Arca Russa

Musica - PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)

Myshkin - Giovedì, 15 Marzo 2007, 14:59
Oggetto: CONCERTO PER VIOLINO E ORCHESTRA DI CIAJKOVSKIJ
Il concerto per violino e orchestra, Op 35 di Piotr Iljich Ciajkovskij è il mio concerto per violino preferito, un capolavoro del grande Piotr Iljich che non mi stanco mai di ascoltare.
Un concerto che richiede una grande maturità e notevoli doti di virtuosismo, estremamente difficile e impegnativo per qualsiasi violinista.
La prima del concerto, che Ciajkovskij compose in Svizzera nel 1878, avrebbe dovuto essere a Pietroburgo, nel 1879, ma il violinista Leopold Auer si rifiutò di suonarlo, giudicandolo troppo difficile; perciò la prima rappresentazione avvenne più tardi a New York, con il violinista Adolf Brodskij, a cui Piotr Iljich dedicò questo concerto.
Una tra le moderne esecuzioni che maggiormente ammiro è sicuramente quella di Uto Ughi, a mio parere assolutamente eccezionale e degna di lode. Non si può ascoltarlo e restare indifferenti, perfino se non si è un amante della musica classica.

Zarevich - Giovedì, 15 Marzo 2007, 15:04
Oggetto: Re: Concerto Per Violino E Orchestra N.1 Di Ciajkovskij
Caro Kniaz! Anch'io vorrei ascoltarlo, Uto Ughi. Ne sono molto curioso
Io invece ho preparato per te lo stesso concerto con Vadim Repin.

Myshkin - Giovedì, 15 Marzo 2007, 15:13
Oggetto: Re: Concerto Per Violino E Orchestra N.1 Di Ciajkovskij
Caro Zarevich! Lo ascolterai molto presto, ti assicuro che ne val ben la pena!
Un'esecuzione superba davvero. Ed anche la registrazione è particolarmente curata e pulita.
Anche a me interessa ascoltarlo suonato da Vadim Repin, naturalmente.
Del resto certi nomi sono una garanzia di un piacere sicuro.

Zarevich - Giovedì, 15 Marzo 2007, 21:11
Oggetto: Re: Concerto Per Violino E Orchestra N.1 Di Ciajkovskij
Il Concerto per violino di Ciajkovskij è uno tra i concerti per violino di più straordinario virtuosismo che sia mai stato scritto. Soprattutto nel primo e nell’ultimo tempo del concerto al violinista sono affidati compiti veramente trascendentali. Il Concerto per violino di Ciajkovskij è rimasto uno dei favoriti dai concertisti. Questa musica è al cento per cento ciajkovskijana. Il primo tempo si chiama “Allegro moderato” che è costruito in una forma di sonata di una melodia melanconica che si ripete. Qui ci sono le cadenze!!!!
Il violinista suona senza orchestra e qui noi sentiamo e vediamo chi e come suona!
Il secondo tempo si chiama “Canzonetta”. E’ l’idea melodica più genuina di tutto il concerto.
E’ un sentimento genuino!
Il terzo tempo “Allegro Vivacissimo” è il più brillante virtuosismo. I temi si rincorrono e si superano.
Tutto il tempo è straordinario. Per ogni violinista è una festa! Tutto finisce con la danza russa.
Il concerto di Piotr Iljich Ciajkovskij è un osso duro da rodere per ogni violinista.
Buon ascolto!

Myshkin - Venerdì, 16 Marzo 2007, 09:56
Oggetto: Re: Concerto Per Violino E Orchestra Di Ciajkovskij
Hai scritto esatto, caro Zarevich: al violinista sono affidati compiti trascendentali che non tutti i concertisti possono affrontare.
Quando nel primo tempo del concerto il violinista resta a suonare da solo si palesa immediatamente tutta la sua arte e bravura; una minima esitazione, indecisione o mancanza di sicurezza può gravare pesantemente su tutta l'esecuzione.
Ma se il violinista è veramente un virtuoso e sicuro delle sue capacità, quello che si ascolta in questi due minuti è davvero trascendentale.
E il terzo tempo poi! Una vera apoteosi, una fuga continua. C'è da rimanere incantati dall'ascolto.
Eh sì, il concerto di Piotr Iljich Ciajkovskij è proprio un osso duro da rodere per ogni violinista.
Tu sentirai come lo esegue Uto Ughi e rimarrai sbalordito, come sono rimasto sbalordito io.
Credo che Piotr Iljich sarebbe stato molto contento di ascoltare il suo concerto suonato così.

Argonauta - Lunedì, 19 Marzo 2007, 16:31
Oggetto: Re: Concerto Per Violino E Orchestra Di Ciajkovskij
Questo è tra i concerti che preferisco.

Angelo di fuoco - Martedì, 03 Aprile 2007, 16:16
Oggetto: Ciajkovskij - "Romeo E Giulietta"
Molti conoscono l'ouverture fantasia basata sulla celeberrima tragedia shakespeariana, ma pochi sono coloro che sanno che Čajkovskij poco prima di morire mirò alla composizione d'una sua versione lirica di "Romeo e Giulietta". Purtroppo, egli non poté ultimare la composizione, ma comunque lasciò un duetto dei due amanti, che poi fu orchestrato dal suo allievo ed amico compositore Sergej Ivanovič Tanejev. In questo duetto (con un breve intervento della nutrice) Romeo e Giulietta si congedano sul mattino dopo l'uccisione di Tebaldo da mano di Romeo, allorché Romeo è stato esiliato dal duca. Già lo sapete, è il famoso discorso sulla specie dell'uccello canoro (allodola od usignolo). È interessante sentire come Čajkovskij riutilizzò in questo duetto alcuni elementi del pezzo orchestrale.
Vi propongo l'ascolto di questo duetto, gli esecutori sono: Anatolij Miščevskij (tenore) - Romeo, Lidija Černych (soprano) - Giulietta e l'orchestra sinfonica della RAI di Torino, diretti da Vladimir Fedoseev. Trattasi d'un concerto tenutosi presumibilmente nel 1988.
http://rapidshare.com/files/2354220...vsky-Taneev.mp3

Myshkin - Martedì, 03 Aprile 2007, 16:59
Oggetto: Re: Ciajkovskij - "Romeo E Giulietta"
Il mio proxy non me lo fa scaricare! Confused

Forse puoi metterlo da noi, nell'area downloads?

Angelo di fuoco - Martedì, 03 Aprile 2007, 18:19
Oggetto: Re: Ciajkovskij - "Romeo E Giulietta"
Se 16 MB di peso non sono troppi, lo farò volentieri.

Myshkin - Martedì, 03 Aprile 2007, 19:16
Oggetto: Re: Ciajkovskij - "Romeo E Giulietta"
Purtroppo, a quanto mi ricordo, la dimensione massima per l'upload consentita dal server è di 8 MB.
Bisognerebbe spezzarlo in due, ma diventa già un altro lavoro.

Angelo di fuoco - Martedì, 03 Aprile 2007, 20:16
Oggetto: Re: Ciajkovskij - "Romeo E Giulietta"
E se lo caricassi altrove, dove il tuo proxi te lo permetta?
Non devi far altro che indicarmi il servizio.

Posso anche provare a dividerlo in tre spezzoni (perche è poco piú di 16 MB).

Zarevich - Martedì, 03 Aprile 2007, 20:53
Oggetto: Re: Ciajkovskij - "Romeo E Giulietta"
Ma io tornerò a Ciajkovskij che sognava sempre di scrivere l’opera lirica “Romeo e Giulietta” ma non la scrisse. Iniziava molte volte e in fin dei conti noi conosciamo solo un duetto di Romeo e Giulietta, quello di cui ci ha scritto il nostro infaticabile Angelo di Fuoco.
È qui il luogo di apparire al nostro Aladino che conosce bene questo duetto, ma lui è sparito e non si vede più. L’incisione di cui scrive Angelo di Fuoco è assolutamente sconosciuta a me. I cantanti lirici del Teatro Stanislavskij Anatolij Miscèvskij e Lidia Cernych li conosco bene ma non sapevo che loro avessero registrato con l’orchestra italiana questo duetto. Sono molto molto curioso. Suppongo che anche per Aladino sia una curiosità. Negli anni ’40, in 1948 o 49 Gheòrghij Vinogràdov e Valeria Bàrsova hanno registrato questo duetto. Generalmente parlando questo duetto di Ciajkovskij è una rarità assoluta. Quella registrazione di Anatolij Miscèvskij e Lidia Cernych è una rivelazione per me. Dove l’hai trovata, Angelo!? A proposito, Anatolij Miscevskij era marito del soprano dal Teatro Stanislavskij Galina Pisarenko il quale cedette al fato nel 1996.

Angelo di fuoco - Martedì, 03 Aprile 2007, 23:01
Oggetto: Re: Ciajkovskij - "Romeo E Giulietta"
Io da qualche parte avevo un nastro dove quel duetto era cantato da Lemešev e, credo, Lavrova, ma non lo trovo.
In quanto a Miščevskij, la sua morte fu veramente tragica e priva di senso: la prima volta che venne aggredito fu nel 1995, ma, essendo l'aggressore uno solo ed il già non piú giovane (doveva avere poco piú di 60'anni) Miščevskij assai sportivo, il cantante poté difendersi. Poi, il 25 gennaio 1996, dopo una recita di "Jevgenij Onegin" ov'era stato Lenskij, vicino a casa sua venne aggredito un'altra volta, ma gli aggressori furono parecchî ed il cantante fu ucciso. L'indagine non poté né chiarire il motivo dell'uccisione né accertare le personnalità degli uccisori.

Per quel che riguarda quest'edizione, caro Carevič, è stata segnalata su un forum musicale italofono dove tu non scrivi quasi piú.

Zarevich - Mercoledì, 04 Aprile 2007, 06:19
Oggetto: Re: Ciajkovskij - "Romeo E Giulietta"
E’ vero. Mi sono assolutamente dimenticato dell’incisione di Lèmescev e Lavròva fatta negli anni ‘50 a Leningrado.
Così sono solo tre registrazioni.
1.Vinogràdov-Bàrsova
2.Lèmescev-Lavròva
3.Miscèvskij-Chernych

Argonauta - Mercoledì, 04 Aprile 2007, 06:20
Oggetto: Re: Ciajkovskij - "Romeo E Giulietta"
Non si è mai saputa la verità su questa aggressione? Un odio, una rivalità, una vendetta?

Myshkin - Mercoledì, 04 Aprile 2007, 10:05
Oggetto: Re: Ciajkovskij - "Romeo E Giulietta"
Angelo di fuoco ha scritto: [Visualizza Messaggio]
E se lo caricassi altrove, dove il tuo proxi te lo permetta?
Non devi far altro che indicarmi il servizio.

Non mi viene in mente un altro posto, a meno che....
sai trasferire file usando il protocollo FTP?

Zarevich - Mercoledì, 11 Aprile 2007, 22:47
Oggetto: «CIAJKOVSKIJ IN ITALIA»
«CIAJKOVSKIJ IN ITALIA» «ЧАЙКОВСКИЙ В ИТАЛИИ»

«Ciajkovskij ebbe uno strano, ma forte legame con l’Italia, “il paese dove crescono i limoni” secondo le sue parole che ricordano i versi del grande poeta tedesco.
Vi abitò a lungo e le sue impressioni si versarono nel ciclo «Ricordando Firenze» («Воспоминание о Флоренции») e in «Capriccio italiano» («Итальянское Каприччио»). All’Italia poi risale la linea poetica di «Romeo e Giulietta» e «Francesca da Rimini».
A Venezia egli pose fine alla Quarta Sinfonia e a Sanremo concluse l’opera «Evghenij Oneghin».
E’ inoltre possibile azzardare che il primo viaggio in Italia, correva l’anno 1874, abbia influito anche sul celebre “Primo concerto per pianoforte ed orchestra”, composto appunto in quello stesso anno.

Dicevamo dunque del primo viaggio in Italia, compiuto su incarico del giornale “Russkie Vèdomosti”, in cui egli faceva il critico musicale, per scrivere sul primo allestimento in Italia dell’opera di Glinka “La vita per lo zar” che nell’epoca sovietica fu rimaneggiata come “Ivan Susanin”. Era aprile, un mese non molto propizio per arrivare in Venezia.
“Il Palazzo dei dogi e’ il massimo della bellezza, si avverte il sentore romantico del Consiglio dei Dieci, dell’inquisizione e dei tormenti in nome della fede” – scrisse Ciajkovskij al fratello Modest. “L’ho percorso in lungo e in largo. Sono stato anche in un altro paio di chiese con tutto un patrimonio di Tiziano, Tintoretto e Canova, per non parlare poi di altri piaceri puramente estetici. La citta’ pero’ sembra guardarti con un corruccio severo e pare quasi deserta…”

A Roma si fermo’ per una giornata soltanto, ma la giro’ parecchio ammirando monumenti di tutto rispetto come il Colosseo, le Terme di Caracalla. E poi il Campidoglio, il Vaticano, il Panteon ed infine la Basilica di Pietro e Paolo che gli piaque tanto che volle chiamarla “il trionfo del genio dell’uomo”. Eppure Roma non gli piacque molto.
“Il Campidoglio, San Pietro, il Vaticano sono indubbiamente sorprendenti, eppure la citta’ mi e’ sembrata tenebrosa, tediosa e alquanto deserta… Benche’ mi renda conto – diceva al fratello, – che per giudicarla bisogna viverci a lungo”.

Prima del nuovo viaggio in Italia Ciajkovskij scrive che vorrebbe conoscere Roma in modo circostanziato. “Roma e’ una citta’ stupefacente”.
Sempre in quella stessa lettera il compositore fa opera di ammissione: “Eppure mi sembra che il mio cuore appartenga di piu’ a Napoli. Nella citta’ partenopea e’ piu’ interessante vagare senza una meta, osservando la gente”.
Di quella prima presa di conoscenza con Napoli Ciajkovskij scrive: “Non sono molto fortunato in questo viaggio. Sono a Napoli da cinqye giorn e il tempo mi e’ sembrato avverso. Senza il sole Napoli si spoglia quasi interamente della sua bellezza, che in questo caso puo’ essere piu’ indovinata che apprezzata veramente. Nuvole rigonfie di pioggia coprono il cielo, la notte piove, il mare si agita e soffia il maestrale…”

“Al terzo giorno, per due ore, in groppa ad un mulo sono salito a Camaldoli, antico monastero che domina un alta collina. Secondo il Baedeker dalla cima si dovrebbe godere di una vista meravigliosa. All’inizio di quella ascesa sembra che tempo si fosse messa al meglio per guastarsi quando arravia al monastero, dove sembrava che non ci fosse nessuno eccetto un monaco che mi offri’ del vino con alcuni fichi”. A dispetto altro che buono Ciajkovskij giro’ parecchio per la citta’ e i suoi dintorni con puntate che lo partano a Pozzuoli, Baia, Capo miseno e l’Averno, specchio lacustre che lo stupi’ con la sua fosca bellezza.

“E’ difficile trovare le parole capaci di esprimere l’emozione provata a Pompei” – scrive Ciajkovskij ai familiari. “Sulle prime seguii l’immancabile guida, poi me ne allontanai per girarla da solo penetrando un po’ ovunque e abbandonandomi alla fantasia per sentire il fascino della vita in quella citta’ sepolta…”

Durante una sosta a Firenze Ciajkovskij venne a sapere che l’opera di Glinka veniva allestita in modo del tutto errato. “Bisognerebbe intromettersi con consigli e indicazioni che pero’ saranno accolte a malincuore”. E a maggio Ciajkovskij decise di tornare a Mosca. E qui riprende il suo lavoro al Conservatorio dove insegnava composizione e strumentazione. Fece ritorno in Italia soltanto tre anni piu’ tardi.

"Radio Russia"

Zarevich - Domenica, 29 Aprile 2007, 17:44
Oggetto: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Ciajkovskij, Piotr Iljich era un compositore universale.
Oltre a tre balletti, opere liriche e concerti per pianoforte e violino Ciajkovskij è un autore di sette sinfonie + la sinfonia “Manfred”.
Ma Ciajkovskij scrisse anche qualche composizione per orchestra, le ouverture-fantasia sinfoniche. Vorrei specificarle e scriverne in breve.

1. «L’Uragano» («Гроза» «Grozà»). È un’ouvertura mi minore, Op.76 per il dramma ononimo di Aleksandr Ostròvskij (Александр Островский). Ciajkovskij la scrisse in 1864 come un compito studiando al conservatorio da Anton Rubinstein. Ma quest’ouvertura non piacque al maestro Rubinstein e in risultato non era mai eseguita durante la vita di Ciajkovskij. Solo nell’anno 1896 dopo la morte di Ciajkovskij era eseguita a San Pietroburgo. Ciajkovskij scelse il dramma di Ostrovskij per i suoi tesi non per caso. Ostrovskij era il suo amato drammaturgo e Ciajkovskij sognavo di scrivere l’opera lirica su questo soggetto.

2. «Fatum» («Фатум»), poema per orchestra o poema sinfonico, do minore, Op.77. La prima esecuzione in 1869 sotto direzione di Nikolaj Rubinstein, pianista virtuoso e direttore d’orchestra, fratello di Anton Rubinstein e l’amico di Ciajkovskij. L’esecuzione aveva un gran successo ed era dedicata a Mili Balàkirev. Ma a Balakirev stesso non piaceva questa composizione e lui spesso la metteva in canzone in conseguenza Ciajkovskij la distrugge in 1870. solo dopo la sua morte in 1896 la partitura di «Fatum» era rinnovata.
Data composizione: Novembre 1868 - 1868
Prima rappresentazione: Mosca, 1869
Distrutta dall'autore, ricostruita nel 1896

3. «Romeo e Giulietta» («Ромео и Джульетта») sulla tragedia di William Shakespeare, ouverture fantastica si minore. Dedicata a Mili Balàkirev. Una delle splendide ouverture di Ciajkovskij. L’inizio a corale suggerisce la figura bonaria di Padre Lorenzo, mentre nell’Allegro viene introdotto l’elemento della rivalità tra le famiglie dei Capuleti e dei Montecchi. Si deve notare che quest’ouvertura era una delle amate di Ciajkovskij stesso. La prima redazione era scritta nel 1869 e poi riveduta nel 1880 e nel 1881 Ciajkovskij frce la terza redazione.
Data composizione: 1869-1880
Prima rappresentazione: Mosca, 1870
Durata 20 minuti

4. «La Tempesta» («Буря» «Bùria»), fantasia sinfonica, Op.18 sulla tragedia di William Shakespeare. La prima esecuzione nel 1874 a San Pietroburgo da Eduard Napravnik. Dalla vita di Ciajkovskij «La Tempesta» era una delle più eseguite fantasie per orchestra.
Data composizione: Agosto 1873 1873
Prima rappresentazione: Mosca, 19 dicembre 1874
Dedicata a Vladimir Stàssov (teorico del "Gruppo dei Cinque")

5. «Francesca da Rimini» («Франческа да Римини»), fantasia sinfonica, Op.32 ispirata al noto episodio del quinto canto dell’Inferno dantesco. Dedicata a Serghej Tanejev. Data composizione: Ottobre 1876 -1876
Prima rappresentazione: Mosca, 1877.
Durata 23 minuti

6. «Capriccio Italiano» («Итальянское Каприччио») in la maggiore, Op.45
Data composizione: 1880
Prima rappresentazione: Mosca, 1880
Dedicato a K.Davydov
Tutta la composizione è un susseguirsi di danze, un mosaico di luminose melodie popolari che incalzano l'una dietro l'altra senza un criterio ben definito. Una trascinante tarantella, dai ritmi coinvolgenti e veloci secondo il consueto divertimento Ciajkovskiano, termina il Capriccio.
I tempi principali sono: Andante un poco rubato, Allegro moderato, Andante, Presto, Allegro moderato, Presto, Più presto, Prestissimo.
Durata 15 minuti

7. «Anno 1812» («1812 год»), «ouverture solennelle» in mi bem. maggiore, Op.49. Questa composizione rappresenta la lotta dei russi contro Napoleone. L'ouverture vuole descrivere la vittoria dell'armata russa sui nemici della patria. È un brano di grande fasto sonoro con tanto di cannoni sparati a salve e di campane, che alla fine rendono trionfalmente onore all'Inno russo zarista. Dopo l'incedere liturgico del tema iniziale, la contrapposizione dei campi di battaglia è marcata dalla citazione del tema della Marsigliese e della fanfara della Guardia a cavallo dello Zar.
Data composizione: 1880
Prima rappresentazione: Mosca, 1882
Dedicata a Karl Albrecht (violoncellista, insegnante e decano del Conservatorio di Mosca)
Durata 15 minuti

8. «Amleto» («Гамлет»), ouverture fantastica, Op.67
Data composizione: 1888
Prima rappresentazione: S. Pietroburgo, 1888
Ispirata a W. Shakespeare
Dedicata a Edvarg Grieg
Anche qui il tema scelto da Ciajkovskij è, come in Romeo e Giulietta e in Francesca da Rimini, uno dei più densi e drammatici della storia.
Durata 18 minuti

9. «Il voivòda» («Воевòда»), ballata sinfonica la minore, Op.78
Data composizione: 1890-1891
Prima rappresentazione: Mosca, 1891
Ispirata a Adam Mickiewicz e Aleksandr Pushkin

Myshkin - Venerdì, 09 Novembre 2007, 14:19
Oggetto: Re: CIAJKOVSKIJ: COMPOSIZIONI PER ORCHESTRA
Penso che se si potesse scegliere due libri per sapere veramente tutto su Ciajkovskij, questo sarebbe di sicuro uno dei due. L'altro dovrebbe essere la biografia di Nina Berberova.
Peccato che questo qui non mi sembra che sia stato tradotto, almeno finora, e il volume della Berberova è un libro da collezionisti, introvabile in Italia.

Zarevich - Venerdì, 09 Novembre 2007, 14:28
Oggetto: Re: CIAJKOVSKIJ: COMPOSIZIONI PER ORCHESTRA
Hai piena ragione!!! Il libro di Nina Berberova è interessantissimo. So che è tradotto in italiano. Ma perchè è introvabile? E' esaurito?
Image

Myshkin - Venerdì, 09 Novembre 2007, 14:32
Oggetto: Re: CIAJKOVSKIJ: COMPOSIZIONI PER ORCHESTRA
Non so perché è introvabile. E' esaurito da tempo e non è mai stato ristampato.
Ma è difficile trovarlo perfino nei negozi e siti specializzati in libri esauriti ed antiquari.
Ho già fatto numerosi tentativi, senza successo.
Ci vuole molta pazienza, e fortuna, per riuscire a trovarne una copia.

Zarevich - Domenica, 01 Febbraio 2009, 13:35
Oggetto: Re: Concerto Per Violino E Orchestra Di Ciajkovskij
Sai quanti concerti ne ho sentiti nella mia vita e ogni volta il suono era diverso. Ogni volta trattenevo il respiro durante quei due o tre minuti quando l'orchestra si ferma ed il direttore tace, il violinista resta a suonare da solo. Tutto dipende da lui, dalle sue interpretazioni e improvvisazioni e dalla sua bravura. Si sente un tuffo al cuore del pubblico e poi … e poi entra l’orchestra.
E’ pazzesco!

Oneg - Lunedì, 02 Febbraio 2009, 19:20
Oggetto: Re: CONCERTO PER VIOLINO E ORCHESTRA DI CIAJKOVSKIJ
Esistono decine di edizioni in commercio di questo splendido concerto, certamente corrette tecnicamente, ma secondo me le edizioni da preferire sono quelle con interpreti russi, che possono mettere in luce gli aspetti e le sfumature della partitura meglio degli altri.

Zarevich - Lunedì, 02 Febbraio 2009, 20:29
Oggetto: Re: CONCERTO PER VIOLINO E ORCHESTRA DI CIAJKOVSKIJ
Caro Oneg!
Ben arrivato!
Hai ragione. Esistono moltissime registrazioni russe del Concerto per violino di Ciajkovskij il quale suonavano quasi tutti i violinisti russi del passato fra i quali sono Leonid Kogan e David Ojstrakh. Le loro interpretazioni sono eccezionali. Ma anche i giovani violinisti russi suonano questo concerto a modo loro ed anche loro sono bravi: Vadim Repin, Maksim Vengherov, Alena Baeva e gli altri.

Myshkin - Martedì, 03 Febbraio 2009, 17:33
Oggetto: Re: CONCERTO PER VIOLINO E ORCHESTRA DI CIAJKOVSKIJ
Caro Oneg, mi unisco a Zarevich nel darti un caloroso benvenutoi!
Siamo contenti che abbia deciso di unirti a noi.
Confermo anch'io che bisogna possedere un'anima russa per poter intepretare al meglio questo straordinario capolavoro.
L'esecuzione di Vadim Repin ad esempio è una delle mie preferite, tra i violinisti attuali.
Kogan e Ojstrackh non hanno bisogno di commenti.

Zarevich - Venerdì, 20 Marzo 2009, 13:06
Oggetto: «BIOGRAFIA DI CIAJKOVSKIJ» (In due volumi)
Aleksandr Poznànskij Александр Познанский
«BIOGRAFIA DI CIAJKOVSKIJ»
In due volumi
«БИОГРАФИЯ ЧАЙКОВСКОГО»

Комплект из 2 книг
Casa Editrice «VITA NOVA» San Pietroburgo 2009
Издательство «ВИТА НОВА» Санкт-Петербург 2009

Fra le numerosissime biografie di Piotr Ciajkovskij questa è eccezionalmente la più piena e completa, scritta sulla base delle corrispondenze di molti volumi del compositore e dei documenti degli archivi russi. L’autore, Aleksandr Poznànskij, è il più grande specialista su quest’argomento il quale ha dedicato molti anni allo studio della vita di Piotr Ciajkovskij. L’autore ha pubblicato moltissimi libri e articoli nelle case editrici e nella stampa russe e straniere.
Nel libro dettagliatamente è descritta l’epoca, l’ambiente e i rapporti personali del compositore. Nel libro ci sono circa 500 illustrazioni e fotografie.

Исключительная по полноте представленного материала биография композитора, написанная на основе его многотомной переписки и документов из российских и зарубежных архивов. Автор - крупнейший специалист по данной теме, посвятивший несколько десятилетий изучению жизни и творчества П.И.Чайковского и опубликовавший ряд авторитетных исследований о нём на русском и английском языках.
В книге впервые воссоздан подлинный облик Чайковского без глянца, ретуши и идеологии. Подробно описаны эпоха, среда и личные отношения композитора, а также прослежен его творческий путь. Особое внимание уделено малоизвестным фактам жизни: годам, проведенным в Училище правоведения, катострофической истории женитьбы, уникальным отношениям с меценаткой Н.Ф.фон Мекк и обстоятельствам безвременной кончины.
В книге воспроизведено около пятисот иллюстраций, многие из них публикуются впервые. Имеется аннотированный указатель имен.

Myshkin - Venerdì, 20 Marzo 2009, 13:26
Oggetto: Re: «PIOTR CIAJKOVSKIJ» La Biografia (In Due Volumi)
E' una bella edizione. In due volumi, deve essere sicuramente ricca e dettagliata.
Credi che sia addirittura superiore alla biografia di Ciajkovskij scritta da Nina Berberova, a lungo da me inutilmente cercata?

Zarevich - Sabato, 25 Aprile 2009, 14:45
Oggetto: «LE STAGIONI» di Piotr Ciajkovskij
Piotr Ciajkovskij Пётр Чайковский
«LE STAGIONI» = «ВРЕМЕНА ГОДА» («Vremenà Gòda»)
12 pièce per pianoforte
La Suite per pianoforte, Op.37b, ispirata a tenerissima e sognante malinconia.
Ciajkovskij ha fatto questo ciclo per pianoforte, ma esistono anche 14 trascrizioni per orchestra.
La più famosa trascrizione fatta negli anni '30 da Aleksandr Gàuk (Александр Гаук).

1.Январь «У камелька» - Gennaio «Accanto al fuoco»
2.Февраль «Масленица» - Febbraio «Carnevale»
3.Март «Песнь жаворонка» - Marzo «Canto dell’allodola»
4.Апрель «Подснежник» - Aprile «Bucaneve»
5.Май «Белые ночи» - Maggio «Le Notti Bianche»
6.Июнь «Баркарола» - Giugno «Barcarola»
7.Июль «Песнь косаря» - Luglio «Canzone di un falciatore»
8.Август «Жатва» - Agosto «La falciata»
9.Сентябрь «Охота» - Settembre «La caccia»
10.Октябрь «Осенняя песня» - Ottobre «La Canzone d’Autunno»
11.Ноябрь «На тройке» - Novembre «La Trojka»
12.Декабрь «Святки» - Dicembre «Le Feste di Natale»

Oneg - Domenica, 26 Aprile 2009, 18:20
Oggetto: Re: «LE STAGIONI» Di Piotr Ciajkovskij
Questi sono veramenti dodici gioielli pieni di poesia!
Mi piacciono in particolare il n.2 "Maslenitsa" e il n.6 la "Barcarola".
E trovo che anche l'orchestrazione di Gauk sia molto ben realizzata essendo riuscito a riprodurre con talento tutti i colori della tavolozza timbrica di Ciajkovskij. Possiedo in cd proprio l'esecuzione di Svetlanov presentata da Zarevich, e credo proprio che lui ne sia il direttore ideale, anche perchè Svetlanov ebbe come insegnante di direzione d'orchestra proprio Aleksandr Vasil'evich Gauk.

Zarevich - Domenica, 26 Aprile 2009, 18:41
Oggetto: Re: «LE STAGIONI» di Piotr Ciajkovskij
Caro Oneg! Hai ragione. L’orchestrazione di Aleksandr Gàuk è la migliore di tutte. È fatta per la grande orchestra sinfonica e la registrazione di Svetlanov è meravigliosa. Ma esistono anche le altre orchestrazioni fra cui mi piace molto l’orchestrazione per l’orchestra da camera di Igor Bulàkhov. L’orchestra da camera di Mosca «VREMENA GODA» cioè «Le Stagioni» qualche anno fa ha registrato un bel cd con «Le Stagioni» di Ciajkovskij nell'orchestrazione proprio di Igor Bulàkhov. L’orchestra «VREMENA GODA» è diretta dal figlio di Igor, Vladislav Bulakhov che è il famoso direttore d’orchestra.
SITO UFFICIALE DELL’ORCHESTRA «VREMENA GODA»
www.theseasons.ru

Oneg - Domenica, 26 Aprile 2009, 19:26
Oggetto: Re: «LE STAGIONI» Di Piotr Ciajkovskij
Ciao Zarevich! Grazie veramente per questa informazione, in effetti non conoscevo quest'altra orchestrazione per una formazione "da camera" di Bulakhov. Certamente se possibile cercherò di procurarmi anche questa versione perchè amo molto la musica di Ciajkovskij.
Mi correggerai se sbaglio, ma mi sembra che anche Rachmaninov amasse molto la versione pianistica di Vremena Goda, infatti credo che esistano anche sue varie registrazioni di alcune parti. Probabilmente suonare questi pezzi ricordava a Serghej Vassil'evich la sua amata Russia!

Zarevich - Domenica, 26 Aprile 2009, 19:28
Oggetto: Re: «LE STAGIONI» di Piotr Ciajkovskij
Sì, penso di sì. Rachmaninov era pianista e suonava la musica di Ciajkovskij.

Myshkin - Venerdì, 07 Maggio 2010, 14:26
Oggetto: Pëtr Ilyich Ciajkovskij - 170
Oggi, il 7 maggio 2010, ricorre il 170-esimo anniversario della nascita di Pëtr Il'ič Čajkovskij (Пётр Ильи́ч Чайко́вский 1840-1893)
La sua musica continua a regalarci emozioni intense e belle e a toccarci l'anima.
Anche il famoso motore di ricerca Google celebra oggi questa ricorrenza con un'immagine tributo al grande compositore, al posto del notissimo e colorato logo conosciuto in tutto il mondo.
Čajkovskij continua a vivere tra noi attraverso la sua musica.

Zarevich - Venerdì, 07 Maggio 2010, 14:39
Oggetto: Re: Pëtr Ilyich Ciajkovskij - 170
Piotr Ciajkovskij, compositore che riuscì a scoprire l'enigma dell'anima russa.

Zarevich - Domenica, 09 Maggio 2010, 14:34
Oggetto: «CIAJKOVSKIJ SCONOSCIUTO»
«CIAJKOVSKIJ SCONOSCIUTO»
«НЕИЗВЕСТНЫЙ ЧАЙКОВСКИЙ»
«HELIKON-OPERA» DI MOSCA («ГЕЛИКОН-ОПЕРА»)

Piotr Iljìch Ciajkovskij, è conosciuto da tutti come un grande compositore serio, l’autore delle composizioni tragiche «La Dama di Picche» o la Sesta Sinfonia. Col suo nome è intitolato il celebre concorso che una volta ogni quattro anni si svolge a Mosca. Questo concorso è la più grandiosa e la più crudele battaglia dei talenti musicali in tutta la Russia.
Il Teatro Lirico «HELIKON-OPERA» di Mosca ci ha presentato il nuovo programma-spettacolo «CIAJKOVSKIJ SCONOSCIUTO» («НЕИЗВЕСТНЫЙ ЧАЙКОВСКИЙ») in cui non c’è entrata nessuna composizione tragica, eccetto forse una scena di Ofelia dallo spettacolo teatrale «Amleto» scritta per la compagna francese del Teatro Mikhajlovskij (1891), che si dava in qui tempi in francese a San Pietroburgo.
Il programma «CIAJKOVSKIJ SCONOSCIUTO» sono degli errori di gioventù e degli scherzi del genio. Nel programma sono incluse delle composizioni suonate raramente o non suonate affatto. Una parte di quelle composizioni è orchestrata dal compositore stesso, ma l’altra parte è restaurata o orchestrata dal celebre compositore Serghej Tanèev (Сергей Танеев), e una parte è stata restaurata apposta per questo concerto da Konstantin Ciudòvskij (Константин Чудовский).
L'essenziale dagli errori della gioventù di Ciajkovskij è rappresentato dalla passione verso i soggetti fiabeschi, la quale fece scrivere al compositore nel 1868 l’opera lirica «ONDINA» («УНДИНА»), sul libretto di Aleksej Lvov. L’opera di Ciajkovskij «L’Ondina» prima fu accettata dal Teatro Mariinskij, ma poi venne respinta. Avendo ricevuto indietro la partitura dell’opera, Ciajkovskij la distrusse, ma … selettivamente. La sua introduzione diventò l’Ouverture per la musica teatrale «La Fanciulla di Neve» («Снегурочка»), l’aria dell’Ondina diventò la prima canzone del pastore Lel’ e qualcosa dalla partitura entrò nel balletto «Il Lago dei Cigni» («Лебединое Озеро») e nella Seconda Sinfonia.
Nel 1869 Piotr Ciajkovskij insieme al futuro pedagogo Serghej Racinskij (Сергей Рачинский) fantasticarono il soggetto dell’opera «MANDRAGORA» («МАНДРАГОРА»), la fiaba del medio evo sui cavalieri, sui menestrelli e sul fiore incantato trasformato nella bella fanciulla. Ciajkovskij compose il coro dei fiori e degli insetti e ne era molto contento, ma degli amici progressivi con a capo del critico Nikolaj Kàshkin (Николай Кашкин) dissuasero Ciajkovskij dalla «sciocchezza romantica». Ciajkovskij comprese quindi che simili soggetti non sono adatti per l’opera, ma sono buoni per i balletti e scrisse … tre bellissimi balletti fiabeschi!

Intanto il fratello minore Modest era troppo piccolo per fornire al geniale fratello maggiore dei testi letterari, e Piotr doveva lavorare con gli altri drammaturgi. Nel 1867 compose per il Teatro di Prosa «Màlyj» la musica per la cronaca storica del celebre drammaturgo Aleksandr Ostròvskij (Александр Островский) «Dmitrij l’Impostore e Vassilij Shujskij» («Дмитрий Самозванец и Василий Шуйский»). Ad Aleksandr Ostròvskij la musica per lo spettacolo piacque molto e quando lui nell’anno 1873 inventava lo spettacolo festivo della domenica, la grandiosa féerie con la partecipazione delle compagne drammatiche, liriche e di balletto del Teatro Bolshoj e del Teatro Malyj, allora si ricordò del giovane compositore Piotr Ciajkovskij. Così nacque la favola primaverile «LA FANCIULLA DI NEVE» («СНЕГУРОЧКА»). Nikolaj Rubinstein, l’amico di Ciajkovskij, dirigeva l’orchestra. La musica di Ciajkovskij per la Favola Primaverile diventò così bella che successivamente Aleksandr Ostrovskij non potè amare l’opera lirica «LA FANCIULLA DI NEVE» di Nikolaj Rimskij-Korsakov.
Il talento di Piotr Ciajkovskij si rivelò molto presto. In ogni caso il suo primo scherzo musicale apparve nel 1854. Un pezzo musicale «ANASTASSIJA-VALZER» («АНАСТАСИЯ-ВАЛЬС») che il 14enne Piotr Ciajkovskij compose per la mademoiselle Anastassija Petròva nel giorno del suo ritorno a Pietroburgo dalla dacia in Oranenbaum.

Le amicizie e le conoscenze a volte sfociavano in composizioni più serie come per esempio il Trio con Coro «La Natura e l’Amore» («Природа и Любовь») composto per le allieve della cantante Berta Valzek (1870). Il poeta Aleksej Plescejev (Алексей Плещеев) ragalò al compositore la sua raccolta di versi «Il Bucaneve» («Подснежник»), la quale portò ispirò la composizione di «16 canzoni per i bambini» («Шестнадцать песен для детей» 1883). Anche il poeta «contadino» Ivan Sùrikov (Иван Суриков) regalò le sue poesie e così nacquero le canzoni «Se non io in campo crescevo come l’erba» («Я ли в поле да не травушка была») ed il duetto «l’Alba» («Рассвет» 1880). Queste canzoni diventarono così popolari che Ciajkovskij le orchestrò persino.

Nel programma «CIAJKOVSKIJ SCONOSCIUTO» dedicato al 170-esimo anniversario della nascita di Piotr Iljich Ciajkovskij prendono parte i solisti, il coro e l’orchestra del Teatro Lirico «HELIKON –OPERA» di Mosca.

ZAREVICH

Zarevich - Domenica, 09 Maggio 2010, 19:49
Oggetto: «VARIAZIONI SUL TEMA ROCOCO» di Piotr Ciajkovskij
Piotr Ciajkovskij Пётр Чайковский
«VARIAZIONI SUL TEMA ROCOCO» per violoncello e orchestra (1876)
«ВАРИАЦИИ НА ТЕМУ РОКОКО» для виолончели с оркестром (1876)

Il raffinato timbro di violoncello, il timbro espressivo e allo stesso tempo nobile, era molto amato dai compositori russi del XIX secolo. Le serate musicali regolarmente organizzate nelle ville padronali raramente facevano a meno del timbro raffinato di violoncello. Oltre ai pezzi strumentali della varia composizione, la voce ricca e bella del violoncello spesso eseguiva un pezzo a solo nelle composizioni vocali, esibendosi in duetto con il cantante. «VARIAZIONI SUL TEMA ROCOCO» («ВАРИАЦИИ НА ТЕМУ РОКОКО») è un lampante esempio della fusione in una composizione di due maniere: la maniera virtuoso-concertistica e la maniera da camera. Malgrado alcune allusioni alla musica del XVIII secolo e prima di tutto allo stile di Mozart, che Ciajkovskij ammirava con venerazione, il tema delle «VARIAZIONI» è assolutamente originale. Sviluppandosi nell'arco della composizione, il tema è come se attraversasse la strada secolare della storia musicale, gettando un ponte dall’epoca mozartiana all’epoca di Ciajkovskij.
«Splendido! Ecco finalmente la vera musica!» («Великолепно! Вот, наконец, настоящая музыка!») – esclamò Liszt dopo aver ascoltato il nuovo opus del compositore russo al festival musicale a Wisbaden.
Piotr Ciajkovskij Пётр Чайковский
«VARIAZIONI SUL TEMA ROCOCO» per violoncello e orchestra (1876)
«ВАРИАЦИИ НА ТЕМУ РОКОКО» для виолончели с оркестром (1876)

VIDEO:
Suona Viktor Simon (Виктор Симон)
Grande Orchestra Sinfonica «CIAJKOVSKIJ»
Grande Sala del Conservatorio di Mosca diretta da Vladimir Fedossejev (2010)

Link

Zarevich - Martedì, 15 Giugno 2010, 20:23
Oggetto: Re: «PIOTR CIAJKOVSKIJ» La biografia (In due volumi)
Sì, senza dubbio. Il libro di Nina Berbèrova è piccolo.

Zarevich - Domenica, 20 Giugno 2010, 18:49
Oggetto: «CIAJKOVSKIJ SCONOSCIUTO: GLI ULTIMI ANNI»
«CIAJKOVSKIJ SCONOSCIUTO: GLI ULTIMI ANNI»
«НЕИЗВЕСТНЫЙ ЧАЙКОВСКИЙ: ПОСЛЕДНИЕ ГОДЫ»
Serie «I Geni e gli Scellerati»
Серия: «Гении и злодеи»
Casa Editrice «Exmo» Mosca 2010 (Pagine 432)
Издательство: «Эксмо» Москва 2010

La presente edizione è un tentativo di avvicinare i nostri contemporanei alla personalità del geniale compositore russo Piotr Ciajkovskij (Пётр Чайковский). In questo libro sono descritti gli ultimi cinque anni della vita del compositore: dal 1888 al 1893, quando furono scritte le grandi composizioni musicali come le opere liriche «Iolanta» («Иоланта») e «La Dama di Picche» («Пиковая дама»), il balletto «Lo Schiaccianoci» («Щелкунчик») e la Sesta Sinfonia «Patetica» («Патетическая»), la quale dirigeva lui stesso.
Nella linea principale del libro c’è la corrispondenza di Piotr Ciajkovskij con i suoi fratelli, Anatolij e Modest, con il compositore Serghej Tanèev (Сергей Танеев), con il poeta Konstantin Romanov (Константин Романов), con Nadèzhda von Meck (Надежда фон Мекк) e con gli altri. Al lettore si aprirà il misterioso mondo interno dell’uomo la cui musica da un secolo è mezzo venera il mondo. La musica di Ciajkovskij finora è la più eseguita nel mondo.

Zarevich - Sabato, 03 Luglio 2010, 12:55
Oggetto: PIOTR CIAJKOVSKIJ: SUITE No.3 e No.4
PIOTR CIAJKOVSKIJ: SUITE No.3 e No.4
ПЁТР ЧАЙКОВСКИЙ: СЮИТЫ №3 e №4

Piotr Ciajkovskij - Suite №3 e №4
Suite №3 sol maggiore per orchestra sinfonica, Op.55
1. I. Elégie. Andantino molto cantabile
2. II. Valse melancolique. Allegro moderato
3. III. Scherzo. Presto
4. IV. Tema con variazioni. Andante con moto

Suite №4 sol maggiore per orchestra sinfonica, Op.61 «MOZARTIANA»
5. I. Gigue. Allegro
6. II. Menuet. Moderato
7. III. Preghiera (D’après une transcription de F.Liszt). Andante non tanto
8. IV. Thème et variations

TOTALE: 71.05
Orchestra Sinfonica dell’URSS
Direttore: Evghenij Svetlanov (Евгений Светланов)
Registrato: 1985
Numero nel catalogo: «MELODIA» CD 10 00104

Nella primavera del 1884 Piotr Ciajkovskij pensò di scrivere una nuova sinfonia. Ma nel corso del lavoro arrivò alla conclusione di cambiare il genere. Così apparve la Terza Suite (Третья Сюита) scritta ancora a Kàmenka in aprile-maggio del 1884. Nella Terza Suite il compositore generalizzò l’esperienza accomulata nelle due precedenti partiture e scrisse una delle sue più popolari composizioni. La prima rappresentazione della Terza Suite ebbe luogo con gran successo sotto la direzione di Hans von Bülow a San Pietroburgo il 12 gennaio 1885. Questo successo accompagnava sempre tutte le esecuzioni della Terza Suite.
L’idea della Quarta Suite chiamata «MOZARTIANA» nacque ancora nel 1884, ma alla sua realizzazione Piotr Ciajkovskij si mise solo d’estate del 1887 a Tbilisi, quando fu ospite di suo fratello Anatolij.
La Quarta Suite fu eseguita per la prima volta il 14 novembre dello stesso anno a Mosca, sotto la direzione di Ciajkovskij stesso. Il giorno seguente il programma musicale fu ripetuto ad un concerto di carattere divulgativo. Il successo di Ciajkovskij come compositore e come direttore d’orchestra era enorme.
Ciajkovskij trasformò per l’orchestra sinfonica quattro pièce di Mozart conservando le loro particolarità quasi in inviolabilità. Ci inserì soltanto delle piccole variazioni. Le pièce mozartiane nella Quarta Suite di Ciajkovskij appaiono in tutta la loro grandiosità, nel nuovo aspetto orchestrale. Il compositore stesso caratterizzò la sua Quarta Suite come l’«antichità nella lavorazione moderna» («старина в современной обработке»).
Si deve notare che tutte e quattro le suite per orchestra di Ciajkovskij sono grandiose e val la pena di ascoltarle e di averle a casa in qualità di cd. È una musica formidabile e per tutti gli appassionati della musica di Ciajkovskij questo cd presentato sarà un vero regalo. Il CD registrato nel lontano 1985 dall’Orchestra Sinfonica dell’URSS sotto la direzione del celebre maestro Evghenij Svetlànov (Евгений Светланов). Indubbiamente queste registrazioni delle Suite no.3 e n.4 di Ciajkovskij sono tra le migliori che esistono. Buon ascolto con il nostro forum ARCARUSSA!

ZAREVICH

Zarevich - Giovedì, 12 Agosto 2010, 06:37
Oggetto: «MUSICA SINFONICA DI CIAJKOVSKIJ»
Aleksandr Dolzhànskij Александр Должанский
«MUSICA SINFONICA DI CIAJKOVSKIJ»
«СИМФОНИЧЕСКАЯ МУЗЫКА ЧАЙКОВСКОГО»
Casa Editrice «MUZYKA» Leningrado 1981 (Pagine 208)
Издательство «МУЗЫКА» Ленинград 1981


Il libro del celebre musicologo russo Aleksandr Dolzhànskij «MUSICA SINFONICA DI CIAJKOVSKIJ» è uscito per la prima volta nel 1965 e in seguito sono state pubblicate diverse nuove edizioni. Io ho un’edizione del 1981 e vorrei consigliare questo libro a tutti quelli che amano la musica sinfonica di Piotr Ciajkovskij.
Il fatto è che questo libro è una piccola enciclopedia o vademecum per tutte le composizioni sinfoniche o per orchestra di Ciajkovskij, con un’analisi accurata e dettagliata di ogni composizione per orchestra. Tutte le sei sinfonie più la settima “Manfredo”, tutte le fantasie per orchestra e ouverture e le tre suite per orchestra. Passo dopo passo l'autore presenta tutte le opere sinfoniche di Ciajkovskij. Questo libro è una vera scoperta per gli appassionati di Ciajkovskij.

INDICE
1. Sinfonia No.1 «SOGNI INVERNALI» in sol minore, Op.13 (1866; riveduta nel 1874)
2. Sinfonia No.2 in do minore, Op.17 (1872-79)
3. Sinfonia No.3 in re minore, Op.29 (1875)
4. Sinfonia No.4 in fa minore, Op.36 (1877)
5. Sinfonia No.5 in mi minore, Op.64 (1888)
6. Sinfonia No.6 «PATETICA» in si minore, Op.74 (1893)
7. Sinfonia «MANFREDO», Op.58 (1885)
8. «L’URAGANO» («ГРОЗА») Composizione per orchestra, Op.76
9. «FATUM» («ФАТУМ»), Poema per orchestra, Op.77
10. «ROMEO E GIULIETTA» («РОМЕО И ДЖУЛЬЕТТА»), Ouverture fantastica (1869)
11. «LA TEMPESTA» («БУРЯ»), Op.18 (1873)
12. «FRANCESCA DA RIMINI» («ФРАНЧЕСКА ДА РИМИНИ»), Fantasia sinfonica, Op.32 (1876)
13. «CAPRICCIO ITALIANO» («ИТАЛЬЯНСКОЕ КАПРИЧЧИО»), Op.45 (1880)
14. «SERENATA PER ORCHESTRA D’ARCHI» («СЕРЕНАДА ДЛЯ СТРУННОГО ОРКЕСТРА»), Op.48 (1880)
15. «ANNO 1812» («1812 ГОД»), Ouvertire, Op.49 (1880)
16. «AMLETO» («ГАМЛЕТ») Ouvertire fantastica, Op.67a (1888)
17. «VOJEVODA» («ВОЕВОДА»), Ballata musicale, Op.78
18. La Prima Suite per orchestra in re minore, Op.43
19. La Seconda Suite per orchestra in do maggiore, Op.53
20. La Terza Suite per orchestra in sol maggiore, Op.55

Zarevich - Lunedì, 04 Luglio 2011, 11:03
Oggetto: «PIOTR ILJICH CIAJKOVSKIJ» di Klaus Mann
Klaus Mann Клаус Манн
«PIOTR ILJICH CIAJKOVSKIJ»
«ПЁТР ИЛЬИЧ ЧАЙКОВСКИЙ»
Casa Editrice «ACT» Mosca 2001 (Pagine 379)
Издательство «АСТ» Москва 2001

Klaus Mann (1906-1949) è stato uno scrittore tedesco. Conosciuto anche per la sua attività di antifascista, è stato autore di romanzi, novelle, drammi e saggi. Klaus Mann era il figlio primogenito di Thomas Mann (1875-1955) e quindi fratello di Erika Mann. Iniziò a scrivere racconti nel 1924 e nell'anno successivo divenne critico teatrale per un quotidiano di Berlino.
Nel 1935 Klaus Mann scrisse il romanzo che senza dubbio interesserà non solo gli intenditori della musica di Piotr Ciajkovskij, ma anche gli ammiratori della letteratura di qualità. Questo romanzo non è solo la biografia, ma è un immagine viva e commovente di Ciajkovskij con le sue emozioni, con le sue sofferenze e con il mondo della solitudine. Nel romanzo di Klaus Mann sono rispecchiati i complessi rapporti del compositore con i suoi colleghi, con la società, con i suoi parenti, i suoi numerosi viaggi per la Russia e all’estero e i ricordi della sua infanzia. Oltretutto nel libro di Klaus Mann è presentata l’atmosfera del XIX secolo, il suo splendore e l’entusiasmo creativo, è descritta la vita di Mosca e San Pietroburgo.

Myshkin - Lunedì, 04 Luglio 2011, 13:12
Oggetto: Re: «PIOTR ILJICH CIAJKOVSKIJ» Di Klaus Mann
Ottima segnalazione, Zarevich!

Questo interessantissimo libro di Klaus Mann – che, ripetiamo, fu il primo figlio (1906-1949) di Thomas Mann – fortunatamente è stato pubblicato in Italia da Garzanti nel 1996, col titolo “Sinfonia patetica: un romanzo su Ciajkovskij” (Il titolo originale era “Symphonie Pathétique”).
Integro la recensione con un’altra utile descrizione, dell’edizione italiana:

Nel 1935, dopo l'emigrazione dalla Germania nazista, Klaus Mann traccia con Sinfonia patetica un appassionato ritratto di Ciajkovskij e della sua personalità di artista cosmopolita e tormentato.
Con attenzione partecipe ai meccanismi reconditi della creazione musicale, Mann spia il suo personaggio, ne osserva gli incontri con i grandi musicisti del tempo, segue le tappe di una peregrinazione affannosa nelle grandi capitali della musica. Si delinea così uno scenario di potente evocazione storica, in cui i luoghi, i personaggi e le atmosfere fin de siècle s'intrecciano con i contorni di una personalità radicalmente solitaria, consapevole della fatuità della vita e della caducità anche della creazione artistica.
In Sinfonia patetica Klaus Mann realizza una sorta di identificazione totale con Ciajkovskij: «Di lui nulla mi era estraneo e tutto ho potuto descrivere, le sue inquietudini nevrotiche, i suoi complessi, le sue estasi, le sue paure, l'insopportabile solitudine in cui fu costretto a vivere, il dolore che volle trasformarsi di continuo in melodia e in bellezza».


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«Voglio partire», pensò. «Partirò oggi stesso. Essere altrove, meglio se in nessun luogo, purché non qui».
La primavera a Firenze era magnifica in quella profumata notte di marzo. Petr Il'ic era uscito sul balconcino della stanza di lavoro, che faceva parte del suo appartamento. Veniva dall'Opera. Sopra i pantaloni del frac e la camicia inamidata, indossava la vestaglia di pelo di cammello. Le scarpe di vernice gli stringevano un po' e gli facevano male. «Dovrei infilare le mie pantofole», pensò. «Sarebbe un piacevole sollievo liberarmi di queste dannate scarpe di vernice». Non si decideva, tuttavia, in alcun modo ad abbandonare il balcone per andare a prendere le pantofole nella camera da letto.
Così rimase fermo, i gomiti poggiati sul parapetto di pietra, il volto tra le mani. «Qui le stelle hanno uno splendore assia più forte che a casa, in Russia», pensò Petr Il'ic, respirando a fondo. «Anche gli odori sono più forti e più dolci. A Frolovskoe, forse, c'è ancora neve. Ma in taluni punti si scioglie e là si cominciano a intravvedere modesti fiorellini, così lucidi e commoventi. E su questi che dovrei chinarmi, ma accanto a me sta ritto un giovane, che tenta di appallottolare la poca neve umida che si va sciogliendo. Perché non sto sempre in Russia? Vorrei toccare con le mie dita una betulla, sì, ne ho un gran desiderio, darebbe frescura alle mie dita, nulla al mondo è più piacevole da toccare di una betulla russa nella primavera incipiente. È davvero una pazzia da parte mia intraprendere viaggi assolutamente insensati. Solo a casa posso veramente respirare. Non voglio più vedere cipressi e statue di marmo. Questi profumi fin troppo dolci non mi danno alcun senso di benessere, al contrario: disgusto, piuttosto. Poi non so nemmeno da quali cespi fioriti provengano.
A Frolovskoe, conosco tutte le piante. «Che idea da parte mia, recarmi all'Opera stasera! Non è stato soltanto un errore, ma probabilmente anche un peccato. Oggi ho ricevuto la notizia che la buona moglie del mio buon Aleksej è morta, in seguito alla sua tosse secca. Dapprima ho singhiozzato un poco, ma il mio posto in palco per la «Lucia di Lammermoor» non ho voluto restituirlo. Per punizione, ho dovuto subire una rappresentazione miseranda. La musica di Donizetti è piena di idee attraenti ma com'è assurdo il testo! Allora, quello che il buon Modest ora sta preparando per me, vale certo di più. E quella signora drammaticissima aveva, purtroppo, una voce completamente sfiatata. Sapeva cantare, bisogna ammetterlo - visto che Lucia impazzisce, aveva da sfoggiare trilli di coloratura a non finire: e l'ha fatto in modo grandioso. Il pubblico aveva pienamente ragione di gridare, con tanto entusiasmo, da capo! La povera Lucia è stata costretta a ripetere tutto intero il suo abilissimo accesso di follia, la seconda volta l'ha fatto senza parrucca: con i suoi capelli neri naturali, aveva un'aspetto un po' più garbato che non con tutti quei ridicoli riccioli biondi».
Petr Il'ic, tutto solo sul suo poggiolo nella calda notte italiana, ebbe una risatina sprezzante, ripensando alla serata operistica - com'era ridicolo, ridicolissimo il coro nei gonnellini scozzesi a quadri, e com'era grottesco che vi fossero palme in un parco inglese! - una piccola risatina, che spaventò lui stesso; perché è sempre un po' inquietante esser costretti a ridere, in solitudine, tra sé. «Comunque, è stato enormemente ingiusto da parte mia uscire appena dopo aver appreso che la buona moglie di Aleksej era morta», concluse pieno di rimorso. «Peraltro, mi sembra che «La Dama di picche» sia proprio miglioredi questa «Lucia di Lammermoor». Il lavoro all'opera era progredito molto rapidamente a Firenze. Petr Il'ic l'aveva iniziato in gennaio. A metà marzo era già quasi compiuto - Modest non ce l'aveva quasi fatta a stargli dietro, scriveva più lentamente di quanto Petr Il'ic non componesse. Gli amici di Pietroburgo si erano inquietati di un tal frettoloso ritmo di lavoro: il direttore d'orchestra Nápravnik e il grasso Laroche lo ammonivano dal precipitare le cose. Ma Petr Il'ic continuò a comporre, come se avesse alle spalle qualcuno che lo aizzasse. «L'opera, malgrado tutto, diventerà una cosa elegante!», scriveva spavaldamente a uno degli amici.
L'incarico di comporre «La dama di picche» gli era venuto, in Russia, dall'intendente VsevoloVskij; questi voleva assolutamente un'opera di Tchaikovsky per la prossima stagione. Il balletto infatti, malgrado il giudizio freddino dello zar e le critiche dei giornali che l'avevano straordinariamente svalutato, era diventato un forte successo di cassetta: le rappresentazioni erano tutte esaurite, al pubblico piaceva «La bella addormentata».
Tutto ciò, però, era già lontano, dileguato in una lontananza innocua e beata. Da allora, in quei due mesi di tesa e febbrile attività, Petr Il'ic si era completamente inserito e trasferito a vivere e sognare nella sfera carica di drammaticissimo pathos della novella di Puskin, da cui Modest traeva il testo per lui - un libretto un po' prolisso (occorreva eventualmente abbreviare), che non aveva però perduto interamente il grande respiro poetico di Puskin. V'infuriavano passioni, amori violentissimi e splendore festoso, seguiti da orrore, fiotti di sangue, disperazione, follia e rovina.
La passione del povero e temerario giovinetto Hermann per il gioco delle carte è ancora più forte del suo grande amore per la fanciulla Liza. Quando Petr Il'ic rifletteva su che cosa lo avesse affascinato nell'argomento della «Dama di picche», doveva dirsi ch'era forse stata proprio quella tragica e fatale passione del giovane protagonista - la passione cieca per il tavolo da gioco. Tchaikovsky infatti, molto esperto della dissipazione sentimentale, sapeva come fosse pressoché indifferente in quale chimera s'impegni insensatamente, con inutile sacrificio, la passione. La tragedia di Hermann lo commuoveva perché gli era assolutamente comprensibile.
Tra questo giovinetto e la sua ragazza, s'erge la nonna di Liza, la vecchia contessa, una vegliarda terribile. E lei - così ritiene l'accecato Hermann - a conoscere il segreto delle tre carte, con cui è possibile vincere il gran gioco. Per apprenderlo - o se necessario estorcerlo - il giovane ossessionato penetra nottetempo nella camera da letto della vecchia. Ella però ne è talmente atterrita da morirne, prima ancora di poter aprire le labbra per rivelare la fortunata formula. Scomparsa la speranza, ciò che resta è disperazione: quel che segue sono rimorsi, pazzia e morte. La tragedia termina nella sala da gioco. Nel frattempo, infatti, la vecchia contessa, apparsa come fantasma al giovane sconvolto, ha potuto rivelargli le tre carte imbattibili, causa della sua morte. Con due di esse, Hermann aveva potuto vincere un patrimonio; con la terza intende moltiplicare a dismisura il proprio tesoro, ma ecco che, con obbrobriosa distrazione, getta sul tavolo, invece della carta prescritta, la dama di picche, perde tutto e si precipita a trapassarsi il cuore con la spada, mentre il fantasma della raccapricciante contessa-nonna appare trionfante sulla scena.
In quali enormi effetti si è, stavolta, tramutato l'accumulo dei sentimenti, che tendono a liberarsi in suoni! Questa volta, Petr Il'ic è altamente soddisfatto ed egli stesso sconvolto di ciò che è stato capace di tirar fuori. Il suo commosso pensiero è: «Eccezionalmente, l'Essere severo, remoto, è stato misericordioso con me. Mi ha mandato idee singolarissime - come gli sono grato! Il motivo della vecchia contessa, per esempio - questo motivo che contiene il segreto delle tre carte e che consiste unicamente di tre suoni, tre suoni cupi, pizzicati dai contrabbassi, che sono come il fantomatico bussare contro una porta serrata: che motivo mozzafiato è questo, ne sono terrorizzato al solo pensarci! La rovina di Hermann, quel mio povero ossesso, mi ha commosso fino alle lacrime e quanta musica aggraziata, magnifica l'ha preceduta! I giochi di Liza con le sue amiche; il ballo in costume con l'ingresso dell'imperatrice Caterina, in un finale di grande effetto; la pazzia di Hermann e il grande orrore dell'apparizione spiritica. Sicuramente stavolta non sosterrò in seguito che sia tutto malriuscito. A1 contrario, sono fermamente convinto che tutto sia davvero riuscito insolitamente bene».
Non si rendeva assolutamente conto di aver provato assai spesso una tale violenta soddisfazione a lavoro appena compiuto, e che essa soleva - solo qualche tempo dopo - capovolgersi in dubbi amarissimi e oltremodo esagerati. Pensava invece, trionfante: «Le settimane solitarie in questo brutto e troppo costoso appartamento d'albergo, che mi ha rovinato del tutto finanziariamente - mio Dio: costa ventisette lire al giorno! - queste settimane spesso disperanti non sono certo state perdute. Del resto, avrebbero potuto essere ancora peggiori. Ma ho avuto con me Nasar».
Nasar, il giovane servo di Modest Tchaikovsky, aveva accompagnato Petr Il'ic a Firenze, poiché Aleksej era trattenuto a Mosca dalla tosse secca della moglie. Petr Il'ic non doveva essere scontento del cambio: Nasar era un tipo un po' assonnato, ma bravo, paziente e compiacente da ogni punto di vista. Il buon Modest, bisognava ammetterlo, se ne intendeva di giovani.
«Quel poveraccio ha certo avuto, in tutto questo tempo, una tremenda nostalgia», pensava Petr Il'ic sul suo poggiolo, in quella notte italiana. «E ha certo sofferto per tutti i miei capricci. Ma non s'è fatto accorgere di nulla. È stato ogni giorno della medesima un po' pigra allegrezza, sempre premuroso, sempre ridanciano. Gliene sono grato, di esser stato qui. Senza di lui, non avrei potuto certo terminare il mio lavoro. È stato un lembo di Russia - un lembo di patria, buono e familiare, vicino a me. Ora, voglio portarlo ancora con me a Roma. Speriamo che Roma lo diverta un poco. Probabilmente, vi resteremo alcune settimane; ma forse anche solo alcuni giorni. Perché potrebbe darsi che, a Roma, io non mi trovi affatto bene. Mi attendono, ancora una volta, tanti ricordi, dal sapore amaro. E passato molto tempo da quando sono stato l'ultima volta a Roma, allora mi aveva accompagnato Modest, e intanto, quanto tempo è dileguato e sprofondato nell'abisso - siamo tuttora gli stessi di quel ch'eravamo allora? Ahimè, trovo che siamo tanto mutati, estraniati a noi stessi, divenuti diversi, per la tacita, poderosa potenza del tempo che scivola via. Sì, a Roma penserò giorno e notte a come era la volta precedente. Non riesco dunque a staccarmi da ciò che è passato? Perché mi possiede in tal modo? Non mi riuscirà dunque mai di liberarmene? Non ho forse un oggi? Ma qual è dunque il mio oggi?
«Qual è dunque il mio oggi?», riflette assorto Petr Il'ic sul balcone del suo troppo costoso appartamento di un albergo italiano - il suo giovane servo dorme due stanze più in là, russando leggermente nella sua cameretta. «Non sono abbastanza forte per trattenerlo, per goderlo, per amarlo?», medita l'uomo solitario sulle soglie della vecchiaia. …Forse che il mio sentimento viene meno di fronte al presente? Qual è il nome del mio presente?».
Aveva alle spalle un grosso lavoro, la tensione estrema di tutte le proprie energie - il sentimento che tende alla liberazione si era tramutato in effetti d'enorme portata - ora, si sentiva a un tempo sfinito ed eccitato: svuotato e pronto a nuove avventure. Protese il volto esausto a quella notte primaverile, quella notte di marzo d'un paese straniero, col lume delle sue stelle, con i suoi profumi. Ma il cuore fiaccato eppure pronto, chiede: Qual è il nome del mio presente?
Ed ecco avanzare verso di lui, nella notte straniera, un nome: VLADIMIR. Ecco colmarne l'oscurità d'uno splendore e d'un fruscio lungo e gradevole - come uno scampanìo, sulla Firenze addormentata.
Deciditi ancora una volta, oh cuore fiaccato eppure pronto! Deciditi, e stavolta interamente! Ti sei abbastanza allenato soltanto e preparato! Questa volta, ne sarai completamente assorbito! Non ti difendere!
Hai chiesto, ed eccoti la risposta. E venuta con una tale forza da lasciarti quasi tramortito. E venuta come un gran frusciare e lampeggiare, e come un'improwisa fitta dolorosa in pieno petto. Fa tanto male che tu, con un gran gesto selvaggio e angoscioso, premi sul cuore la tua mano pesante. Lasci a un tempo cadere la fronte e un'alterazione si distende sul tuo volto, come se lo sguardo fosse rimasto abbagliato da una luce troppo violenta apparsa nel cielo buio, che tutto ha trasformato col suo spietato chiarore.

Zarevich - Giovedì, 28 Luglio 2011, 05:18
Oggetto: «CIAJKOVSKIJ A PIETROBURGO»
Aleksandr Poznànskij Александр Познанский
«CIAJKOVSKIJ A PIETROBURGO»
«ЧАЙКОВСКИЙ В ПЕТЕРБУРГЕ»
Casa Editrice «Kompositor» San Pietroburgo 2011 (Pagine 544)
Издательство «Композитор» Санкт-Петербург 2011

Pietroburgo è una città carica di destino nella vita di Piotr Ciajkovskij. Proprio nella capitale russa di allora lui decise di dedicarsi alla musica e sul palcoscenico del Teatro Mariìnskij si svolsero le prime grandiose delle sue opere liriche e dei suoi balletti. A Pietroburgo Ciajkovskij è riconoscente per la qualità dell'animo e per l’esperienza professionale che determinarono tutta la sua attività artistica successivamente. Visse a Pietroburgo più di 16 anni, Ciajkovskij ci tornava spesso. Sulle rive della Neva lui morì nell'autunno del 1893.
Nel presente libro «CIAJKOVSKIJ A PIETROBURGO» («ЧАЙКОВСКИЙ В ПЕТЕРБУРГЕ») sulla base delle corrispondenze private del compositore, sulla base dei rari ricordi dei suoi contemporanei ed anche delle nuove ricerche d’archivio è presentato il ruolo poliedrico della città di San Pietroburgo nella biografia del grande compositore russo.
L’autore del libro Aleksandr Poznànskij (Александр Познанский) è un grande specialista ed esperto, che ha dedicato a questo argomento alcuni decenni studiando la vita e l'opera di Ciajkovskij e ha pubblicato una serie delle sue ricerche autorevoli su Ciajkovskij in russo, in inglese, in tedesco e in giapponese.
Questo libro è riccamente illustrato e contiene tutti gli indirizzi pietroburghesi del compositore. È un notevole lavoro scientifico che abbraccia tutto il periodo pietroburghese di Ciajkovskij. Resta da sperare che il lavoro prossimo di Aleksandr Poznànskij sarà il libro Ciajkovskij a Mosca, nella città dove il compositore passò anche molti anni insegnando al Conservatorio. Speriamo bene!

Zarevich - Martedì, 24 Febbraio 2015, 07:38
Oggetto: «CIAJKOVSKIJ A ROMA» «Capriccio Italiano»
Ghennadij Pozhidàev Геннадий Пожидаев
«CIAJKOVSKIJ A ROMA» «Capriccio Italiano»
«ЧАЙКОВСКИЙ В РИМЕ» «Итальянское каприччио»
Casa Editrice «Muzyka» Mosca 1976 (Pagine 40)
Издательство «Музыка» Москва 1976

«Capriccio Italiano» («Итальянское каприччио») una delle interessanti composizioni sinfoniche di Piotr Ciajkovskij che ha gran successo di pubblico. L’autore del libro racconta in modo semplice e avvincente la storia del «Capriccio Italiano» e rivela la sua immagine musicale. La prefazione per il libro è stato scritto dal celebre compositore russo Dmitrij Kabalèvskij (Дмитрий Кабалевский).
Piotr Ciajkovskij era un compositore universale. Oltre a tre balletti, opere liriche e concerti per pianoforte e violino, Ciajkovskij è un autore di sette sinfonie + la sinfonia «Manfred». Ma Ciajkovskij scrisse anche qualche composizione per orchestra, le ouverture-fantasia sinfoniche fra le quali è «Capriccio Italiano» («Итальянское Каприччио») in la maggiore, Op.45. Data composizione prima rappresentazione: 1880 Mosca.
Tutta la composizione è un susseguirsi di danze, un mosaico di luminose melodie popolari che incalzano l'una dietro l'altra senza un criterio ben definito. Una trascinante tarantella, dai ritmi coinvolgenti e veloci secondo il consueto divertimento Ciajkovskiano, termina il Capriccio. I tempi principali sono: Andante un poco rubato, Allegro moderato, Andante, Presto, Allegro moderato, Presto, Più presto, Prestissimo. Durata 15 minuti.



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kenshiro - Giovedì, 14 Maggio 2015, 13:57
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Una delle sinfonie che amo di più è la n. 1 ''Sogni d'inverno''; quando ero piccolo ascoltavo, in 45 giri, un documentario ''Epoca presenta le voci meravigliose della natura'' di Walter Bonatti; tale documentario, nel lato B soprattutto, aveva come colonna sonora tutta la sinfonia ''sogni d'inverno'' che mi accompagnò per tutta l'infanzia. Quando, a distanza di anni, riascoltai la sinfonia n. 1, rivissi quei momenti dell'infanzia, il canto degli uccelli frammisto alle note del I movimento e la voce narrante di Bonatti che parlava delle creature del bosco con quelle note un po' misteriose dell'incipit della sinfonia.
Una emozione che mi suscita ancora oggi l'ascolto di questa meravigliosa composizione, bella e misteriosa al tempo stesso, con il suo Adagio che sembra trasportarci in una landa desolata.

Zarevich - Sabato, 16 Maggio 2015, 11:42
Oggetto: «CECHOV E CIAJKOVSKIJ»
Jevghenij Balabanòvich Евгений Балабанович
«CECHOV E CIAJKOVSKIJ»
«ЧЕХОВ И ЧАЙКОВСКИЙ»
Casa Editrice «Moskovskij rabocij» Mosca 1978 (Pagine 184)
Издательство «Московский рабочий» Москва 1978

Gli stretti contatti, la vicinanza artistica di Anton Cechov e Piotr Ciajkovskij è una delle pagine emozionanti della storia d’arte russa. I due nomi sono paragonati.

Zarevich - Domenica, 31 Maggio 2015, 10:33
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Piotr Ciajkovskij Пётр Чайковский
«I CORSIVI E GLI APPUNTI MUSICALI» 1868-1876
«МУЗЫКАЛЬНЫЕ ФЕЛЬЕТОНЫ И ЗАМЕТКИ» 1868-1876
Casa Editrice «Librokom» Mosca 2012 (Pagine 440)
Издательство «Либроком» Москва 2012

Il libro del compositore russo Piotr Ciajkovskij in cui sono raccolti i suoi articoli di critica scritti dal 1868 al 1876.


Zarevich - Domenica, 31 Maggio 2015, 13:41
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
LA BANCA DATI ELETTRONICA «CIAJKOVSKIJ, IL MONDO APERTO»
ЭЛЕКТРОННАЯ БАЗА ДАННЫХ «ЧАЙКОВСКИЙ, ОТКРЫТЫЙ МИР»

Nel 2015 nel portale del patrimonio culturale della Russia (www.culture.ru) ha cominciato a funzionare la banca dati alla portata di tutti e di carattere divulgativo «Ciajkovskij, Il Mondo Aperto» («Чайковский, Открытый Мир») che rappresenta i testi manoscritti del celebre compositore russo.
Il patrimonio culturale o il «retaggio di manoscritti» («рукописное наследие») comprese tutti i documenti, tutti i testi scritti dal compositore, i manoscritti, le lettere, gli appunti di diario ecc.

LA PAGINA DELLA BANCA DATI
http://www.culture.ru/project/tchaikovsky

Zarevich - Sabato, 11 Luglio 2015, 13:00
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Jurij Tjulin Юрий Тюлин
«LE COMPOSIZIONI DI CIAJKOVSKIJ» Analisi strutturale
«ПРОИЗВЕДЕНИЯ ЧАЙКОВСКОГО» Структурный анализ
Casa Editrice «Muzyka» Mosca 1973 (Pagine 276)
Издательство «Музыка» Москва 1973

Nella presente edizione è presentata un’analisi dettagliata delle composizioni strumentali di Piotr Ciajkovskij.

kenshiro - Sabato, 10 Ottobre 2015, 07:10
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
A proposito della bellissima sinfonia 1 di Cajkovskij "Sogni invernali", so che Cajkovskij si rifa un po' al folklore della Maslenitsa. tuttavia mi sembra che non citi testualmente nessun canto popolare, se non nel 4° movimento il canto "Sbocciavano i fiori" (se non erro). Il primo tema del primo movimento è una specie di notturno, ha uno stilema russo, ma non so se citi qualche canto , non credo; il tema dell'Adagio, come dice giustamente Zarevich, è già presente nel "Temporale", credo che sia l'op 18 ( se non sbaglio), somiglia a vari canti, ma forse anch'esso è originale come melodia. Dello Scherzo non so; del quarto movimento so che c'è la effettiva citazione del canto "Sbocciavano i fiori", se non sbaglio (se magari qualcuno me lo può postare).

Zarevich - Sabato, 10 Ottobre 2015, 14:53
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Carissimo amico! Hai ragione, nella Prima sua Sinfonia «I Sogni Invernali» («Зимние Грёзы») Ciajkovskij si rifa al folklore della Festa di Màslenitsa, cioè il Carnevale russo e non ci cita nessun canto popolare. Il primo movimento della Sinfonia comincia con il suono appena percettibile dei violini, i quali ricordano una specie del sussurro dal vento della neve «secca». È un’aria di gelo risuonata. È l’inverno russo.

No, l’Ouverture «Temporale» o «L’Uragano» («Гроза») è l’Opus 76. È scritta sull’omonima dramma di Aleksandr Ostrovskij, invece l’Op.18, di cui tu scrivi, è la Fantasia Sinfonica «La Tempesta» («Буря») su Shakespeare.

P.S.
«L’Uragano» («Гроза» «Grozà»). È un’ouvertura mi minore, Op.76 per il dramma ononimo di Aleksandr Ostròvskij (Александр Островский). Ciajkovskij la scrisse in 1864 come un compito studiando al conservatorio da Anton Rubinstein. Ma quest’ouvertura non piacque al maestro Rubinstein e in risultato non era mai eseguita durante la vita di Ciajkovskij. Solo nell’anno 1896 dopo la morte di Ciajkovskij era eseguita a San Pietroburgo. Ciajkovskij scelse il dramma di Ostrovskij per i suoi tesi non per caso. Ostrovskij era il suo amato drammaturgo e Ciajkovskij sognava di scrivere l’opera lirica su questo soggetto.

«La Tempesta» («Буря» «Bùria»), fantasia sinfonica, Op.18 sulla tragedia di William Shakespeare. La prima esecuzione nel 1874 a San Pietroburgo da Eduard Napravnik. Dalla vita di Ciajkovskij «La Tempesta» era una delle più eseguite fantasie per orchestra.
Data composizione: Agosto 1873
Prima rappresentazione: Mosca, 19 dicembre 1874
Dedicata a Vladimir Stàssov (teorico del "Gruppo dei Cinque")



Nel quarto movimento Ciajkovskij cita la canzone popolare russa «Sbocciavano i fiori» («Цвели цветики»):


Цвели, цвели цветики да сповяли, = Sbocciavano i fiori, ma sono appassiti,
Любил парень девушку да спокинул. = Amava un ragazzo, una signorina, ma l’ha lasciata.

Уезжает миленькай в городочек, = Sta partendo, caro amico, per una città,
А я за своим миленьким воследочек. = Io invece seguo le sue tracce.

Платочком махала, мил не видит, = Sventolavo un fazzoletto, ma lui non vedeva,
Напрасно кричала, мил не слышит. = Gli gridavo invano, ma lui non sentiva.

Тяжело вздохнула, повернулся, = Ho sospirato gravemente, lui si è voltato,
Повернулся миленькай, усмехнулся. = Si è voltato, caro amico, e se l’ha risa sotto i baffi.



Come vedi, caro amico, non è canzone allegra.


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kenshiro - Giovedì, 15 Ottobre 2015, 13:47
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Grazie Zarevich, sei stato esauriente in merito alla sinfonia 1.
Parliamo ora della sinfonia 2 di Cajkovskij; mi rivolgo a te , perché effettivamente le fonti italiane possono essere non corrette; nel testo di Bellingardi su Cajkovskij c'è scritto che, nel primo movimento, Cajkovskij, cita la VARIANTE UCRAINA, molto diffusa in Ucraina, della canzone lungo la Madre Volga"; sembra proprio così, anche se io non trovo che il tema sia proprio "uguale uguale" a quello della Madre Volga, non so neanche se il tema presente sia una variante popolare oppure una variazione originale di Cajkovskij: volevo chiederti una opinione in merito; sempre tale libro dice che, nella parte centrale del secondo movimento, Cajkovskij cita la canzone "fila mia filatrice"; nello scherzo non cita nessun canto, ma usa uno stilema comunque "russo"; nel quarto movimento cita e basa il finale sulla canzone "la gru": questo effettivemente è vero e mi ricordo che il canto la gru me lo avevi postato; i miei dubbi sono sul primo movimento e sull'andante.

Zarevich - Giovedì, 15 Ottobre 2015, 16:46
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
CARISSIMO AMICO!
La Seconda Sinfonia fu scritta da Ciajkovskij in estate del 1872. Il mese di giugno Ciajkovskij lo passò nel podere Kàmenka dai parenti di sua sorella Aleksandra. Non casualmente al finale suona la nota canzone «La Gru» («Журавель»). Più tardi la Seconda Sinfonia acquistò notorietà sotto il titolo La «Sinfonia della Piccola Russia» («Малороссийская Симфония») o la «Sinfonia con la Gru» («Симфония с журавлём»). «Maloròssia» cioè la «Piccola Russia» è il nome storico dell'Ucraina. Ma la Sinfonia No.2 non si chiama «ucraina». È un frutto della fantasia dei «saggi» occidentali.
Il Primo movimento comincia dall’introduzione lenta. Si sentono dei motivi della famosa canzone russa popolare «Navigare verso la foce del Volga» o «Lungo Madre Volga» («Вниз по матушке по Волге»): «madre Volga» = nella lingua russa i fiumi hanno genere femminile.
Il Secondo movimento: la processione nuziale dall’opera lirica di Ciajkovskij «Undina» che è stata distrutta dal compositore. Poi si sente la melodia della canzone popolare «Fila mia filatrice» («Пряди, моя пряха»). La marcia sembra un po’ ingenua, come nel gioco dei bambini.
Il Terzo movimento: La bettola musicale. A volte si sentono delle note di offesa, di minaccia, di paura, ma ritorna la musica della prima parte e tutto porta via con la gaiezza furiosa.
Nel Finale domina il tema della canzone «La Gru» («Журавель»). L’inizio è solenne e maestoso. Si presentano le scene della fiera. Le melodie nel movimento impetuoso e infervorato. Si crea un’immagine romantica. La conclusione è con la fantasia sbrigliata e fervida, con l’esultanza. La dinamica cresciuta della melodia decanta e porta alle nuove altezze della nostra vita. Si vuole vagheggiare un'idea nuova e bella!

«Lungo Madre Volga»

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«Lungo Madre Volga» Canta Fiodor Shaljapin

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«Lungo Madre Volga» Canta Coro del Monastero della Candelora di Mosca

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kenshiro - Giovedì, 15 Ottobre 2015, 17:47
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Grazie Zarevich, da te ho trovato le risposte che non trovo nei testi dei compositori.

kenshiro - Sabato, 31 Ottobre 2015, 06:42
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Ciao Zarevich, oltre ai temi citati della sinfonia 1 e 2 (di cui abbiamo abbondantemente parlato), oltre ai canti popolari citati nel concerto 1 per pianoforte (ove c'è il canto dei mendicanti ciechi, se non sbaglio), nell'ouverture 1812 e nella marcia slava op 31, ci sono altre composizioni di Cajkovskij in cui ci sono vere citazioni di canti popolari? Forse non ve ne sono altre.

Zarevich - Sabato, 31 Ottobre 2015, 14:25
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Carissimo amico!
Fra poche composizioni di Ciajkovskij scritte per il teatro di prosa (drammatico) un posto particolare occupa la musica per lo spettacolo «La Fanciulla di Neve» («Снегурочка» = «Snegùrochka», Op.12) secondo la fiaba del drammaturgo russo Aleksandr Ostròvskij. Non sbagliare con l’opera lirica «La Fanciulla di Neve» («Снегурочка») di Nikolaj Rimskij-Korsakov composta anche secondo la fiaba di Ostrovskij. La fiaba per teatro di Ostrovskij «La Fanciulla di Neve» ha il secondo titolo «La Fiabetta Primaverile» («Весенняя Сказочка»). La sua pièce per teatro Aleksandr Ostrovskij scrisse nel 1873. Nello stesso anno Ciajkovskij scrisse su richiesta di Ostrovskij la musica per lo spettacolo drammatico. L’Opera di Rimskij-Korsakov invece fu scritta nel 1881.
«La Fanciulla di Neve» incantò Ciajkovskij con la sua poeticità dei costumi del popolo e delle credenze popolari. Alcuni frametti Ciajkovskij prese dalla sua opera lirica incompiuta «L’Ondina» («Ундина»). Quasi tutti episodi di «La Fanciulla di Neve» contengono i prestiti diretti dal folclore russo. Per Ciajkovskij gli anni 60’ e 70’ erano un periodo dell’interesse per l’arte popolare. Ciajkovskij scrisse una raccolta «50 canzoni popolari russe per pianoforte in 4 mani» («50 русских народных песен для фортепиано в 4 руки», 1868-1869). La composizione «La Fanciulla di Neve» è satura della melodica autentica del folclore russo. Oltre a due canzoni popolari «In campagna cresce un piccolo tiglio» («Ай, во поле липенька») e «Noi seminavamo il miglio» («А мы просо сеяли») ci sono ancora 10 canti popolari.
«La Fanciulla di Neve» di Ciajkovskij contiene 20 pezzi musicali.

http://www.arcarussa.it/forum/viewtopic.php?p=17821#p17821

«La Danza dei giullari» («Пляска скоморохов») dalla «La Fanciulla di Neve» di Piotr Ciajkovskij

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Zarevich - Sabato, 31 Ottobre 2015, 16:37
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Caro amico!
Volevo raccontarti una cosa. Più di dieci anni fa io essendo uno degli utenti di un forum musicale italiano, ci ho preso parte ad una discussione forumistica. La domanda del topic suonava approssimativamente così «Quale musica natalizia è la più bella?». Quel forum era dedicato esclusivamente alla musica classica. La gente scriveva molti post, enumerava, elencava e specificava dettagliatamente moltissime composizioni della musica mondiale. Anch’io sono venuto e ci ho scritto che la più bella musica natalizia è senz’altro il balletto di Piotr Ciajkovskij «Lo Schiaccianoci». Mi hanno messo in ridicolo in quel forum. Che ne pensi, caro amico? Che ne dici? Perché quegli utenti, educati e colti, eccezionali e superiori, hanno espresso il proprio «sdegno»? Una cosa che mi ha stupito in modo definitivo. Sai, nessuna persona di quel lungo corrente del topic è venuta a sostenermi moralmente. Сiò sfiora i limiti dell'incredibile ha del fantastico.
Zarevich

kenshiro - Domenica, 01 Novembre 2015, 09:01
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Sono d accordo con te zarevich

kenshiro - Giovedì, 05 Novembre 2015, 15:42
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Ciao Zarevich, l'altro giorno potevo scrivere solo dal cellulare per cui non ti potevo rispondere dettagliatamente, oggi posso farlo dal pc.
Non so se il forum di cui tu mi parli sia quello chiamato "Forum musica classica"; anche io faccio parte del forum musica classica: in tale forum ci sono utenti in gamba, con cui ho fatto anche amicizia come l'ho fatta con te (anche se tu sei più caloroso ed affettuoso), e ci sono utenti un po' meno simpatici ed un po' più aristocratici; infatti alcuni miei interventi trovano consensi, altri meno.
Io comunque concordo sul fatto che lo Schiaccianoci sia la migliore musica natalizia, per me potrebbe anche essere candidata anche ad una tra le migliori musiche in assoluto. Tieni anche presente che, a mio parere, e questo potrebbe anche essere un po' discutibile ed opinabile, pur essendo italiano, io non sono un grande amante dell'opera lirica italiana; per esempio, non sono un grande estimatore di Puccini, che trovo sopravvalutato; per dirla tutta, a Puccini io preferisco di gran lunga Cajkovskij che, per me, è meno lagnoso e più melodioso, ma, ripeto, sono giudizi opinabili e sono sicuro che, se li vado ad esprimere nel forum musica classica, mi "menano".
Non prendertela per quello che scrivono nel forum, spesso sono demolitivi, io sono un tuo grande estimatore ed amico.
Salutoni

Zarevich - Venerdì, 06 Novembre 2015, 11:19
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Grazie di tutto, caro amico! Io non me la già prendo con quel forum. Sono gli anni passati, sono dieci anni che non ci prendo parte. Qualsiasi forum è una tribuna per manifestare liberamente il proprio pensiero. A dir il vero, negli ultimi anni, la grande quantità di quei «pensieri» si è recata su twitter e su facebook. Ma quando io lo vedo, mi sento male. Per questa ragione io rimango al mio modesto forum «Arca Russa».
Sai, io invece amo la musica lirica italiana, non tutta, ma, sai, caro amico, io posso mettermi a piangere nell’ultimo atto della «Traviata», quando cantano bene. È un’unica condizione! Il bel canto nell’ultimo atto del «Trovatore», quando tutti i personaggi cantano insieme, sai, si può morire…
Sai, nell’ultimo atto, quando Norma confida a suo padre Oroveso di essere madre e lo supplica di prendersi cura dei bambini, affinché possano salvarsi, raggiungendo Roma insieme con Clotilde. Quindi sale sul rogo con l'uomo amato. Sai, caro amico, qui io mi sento un nodo. Forse sono troppo sentimentale, ma...

In mia man alfin tu sei:
Niun potria spezzar tuoi nodi.
Io lo posso.

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kenshiro - Giovedì, 12 Novembre 2015, 14:09
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Ciao, c'è un dato che vorrei sottolineare di Cajkovskij e su cui mi vorrei soffermare; all'inizio del suo percorso artistico si interessò al folklore russo e ne abbiamo abbondantemente parlato, tanto che fece sentire, se non erro, una esecuzione al piano della sinfonia 2 sotto gli orecchi entusiasti del gruppo dei 5, poi però, col passare degli anni la sua concezione artistica cambiò e, se non erro, espresse recensioni negative del Boris Godunov di Musorgskij e definì, un po' sarcasticamente, il gruppo dei 5 come "il potente mucchietto".
Mi sembra un cambio di vedute piuttosto importante.

kenshiro - Venerdì, 13 Novembre 2015, 06:48
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
A proposito di citazioni di canti popolari, come nella fanciulla di neve op 12; alcuni testi riportano che la danza araba dello schiaccianoci di Cajkovskij sia ispirata da una ninna georgiana, però non so di quale ninna nanna si tratti e pare che il ritmo sia diverso.

Zarevich - Venerdì, 13 Novembre 2015, 08:03
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Carissimo amico! Non saprei risponderti ad alcune tue domande perché non sono uno specialista nell’attività artistica di Piotr Ciajkovskij. Sono un semplice ascoltatore ed ammiratore della sua musica. Potrei dirti che «Il Gruppo dei 5» o come si chiama da noi «Могучая Кучка» («Il Potente Mucchietto») fosse una delle comunità libere. Apparì negli anni ’60 dell’Ottocento, negli anni della crescita democratica, nel campo della cultura, allo scopo dell’appoggio reciproco. «Il Potente Mucchietto» riteneva di continuare le tradizioni musicali di Mikhail Glinka e Aleksandr Dargomyzhskij.

kenshiro - Venerdì, 13 Novembre 2015, 13:51
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Grazie zarevich. E della ninna nanna georgiana cosa sai?

Zarevich - Venerdì, 13 Novembre 2015, 14:28
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Non ne posso dirti, per ora, niente. Dovrò venire a sapere. Appena avrò saputo qualcosa, ti farò sapere subito.

kenshiro - Venerdì, 13 Novembre 2015, 14:49
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
La riportano alcuni testi la ninna nanna georgiana. Ma non so quanto tale affermazione sia valida

Zarevich - Domenica, 10 Gennaio 2016, 13:12
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Arkadij Klimovitskij Аркадий Климовицкий
«PIOTR ILJICH CIAJKOVSKIJ»
Il presentimento culturale. La memoria culturale. Le interazioni culturali
«ПЁТР ИЛЬИЧ ЧАЙКОВСКИЙ»
Культурные предчувствия. Культурная память. Культурные взаимодействия
Casa Editrice «Petropoli» San Pietroburgo 2015 (Pagine 436)
Издательство «Петрополи» Санкт-Петербург 2015

La biografia di Piotr Ciajkovskij

Zarevich - Mercoledì, 13 Gennaio 2016, 22:10
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Nadezhda Tumànina Надежда Туманина
«CIAJKOVSKIJ E IL TEATRO MUSICALE»
Il libro per gli appassionati della musica
«ЧАЙКОВСКИЙ И МУЗЫКАЛЬНЫЙ ТЕАТР»
Книга для любителей музыки
Casa Editrice «Lenand» Mosca 2014 (Pagine 304)
Издательство «Ленанд» Москва 2014

Il presente libro «Ciajkovskij e il Teatro musicale» è dedicato prima di tutto ai critici musicali ed anche a tutti quelli amano la musica di Piotr Ciajkovskij.

kenshiro - Giovedì, 14 Gennaio 2016, 13:36
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
ho preso il conto dei libri dedicati al grande Petr Ilic Cajkovskij

Zarevich - Lunedì, 15 Febbraio 2016, 19:37
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Boris Assafjev Борис Асафьев
«DELLA MUSICA DI CIAJKOVSKIJ»
«О МУЗЫКЕ ЧАЙКОВСКОГО»
Casa Editrice «Muzyka» Leningrado 1972 (Pagine 374)
Издательство «Музыка» Ленинград 1972

È il celebre libro del compositore e musicologo russo Boris Assàfjev (Борис Асафьева, 1884-1949) che è dedicato alla musica di Piotr Ciajkovskij.
Senza dubbio che questo libro di Assafjev sia miglior libro della musica di Ciajkovskij. Direi che fosse un capolavoro letterario di Boris Assafjev.

kenshiro - Mercoledì, 16 Marzo 2016, 15:09
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Le melodie dell op 12 sono presenti nelle opere succesive come citazione o solo come stile?

Zarevich - Mercoledì, 16 Marzo 2016, 21:42
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Caro amico!
I pezzi musicali della sua «Fanciulla di neve» («Снегурочка»), Ciajkovskij li usò con una leggera trasformazione oppure con l’orchestrazione per l’orchestra grande. Quando si ascolta per la prima volta il ciclo sinfonico-vocale «Fanciulla di neve» che si compone di 24 pezzi di Ciajkovskij, pare che tu abbia già sentito «in qualche luogo» questa musica. Piotr Ciajkovskij lo fece con la finezza di gusto. Non dimentichiamo che nel ciclo di Ciajkovskij ci siano le tre bellissime arie vocali, per esempio le canzoni (per mezzosoprano) del pastorello Lel’.
Caro amico! Apri la tua posta privata! Ti ho scritto la risposta alla tua domanda.

kenshiro - Giovedì, 17 Marzo 2016, 15:51
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Ciao Zarevich, scusa se ti tedio con i miei quesiti, purtroppo in questo periodo di musica ne posso più parlare che ascoltarla.
Comunque ho ascoltato tutta la composizione della Fanciulla di neve di Cajkovskij ed effettivamente ci sono delle somiglianze tra le melodie della fanciulla di neve e la sinfonia 1 Sogni Invernali; si tratta di somiglianze ovviamente per me, non di vere citazioni; in modo particolare, trovo che il terzo brano (almeo per me è il brano che viene cantato dal tenore a ritmo di danza), il monologo di Frost se non sbaglio, somiglia alla melodia dell'Adagio della sinfonia 1 Sogni invernali: ripeto, si tratta di somiglianze, non di identità; correggimi se sbaglio, vorrei sapere se tu trovi altre somiglianze tra altri brani della fanciulla di neve e la sinfonia 1.
Fammi sapere, ciao.

Zarevich - Venerdì, 18 Marzo 2016, 20:53
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Carissimo amico!
Non è facile risponderti dettagliatamente alle tue domande. Si dovrebbe attentamente ascoltare tutte le due composizioni di Ciajkovskij e confrontarle. Posso dirti che quando io ascolto la Sinfonia No.1 «I Sogni Invernali», ci sento delle melodie o dei temi dalla «Fanciulla di Neve». Ma non sono le precise citazioni, ma sono delle trasformazioni.
È un processo largamente usato da Bach a Poulenc, quando un compositore le sue prime composizioni «trasferisce» parzialmente o interamente alle proprie composizioni seguenti. È una pratica assai diffusa e qui Piotr Ciajkovskij non è eccezione. Direi che proprio Ciajkovskij, come un grande melodista, il melodista eccezionale, lo faceva di meno che gli altri. Ciajkovskij aveva sempre qualcosa da dire di nuovo nelle sue opere. «La Fanciulla di Neve» è la composizione sinfonico-vocale composta apposta per il teatro di prosa. Sono le musiche per lo spettacolo drammatico. «La Fanciulla di Neve» di Aleksandr Ostrovskij è un lavoro teatrale abbastanza lungo dal soggetto epico-fiabesco.

kenshiro - Giovedì, 24 Marzo 2016, 13:56
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
http://en.tchaikovsky-research.net/pages/The_Snow_Maiden


Ciao Zarevich se leggi tutto il link che ti ho postato sopra, che spero non abbia fonti sbagliate, ci sono nell'elenco tutti i canti popolari che Cajkovskij usa nella Fanciulla di neve op 12: più o meno è come dicevi tu, dei 20 pezzi, 13 di essi (forse tu mi avevi detto 12) usano citazioni di canti popolari: la composizione è satura di folclore russo.
Ho notato tuttavia che il monologo di Frost (brano 3 del prologo) non è nell'elenco dei brani che usano canti popolari, per cui ritengo che sia una melodia originale: questa melodia è molto bella e sembra di sapore "cajkovskiano" e, nello stile, sembra anticipare altre melodie di composizioni successive.
In sintesi Cajkovski, come mi hai detto nel precedente post, è un melodista eccezionale e riesce a trasformare belle melodie in altre melodie nuove e diverse, altrettanto belle.

Zarevich - Giovedì, 24 Marzo 2016, 16:56
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Carissimo amico!
Io ho già perso il filo del discorso. Quale formula noi dobbiamo ottenere, dedurre e trascrivere? La formula di che cosa? Le citazioni musicali dal folclore russo delle composizioni dei compositori russi, compreso Piotr Ciajkovskij, è una cosa buona o cattiva? Secondo me è una cosa eccezionalmente positiva e bella. Le melodie popolari sono elaborate in modo ricercato, squisito e raffinato.

kenshiro - Giovedì, 24 Marzo 2016, 17:53
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Giusto Zarevich, elaborare melodie popolari è cosa ottima, io sto un po' studiando i canti russi e come essi "entrino" nelle composizioni trasformati.
Su Cajkovski sono stati fatti vari film.
Ti piace il film su Cajkovski "L'altra faccia dell'amore"?

Zarevich - Giovedì, 24 Marzo 2016, 18:47
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Io conosco bene il film (a soggetto) in due puntate del 1970 «CIAJKOVSKIJ» del regista Igor Talànkin («MOSFILM»). Nel ruolo di Ciajkovskij è un celebre attore Innokentij Smoktunovskij. È un film biografico che racconta la vita del compositore dall’infanzia. Il film è girato alla base della corrispondenza di Ciajkovskij e Nadezhda von Meck.
Il film «L'altra faccia dell'amore» non lo conosco, non l’ho mai visto.

https://www.youtube.com/watch?v=dyp4p9dfHbg

Zarevich - Venerdì, 25 Marzo 2016, 13:44
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Carissimo amico!
Vorrei ricordarti che nel retaggio di Piotr Ciajkovskij ci fosse una composizione che ti, spero, interesserebbe: «50 canzoni popolari russe per pianoforte a 4 mani», Op. dell’anno 1868-1869. Tutta la composizione si divide in due quaderni: Quaderno I (n.1-25) e Quaderno II (n.26-50). Mi ricordo del bel concerto alla Sala del Conservatorio di Mosca di due pianisti Nikolaj Petrov e Aleksej Cerkassov, i quali suonavano a quattro mani 50 canzoni popolari russe per pianoforte. Esiste anche la registrazione sul cd.
Questa composizione è la bellissima elaborazione di 50 canzoni popolari russe.

kenshiro - Venerdì, 25 Marzo 2016, 14:41
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Le ho sentite nominare ci sono anche nel cofanetto della cajkovskij edition le ascoltero' con piacere

Zarevich - Domenica, 27 Marzo 2016, 16:14
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Elena Sudakòva Елена Судакова
«LE STAGIONI»
«ВРЕМЕНА ГОДА»
Casa Editrice «Detstvo-Press» Mosca 2016 (Pagine 44)
Издательство «Детство-Пресс» Москва 2016

Il materiale illustrato e i testi delle conversazioni per le lezioni musicali all’asilo d'infanzia. Il manuale contiene la programmazione esemplare delle lezioni musicali con gli scolari sulla base della composizione di Piotr Ciajkovskij «Le Stagioni» («Времена Года»).

kenshiro - Giovedì, 07 Aprile 2016, 13:56
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Le stagioni sono una delle composizioni più belle di Cajkovskij.
Sono anche utilizzate molto in un corto animato della serie "tales of the old piano" dedicato a Cakovskij.

Zarevich - Lunedì, 09 Maggio 2016, 11:28
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Jurij Slonimskij Юрий Слонимский
«PIOTR CIAJKOVSKIJ E IL TEATRO DI BALLETTO DEI SUOI TEMPI»
«П.И.ЧАЙКОВСКИЙ И БАЛЕТНЫЙ ТЕАТР ЕГО ВРЕМЕНИ»
Casa Editrice «MUZGIS» Mosca 1956 (Pagine 336)
Издательство «МУЗГИЗ» Москва 1956

In questo libro si raccontano dei balletti di Piotr Ciajkovskij. Il libro è scritto dal noto musicologo Jurij Slonimskij (Юрий Слонимский, 1902-1978,) e pubblicato dalla Casa Editrice «Muzgis» nel lontano 1956.

Zarevich - Giovedì, 27 Ottobre 2016, 13:54
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
«P.I.CIAJKOVSKIJ E LA CANZONE POPOLARE»
«П.И.ЧАЙКОВСКИЙ И НАРОДНАЯ ПЕСНЯ»
Casa Editrice «MUZGIZ» Mosca 1963 (Pagine 160)
Издательство «МУЗГИЗ» Москва 1963

Il presente libro contiene tutte le citazioni musicali nelle composizioni di Piotr Ciajkovskij. Tutte le citazioni delle canzoni popolari russe.

kenshiro - Giovedì, 03 Novembre 2016, 15:55
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Di questo tema (Cajkovskij e le canzoni popolari) ne abbiamo parlato molto nel presente topic. Hai visto, Zarevich, che, se ne hanno fatto un libro, l'argomento aveva la sua importanza.

Zarevich - Giovedì, 03 Novembre 2016, 20:38
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Caro amico! Sì, hai ragione, tutte le nostre discorsi con te hanno sempre la sua importanza. Ti sei accorto dell’anno della uscita di quel libro? È l’anno 1963. Peccato che questo libro sia completamente irreperibile. Mi piacerebbe leggerlo o almeno sfogliarlo. È strano che nessuna casa editrice abbia voglia di ripubblicare questo libro.
Zarevich

kenshiro - Giovedì, 10 Novembre 2016, 17:20
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Ciao Zarevich, per restare in tema (Cajkovskij e i canti popolari russi), visto che hai segnalato quel libro sui canti popolari, mi puoi postare il canto dei mendicanti ciechi del I movimento del Concerto per pianoforte n. 1?

Zarevich - Venerdì, 11 Novembre 2016, 20:16
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Nella prima parte del Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Ciajkovskij si sentono dei temi popolari. Per esempio un motivo o una melodia dei suonatori di lira (лирники). Ciajkovskij stesso scriveva che sentì il canto dei suonatori ciechi di lira. La lira (лира) è uno strumento musicale il quale del resto non ha nulla a che vedere con la lira antica, la lira mitologica di Hermes. Ciajkovskij scrisse che tutti i suonatori ciechi suonano e cantano la stessa melodia e con lo stesso motivo.

https://www.youtube.com/watch?v=1uuC8zpmxls

kenshiro - Giovedì, 24 Novembre 2016, 15:19
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Ciao Zarevich, cosa sai a proposito dei pezzi per piano op. 40? Il n 10 (danza russa) viene ripreso dal "Lago dei cigni" e ne costituisce un adattamento per piano.

kenshiro - Venerdì, 11 Agosto 2017, 12:47
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Ciao, esiste in cd un'integrale di Cajkovskij "piano works" (tutti i lavori per piano)? Quale mi puoi consigliare, che comprenda anche i 50 pezzi per bambini (sui canti popolari)?

kenshiro - Lunedì, 28 Agosto 2017, 13:54
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Ciao Zarevich, finalmente mi sono procurato un'integrale dei lavori per piano di Cajkovskij; l'interprete è la pianista Viktoria Postnikova. In tutto sono 7 cd.

Zarevich - Lunedì, 28 Agosto 2017, 14:02
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Sì, io conosco queste registrazioni di Viktoria Postnikova. Lo sai che lei è la moglie del direttore d’orchestra Ghennadij Rozhdèstvenskij?

kenshiro - Martedì, 29 Agosto 2017, 12:34
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
No Zarevich non lo sapevo. Mi sembra un'ottima interprete.

kenshiro - Giovedì, 09 Novembre 2017, 17:25
Oggetto: Re: PIOTR CIAJKOVSKIJ (1840-1893)
Ciao Zarevich.
Parliamo di una bella composizione di Cajkovskij, una di quelle che si rifanno al folklore russo. Si tratta della Marcia slava op. 31.
Ti volevo chiedere:
in tale composizione quali canti popolari cita Cajkovskij?


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