioni di abitazione. Non danneggiavano e non nuocevano, ma facevano paura e spaventavano la gente di notte. Di solito le kikìmore si presentano come le vecchiette gobbe. Più tardi le kikìmore cambiarono il loro domicilio e si trasferirono nei boschi. Apparve la «kikìmora palustre» («кикимора болотная»), una vecchietta muscosa, tutta curvata e coperta di stracci. Da che mondo e mondo l’immagine della kikìmora viva nei nostri tempi. Finora un uomo che non è in forma, un uomo che ha un aspetto goffo, la gente lo chiama «kikìmora» («кикимора»).
(continua)
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Descrizione: «IL BESTIARIO RUSSO» LA «KIKIMORA» cioè un essere mitologico che abita la casa o lo spirito maligno in forma femminile che abita in casa. 
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IV.
«LE RUSSALKE» «РУСАЛКИ»
Le Russàlke (Русалки) sono le dee delle acque e dei boschi. Le chiamavano diversamente: «kupàlka» («купалка»), «la fanciulla di foresta» («лесная девка»), «shishìga» («шишига»), «la strega o la migera» («чертовка»). Gli antichi Russi credevano che le russalke vivano nei fiumi, nei laghi, nei campi e nei boschi e di notte pettinino i loro lunghi capelli verdi. Le immagini delle russàlke erano diverse dipende dalle regioni russe: in Siberia per causa del clima freddo le russalke erano con i capelli arruffati, vestite di stracci, al sud invece le russalke erano sempre giovani e nei vestiti chiari. Sulle prime l’immagine della russalka russa era vicina alla ninfa di boschi ma a differenza delle vergini marine europee le russalke russe non avevano mai la coda di pesce.
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V.
«IL SERPENTE VOLANTE» «ЛЕТАЮЩИЙ ЗМЕЙ»
«Zmej Gorynych» («Змей Горыныч») è il drago ignivomo cioè sputa fuoco, di solito ha 3 teste, ma può averne anche di più. È il rappresentante del male nelle fiabe popolari russe. È una creatura dalle molte teste simile a un drago, la cui immagine si lega subito ad alcuni elementi naturali: fuoriesce dall’acqua, è in grado di sputare fuoco, talvolta vola su ali infuocate e non di rado vive sulle montagne. «Zmej» («Змей») vuol dire «Il serpente», invece «Gorynych» significa «quello che vive sulle montagne». «Змей Горыныч» («Il Serpente Gorynych») di solito vive sulle montagne, presso il fiume di fuoco e custodisce il «Ponte di Kalìnov» («Калинов Мост») che porta nel «Regno dei Morti» («Царство Мёртвых»). «Змей Горыныч» («Il Serpente Gorynych») è un guardiano del «Ponte di Kalìnov» attraverso il fiume Smoròdina (Смородина) che divide la realtà e l’irrealtà (il mondo dei vivi e il mondo dei morti). «Змей Горыныч» («Il Serpente Gorynych») rapina le belle fanciulle o le belle zarine, assedia le città, difende i confini, non concede trattative e ha sempre un pensiero fisso e categorico: mangiare chiunque abbia intenzione di violare la sua tranquillità o intralciare i suoi piani. Quasi sempre esiste un solo eroe russo in grado di sconfiggere il drago e che prima o poi arriva e sfida Змей Горыныч a duello. «Змей Горыныч» («Il Serpente Gorynych») è un nemico giurato dei bogatyr'russi («богатырь» = eroe dell'epos russo), i quali cercano di batterlo allo scopo di ripristinare la giustizia e di liberare dei prigionieri. A volte nelle fiabe russe si racconta dell’amicizia del Serpente Gorynych con gli altri personaggi fiabeschi come Bàba Jagà (Баба Яга), Koscej l’Immortale (Кощей Бессмертный) e con l’altro spirito maligno. Il Serpente Gorynych è legato più spesso alla fiaba dell’Eroe («богатырь» = eroe dell'epos russo) Dobrynja Nikitich cioè Dobrynja, figlio di Nikita.

  

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«Zmej Gorynych» è il drago ignivomo cioè sputa fuoco, di solito ha 3 teste, ma può averne anche di più. 
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VI.
«POLKAN» «ПОЛКАН»
Il «Polkàn» («Полкан») nelle credenze popolari russe era considerato un semidio pagano con il potere eroico. Il «Polkàn» aveva sempre la forza sopranaturale e la sveltezza inimmaginabile e la prontezza incredibile in corsa. Il «Polkàn» aveva di sopra il corpo umano e dalla cintola in su il corpo di cavallo. Ma a differenza dei centauri, il «Polkàn» era un «bogatyr'» («богатырь») cioè un eroe dell'epos russo. Nelle fiabe e nelle leggende interveniva sempre contro un personaggio principale, era il suo antagonista e rivale. Il «Polkàn» è un semicavallo e semiuomo. A volte era raffigurato con il corpo del cane e con la testa dell’uomo e fino ad ora in Russia spesso molti cani sono sopranominati «Polkàn» («Полкан»).
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Descrizione: «IL BESTIARIO RUSSO» «POLKAN»
Il «Polkàn» nelle credenze popolari russe era considerato un semidio pagano con il potere eroico. 
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