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«DI CHE COSA PARLA L’ICONA RUSSA»
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Messaggio «DI CHE COSA PARLA L’ICONA RUSSA» 
 
ICONA «SANTI BORIS E GLEB A CAVALLO»
ИКОНА «СВЯТЫЕ БОРИС И ГЛЕБ НА КОНЯХ»
Metà del XIV secolo. Scuola di Mosca.
«La Galleria Tretjakov» Mosca

Ancora un’icona dei «Santi Boris e Gleb a cavallo» questa volta dalle collezioni della Galleria Tretjakov.  
Lo stile della pittura di Mosca andò formandosi gradatamente nel XIV secolo allorché Mosca, divenuta grosso centro politico e culturale della Russia, si mise a capo della lotta contro gli oppressori mongoli e tartari. Più tardi, dopo l’unificazione della Russia sotto la guida di Mosca e la costituzione di un unico Stato, allo stile moscovita si conformano le tradizioni della pittura sacra di tutta la Russia.
L’icona «BORIS E GLEB A CAVALLO» (340 circa), un'icona proveniente dal Cremlino di Mosca, risale al periodo in cui andava formandosi la scuola di Mosca (Московская школа). Boris e Gleb sono personaggi storici, figli del Principe Vladimir il Santo, che promosse la conversazione al cristianesimo della Russia. I fratelli Boris e Gleb periti per mano del fratello carnale Svjatopolk che temeva la loro rivalità nell’ascesa al potere assoluto, vennero canonizzati della Chiesa Ortodossa Russa come primi santi mariti della Russia. Essendo Boris e Gleb considerati protettori dei guerrieri e delle imprese belliche, impensabili senza una lotta unanime contro il nemico, il pittore volle sottolineare l’armonia che unisce i due cavalieri «in muto colloquio». I colori tenui e tranquilli armonizzano tra di loro mentre le linee fluide denotano una sottile concordanza. Questa armonia di linee e di colori esprime poeticamente i sentimenti di amore fraterno e di unione spirituale. Se avrete la possibilità di visitare la Galleria Tretjakov a Mosca, non dimenticherete di trovare nelle sale dell’Arte antica russa questa bell’icona «Boris e Gleb a cavallo» («Борис и Глеб на конях»). Vi assicuro che non potrete distogliere lo sguardo dai due principi Boris e Gleb.
Zarevich

  

boris_e_gleb_a_cavalli_1.jpg
Descrizione: ICONA «SANTI BORIS E GLEB A CAVALLO»
Metà del XIV secolo. Scuola di Mosca.
«La Galleria Tretjakov» Mosca 
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Zarevich
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«L’ARTE RUSSA ANTICA»
«ДРЕВНЕРУССКОЕ ИСКУССТВО»

L’arte della Russia antica rappresenta uno degli avvenimenti più suggestivi nella storia della cultura mondiale: sorta sotto l’immediata influenza di Bisanzio, essa assimilò le forti tradizioni slavoorientali e manifestò un suo carattere eccezionalmente originale ed irripetibile.
L’arte russa antica abbraccia un periodo considerevole, dalla fine del X secolo alla fine del XVII secolo; il suo sorgere è legato alla nascita del primo Stato degli slavi orientali, la Russia di Kiev (Stato feudale del IX-inizio del XII secc.). Nei secoli X-XI la Russia di Kiev era uno Stato di notevoli dimensioni, potente, ricco di legami commerciali e culturali con l’Inghilterra, la Francia ed altri paesi dell’Europa e dell’oriente. Un fatto di enorme importanza nello sviluppo della Russia antica fu la conversione al cristianesimo, avvenuta nel X secolo. La storia dell’arte russa antica nei secoli è costellata di dure prove. La terribile invasione dei tartaro-mongoli, che devastarono molti dei centri culturali della Russia, causò la distruzione di monumenti artistici di inestimabile valore. Ad russa antica è fra le più interessanti e complete dell’unione Sovietica; essa si arricchisce costantemente, grazie alle numerose spedizioni che il Museo organizza in molte regioni del paese. La collezione illustra tutta la storia dell’arte della Russia un periodo di splendore dell’arte russa antica durante la fioritura di Mosca, fra il XIV e il XV secolo, segui una crisi alla fine del XVII secolo ed, infine, un quasi totale oblio delle sue tradizioni nel XVIII secolo, quando la Russia attraversò una profonda svolta politico-sociale e culturale. Lo sviluppo del paese era troppo impetuoso e l’eredità della Russia medioevale troppo pesante perché la cultura dei secoli passati ricevesse il giusto riconoscimento. Soltanto fra il XIX e il XX secolo si iniziò a comprendere il reale valore artistico dell’arte della Russia antica.
Una delle opere più notevoli dell’arte russa antica, l’icona «L’angelo dai capelli d’oro». L’icona, datata XII secolo, è considerata una delle più antiche opere d'arte medioevali. Sotto l’aspetto pittorico l’icona si contraddistingue per una raffinata soavità e per un’originale musicalità; la tecnica d’esecuzione di quest’opera e lo stesso soggetto rivelano un profondo legame con la tradizione bizantina. Per quanto riguarda l’origine dell’icona, sussistono diversi pareri: molti specialisti sono inclini a credere che sia stata dipintà da uno dei maestri greci che lavoravano a quel tempo in Russia.
Fra i più antichi capolavori della pittura medioevale troviamo ancora la «Madonna della Commozione» (XIII sec.), proveniente dalla città nordica di Belozersk. Il tipo di rappresentazione iconografica chiamato «Commozione» era estremamente diffuso in Russia; il soggetto dava la possibilità di creare una figura nobile, umana e nello stesso tempo piena di abnegazione e di tragicità. Nello stile dell’esecuzione sono chiaramente avvertibili quei tratti di monumentalità, presenti in particolar modo nell’arte del periodo precedente all’invasione mongola. Sulle margini dell’icona, medaglioni pittoreschi rappresentanti i profeti e i santi.
Testimonianza di una cultura artistica antica e di alto livello è l’icona «Boris e Gleb» (XIV see.), una delle più raffinate, «aristocratiche» icone russe. Boris e Gleb, figli del principe Vladimir, uccisi nel 1015 dal fratello Svjatopolk durante una guerra dinastica, vennero canonizzati e considerati protettori della famiglia principesca. La rappresentazione frontale, la staticità delle figure, il ritmo preciso delle linee, severamente armonizzate, la decorativa plasticità del colore conferiscono solennità alle figure dei santi. La composizione dell’icona fa eco alle imponenti membrature del tempio.
Sull’origine dell’icona non esiste una precisa indicazione. Alcuni specialisti la attribuiscono alla scuola di Vladimir e Suzdal, altri, alla prima scuola di Mosca, della quale vi sono oggi poche opere.
Nell’ammirare le eccezionali qualità cromatiche delle antiche icone è opportuno ricordare il meticoloso, minuzioso lavoro dei restauratori, che hanno saputo restituire a questi capolavori dell’antichità il loro primitivo splendore. In passato gli iconografi ricoprivano la pittura con olio di lino cotto il quale col passar del tempo si scuriva, formando uno strato sotto il quale le sembianze dei santi si scorgevano appena. Nella maggior parte dei casi le icone venivano corrette da maestri di generazioni successive. A volte sull’icona si sovrapponevano alcuni strati di pitture di epoche successive. L’ultimo di questi strati, naturalmente, giungeva ai posteri notevolmente scurito. Il compito dei restauratori consiste appunto nello «scoprire» l’icona, ripulendola, per riportare alla luce quello che era il suo aspetto originario. Una testimonianza del difficile destino delle opere d’arte antico-russe è la meravigliosa icona «Deisus» (XIV see.), della scuola di Pskov. L’icona si trova nella prima sala. (Deisus - implorazione. Giovanni Battista e la Madonna invocano da Cristo il perdono del genere umano). È possibile notare una differenza stilistica nell’esecuzione delle varie parti dell’icona: le vesti dipinte con estrema nitidezza, con le loro rifiniture dorate (il cosiddetto «asist»), non si armonizzano del tutto con il volto del Cristo, dipinto evidentemente in un’epoca posteriore. «Scoprire» completamente l’icona si è rivelato tuttavia impossibile a causa dei rilevanti danneggiamenti subiti dallo strato originario della pittura.
Le icone della scuola di Novgorod, risalenti ai secoli XIV-XV, il periodo di massimo splendore di questa scuola (Novgorod è una città situata a Nord-Ovest del paese). Le opere di questa scuola sono caratterizzate da una composizione a pili soggetti, da dinamicità e libertà nella resa del movimento, da colori pieni e vivaci, ricchezza di pose e di gesti, mimica dell’eroe: tratti che si sostituiscono alla monumentale staticità delle opere delle epoche precedenti. Uno splendido esempio dell’arte di questo periodo è il «Miracolo di San Giorgio col drago» (XV sec.), un’opera da annoverarsi fra i capolavori a livello mondiale. Tipica per le sue qualità artistiche è l’icona della scuola di Novgorod «La discesa all’inferno» (fine XIV sec.). Nell’iconografia della Russia antica il tema della «Resurrezione di Cristo» veniva di solito risolto con questo soggetto: Cristo, calpestando le porte dell’inferno, ne trae fuori i progenitori del genere umano, Adamo ed Èva, i re Davide e Salomone ed altri profeti ed avi. A volte nelle icone si riflettevano avvenimenti storici, anche se affiancati da elementi leggendari. Prendiamo ad esempio l’icona «L’assedio di Novgorod dai suzdalesi» (seconda metà del XV sec.)

  




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I am russian artist. My name is Maria Erkina. I have my own studio in Moscow where I am working with my studens - children 5 - 12 years old. I have my own works - design, graphics, picture, portray and so on.
But my best works is in icons painting.
My site - erkina.ru
I also work with design companies for office refurbishment and instalation of office partitions where I play the chief role as a main designer and develope logotype, brand company style that to be induct in office.
  

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