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«RUSSI CELEBRI SULL'ITALIA»
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Aleksej Karà-Murzà Алексей Кара-Мурза
«RUSSI CELEBRI SULL'ITALIA» «ЗНАМЕНИТЫЕ РУССКИЕ ОБ ИТАЛИИ»
Edizione «Nezavissimaja gazeta» Mosca 2001
Издательство «Независимая газета» Москва 2001

Aleksej Karà-Murzà (Алексей Кара-Мурза), un famoso specialista della storia della scienza filosofica e politica della Russia, autore di numerose pubblicazioni dedicate alla storia del liberalismo russo, nell’anno 2001 ha pubblicato su «Nezavissimaja gazeta» tre libri sotto l’unico titolo «RUSSI CELEBRI SULL'ITALIA» «ЗНАМЕНИТЫЕ РУССКИЕ ОБ ИТАЛИИ». I libri bel stampati rappresentano una ricerca dell’autore degli itinerari degli «indirizzi russi» in Italia. È una guida per un turista russo che si reca in Italia. Una guida specifica perché racconta solo degli «indirizzi o posti russi» in Italia. È una grande opera scientifica storico-letteraria che è più completa di tutte le opere precedenti scritte in questo campo. L’opera si compone di tre volumi, di tre libri:

1. «I RUSSI CELEBRI SU VENEZIA» «ЗНАМЕНИТЫЕ РУССКИЕ О ВЕНЕЦИИ»
Nel cimitero russo sull’isola San Michele sono sepolti molti russi, fra i quali Serghej Diàghilev (Сергей Дягилев), Igor Stravìnskij (Игорь Стравинский) e Iossif Bròdskij (Иосиф Бродский). Nel libro sono raccolti i ricordi degli artisti e scrittori russi su Venezia, come del celebre poeta, il Principe Piotr Viàzemskij (Князь Пётр Вяземский), che scrisse circa venti versi su Venezia. Ci sono anche i ricordi del Conte Serghej Uvàrov (Граф Сергей Уваров) e del filosofo Vassìlij Ròzanov (Василий Розанов), dei poeti Nikolaj Gumiliòv (Николай Гумилёв), Anna Akhmàtova (Анна Ахматова), Max Volòscin (Макс Волошин), dei pittori Viktor Vasnetsòv (Виктор Васнецов), Mikhail Vrùbel (Михаил Врубель), Vassilij Sùrikov (Василий Суриков).

2. «I RUSSI CELEBRI SU FIRENZE» «ЗНАМЕНИТЫЕ РУССКИЕ О ФЛОРЕНЦИИ»
Firenze «russa» è collegata prima di tutto con i nomi degli industriali e mecenati degli Urali, la famiglia Demìdov (Демидовы). La città di Firenze «russa» ha ancora molti altri nomi: Aleksandr Hèrzen (Александр Герцен), Apollon Grigòrjev (Аполлон Григорьев), Mikhaìl Kuzmìn (Михаил Кузмин), Nikolaj Berdiajev (Николай Бердяев), Aleksandr Blok (Александр Блок), Lev Karssàvin (Лев Карсавин). Proprio a Firenza Piotr Ciajkovskij scrisse la sua opera lirica «La Dama di Picche» («Пиковая Дама»), invece Fiodor Dostojevskij il suo romanzo «L’Idiota» («Идиот»). I palazzi in cui abitavano Dostojevskij e Herzen si trovano davanti al Palazzo Pitti, in Via Guicciardini. Nell’albergo «Angleterre» in Via Bocca di Leone Ivan Turghenev scrisse le sue opere «Asja» («Ася») e «Il Nido di Nobili» («Дворянское Гнездо»).

3. «I RUSSI CELEBRI SU ROMA» («ЗНАМЕНИТЫЕ РУССКИЕ О РИМЕ»
Si conosce bene un indirizzo di Roma di Nikolaj Gogol in Via Sistina 126. Inoltre ci sono ancora tre indirizzi di Gogol. Uno è presso il Monastero San Isidoro dove Gogol visse la primavera del 1837 e dove scrisse i primi due capitoli di «Le Anime Morte» («Мёртвые души»). Un altro suo appartamento era nel Palazzo di Poniatovskij in Via della Croce, ed infine il Palazzo Valentini sulla Piazza Santissimi Apostoli vicino al Foro Troiano, dove Gogol quasi ogni giorno veniva dalla sua conoscente, la freilina russa Anna Smirnòva (Анна Смирнова). A Roma ci sono anche gli altri indirizzi russi di Zinaìda Volkònskaja (Зинаида Волконская), Aleksandr Ivànov (Александр Иванов), Nikolaj Nekràssov (Николай Некрасов), Aleksandr Hèrzen (Александр Герцен), Mikhail Vrùbel (Михаил Врубель), Pavel Muràtov (Павел Муратов), Boris Zajtsev (Борис Зайцев), Mikhaìl Ossorghìn (Михаил Осоргин). Nel cimitero romano di Testaccio sono sepolti il pittore Karl Briullòv (Карл Брюллов) e il poeta e filosofo Viaceslàv Ivànov (Вячеслав Ивàнов).




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Interessante... come romano, dovrei  almeno conoscere tutti i luoghi della mia città in cui hanno risieduto e dimorato gli artisti russi che abitavano per periodi più o meno lunghi a Roma.
Ma mi rendo conto che sono molti di più di quanto immaginassi.
  



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Anch'io ne sono interessanto, ma questi libri sono pienamente esauriti. Non si da trovarli nelle librerie di Mosca. Sono stati pubblicati nel 2001 dal quotidiano "Nesavissimaja Gazeta". Speriamo che fra poco li  ripubblicheranno.


Ultima modifica di Zarevich il 22 Feb 2018 21:47, modificato 1 volta in totale 




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Devo provare a vedere a Vologda, se in qualche libreria ne sono rimaste delle copie, poi potrei anche verificare a San Pietroburgo, visto che ho un'amica che per un paio di mesi si trova lì  e potrebbe riportarmi qualcosa.
  



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Aleksej Karà-Murzà (Алексей Кара-Мурза)
«VENEZIA RUSSA»
Collana: I Russi in Italia
Editore: Sandro Teti Editore - 2005
Pagine 278

Prefazione di Vittorio Strada.
Città-archetipo e città sognata, vagheggiata da artisti e poeti di ogni generazione, Venezia fu la porta incantata dell’Italia, spesso la prima tappa del Grand Tour dei russi che la raggiungevano dal mare o da Vienna. Gran parte dell’intelligencija russa ne fece una meta obbligata e restò affascinata dalla magnificenza dei palazzi e delle chiese, dalla ricchezza delle gallerie d’arte. Ma fu anche irresistibilmente attratta dall’insolita bellezza del paesaggio, dal carattere dei veneziani e dal contrasto tra il pulsare febbrile della vita quotidiana e il sottile senso di declino e di morte che promanava da ogni cosa.Al lettore italiano, Venezia si presenta dunque sotto un punto di vista nuovo, filtrato dallo sguardo incantato di viaggiatori russi d’eccezione quali Brodskij, Gogol’, Jakovlev, Uvarov, Vejdle. E non si potrà non rilevare come nelle memorie e nell’opera di molti protagonisti della cultura russa il ricordo di Venezia non svanisse dopo il contatto con la città, ma piuttosto gli anni e la distanza ne dilatassero e potenziassero la visione che, trasportata nella dimensione letteraria, veniva definitivamente consegnata alla dimensione del mito.

Aleksej Karà-Murzà (Алексей Кара-Мурза)
«FIRENZE RUSSA»
Collana: I Russi in Italia
Editore: Sandro Teti Editore - 2005
Pagine 278

Prefazione di Stefanio Garzonio.
Nota Aleksej Kara-Murza, nell’introduzione all’edizione originale del volume, che se Roma è “Città Eterna” e Venezia città “astratta”, Firenze è senz’altro città “naturale”. «Tenero giglio», la definì il grande poeta simbolista Aleksandr Blok nel ciclo Versi italiani, «nella cui profondità è dolce sognare e vivere». La sua è una bellezza particolare che si può abbracciare con lo sguardo dalla basilica di San Miniato o dalle alture di Fiesole, tappe obbligate per i viaggiatori russi in Toscana. È la città con cui il viaggiatore stabilisce da subito un legame intimo e familiare: ai suoi occhi, la grandiosità dell’arte e dell’architettura non stride con la dolcezza del paesaggio e l’atmosfera di piazze e rioni.
Firenze non è solo un “museo a cielo aperto”: memorie e lettere di intellettuali e artisti russi, oltre a soffermarsi sulla scoperta della pittura del Quattrocento e sulle peregrinazioni per musei e cattedrali, costantemente trattano delle sensazioni trasmesse dalla natura e persino dall’aria, permeata di storia e di cultura.Quasi refrattaria alla corruzione del tempo, Firenze offre continui stimoli e sollecitazioni per la ricerca artistica e creativa. In quanto città di Dante, “capostipite e patrono” degli intellettuali esuli di ogni epoca, venne inoltre eletta a rifugio da molti illustri emigrati russi, che provarono un senso di intima appartenenza, accogliendo quella “lezione fiorentina” da sempre fonte di profondo arricchimento interiore.

Aleksej Karà-Murzà (Алексей Кара-Мурза)
«ROMA RUSSA»
Collana: I Russi in Italia
Editore: Sandro Teti Editore - 2005
Pagine 358

Prefazione di Rita Giuliani.
La storia dei rapporti culturali russo-romani ha più di un millennio. È una storia segnata da relazioni intense e vivaci, tra le più vive e feconde che abbiano unito le steppe russe a un paese del meridione europeo. Per quanto strano, nessuno aveva ancora pensato di riunire in un volume sia la ricostruzione storico-documentaria dei soggiorni romani delle illustri personalità della cultura russa che le impressioni e le reazioni – fissate in diari, epistolari, saggi, opere letterarie – prodotte in essi dall’impatto con la città.I testi qui raccolti coprono un secolo e mezzo del fertile e tormentato rapporto tra la Russia e la Città Eterna: dagli anni Trenta dell’Ottocento alla fine del Novecento, il periodo più intenso e vitale. La prima parte del volume ricostruisce i soggiorni romani dei russi celebri: artisti, scrittori, intellettuali, giornalisti. La seconda contiene un “montaggio” delle loro impressioni e opinioni su Roma, che permette di evincere quali immagini e idee di Roma si siano affermate nella cultura russa degli ultimi due secoli.
Il rapporto tra Roma e i russi è tuttora assai vitale. Nella sua lunga storia c’è però una pietra d’inciampo: la mancata istituzione di un’Accademia russa, che permetta ad artisti, scrittori, intellettuali di perfezionare la loro formazione a Roma. Questo sogno è stato carezzato da due giganti della letteratura russa, entrambi amanti di Roma e presenti in questo volume: Nikolaj Gogol’ e Iosif Brodskij.
L’incomparabile chiusa delle Elegie romane (1981) di Brodskij sta diventando, per via delle numerose citazioni, la sigla poetica della millenaria fascinazione che Roma ha esercitato e continua a esercitare sui russi: «Io sono stato a Roma. Inondato di luce. Come può soltanto sognare un frammento! Una dracma d’oro è rimasta sopra la mia rètina. Basta per tutta la lunghezza della tenebra».

Aleksej Karà-Murzà (Алексей Кара-Мурза)
«NAPOLI RUSSA»
Collana: I Russi in Italia
Editore: Sandro Teti Editore - 2005
Pagine 334

Prefazione di Vittorio Strada.
Napoli era la tappa più meridionale del tour dei viaggiatori russi. Più a sud c’erano Bari e la Sicilia, ma pochi russi si avventuravano così lontano: l’Europa pareva idealmente finire ai confini di Roma.
Napoli e i suoi dintorni stupivano i visitatori del Nord per la natura lussureggiante, e il Golfo, secondo un topos ricorrente nei resoconti di viaggio, veniva identificato col Paradiso Terrestre. Il cielo partenopeo appariva così azzurro e luminoso che, osservò Gogol’, «non esistevano colori in grado di rappresentarlo». Il verde della vegetazione, il riflesso dell’acqua, la visione notturna della volta celeste con le stelle cadenti e le scie delle comete, molto frequenti ai primi del Novecento, catturarono la sensibilità di poeti quali E. Baratynskij e I. Annenskij, come quella di molti altri artisti russi di passaggio. Inesauribile fonte d’ispirazione fu anche il Vesuvio, elemento essenziale del paesaggio, componente viva e visibile coi suoi bagliori, il fumo, i rivoli di lava. La presenza vulcanica percepibile un po’ ovunque, nelle isole di Ischia e di Capri come a Baia, Pozzuoli e a Sorrento, e a tratti soverchiante e minacciosa, stimolava la creatività artistica. Ad affascinare era infine il tessuto urbano di Napoli, così ricco di stratificazioni storiche e culturali e soggetto nel tempo a incessanti trasformazioni. Lo storico dell’arte Pavel Muratov, per esempio, come altri intellettuali russi, si lasciò contagiare dalla vivacità e dall’inventiva napoletane: fu un osservatore instancabile della vita quotidiana partenopea e di ogni manifestazione della cultura popolare, amava mescolarsi alla folla nei vicoli brulicanti di vita e assistere alle rappresentazioni popolari.

  



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Voglio ringraziare Zarevich per aver attirato la mia attenzione su questi preziosi volumi, fortunatamente tradotti e pubblicati anche in Italia.
Ho sfogliato il libro "Roma russa" e letto il primo capitolo, e devo dire che si tratta di una raccolta di testimonianze inedite ed interessantissime, arricchite con fotografie dell'epoca molto belle e rare. Sono molto contento di aver acquistato questo volume, che leggerò prestissimo, non appena avrò terminato la lettura in corso de "L'angelo di fuoco".
Zarevich, questi libri sono davvero meritevoli e degni di lettura, dobbiamo assolutamente averli!
Spero che molto presto potrai leggerli anche tu.
  



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Grazie al Principe Myshkin io ho cominciato a leggere il libro «Roma Russa», edizione italiana tradotta da Nadia Cicognini e Sara Villani dal russo. Purttroppo l'edizione russa è completamente esaurita ma «Nezavissimaja Gazeta» promette di rinnovarla il più presto possibile. Ho letto cinque capitoli: Orest Kiprènskij, Zinaida Volkònskaja, Karl Brjullòv e Aleksandr Ivànov.
  



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