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«MUSEO CENTRALE DELLE FORZE ARMATE DELLA RUSSIA»
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Messaggio «MUSEO CENTRALE DELLE FORZE ARMATE DELLA RUSSIA» 
 
«MUSEO CENTRALE DELLE FORZE ARMATE DELLA RUSSIA»
«ЦЕНТРАЛЬНЫЙ МУЗЕЙ ВООРУЖЁННЫХ СИЛ РОССИИ»
«CENTRAL ARMED FORCES MUSEUM RUSSIA»
http://www.cmaf.ru/

Il Museo Centrale delle Forze Armate della Russia in più di 90 anni d’attività è divenuto un possente ente di ricerca scientifica ed è riconosciuto come il centro guida della museografia militare del paese. Il Museo ha ricevuto ampi riconoscimenti internazionali. È membro collettivo del Consiglio Internazionale dei Musei (ICOM) e dell’Associazione dei Musei d’Armi e di Storia Militare (IAMAM).

La vita nell’URSS fu accompagnata da una complessa situazione internazionale e da una sempre minaccia di aggressione. Questo pericolo si accentuò in modo particolare nel 1933 quando i nazisti presero il potere in Germania. È esposto un globo, trovato da soldati sovietici nel maggio 1945, nella sede del Reichstag. Su questo globo, regalato a Hitler da Mussolini, erano indicati soltanto gli Stati fascisti e i loro alleati: Italia, Spagna, Romania, Giappone, Germania, gli altri paesi non erano indicati in quanto erano destinati alla distruzione.
 
Dopo aver occupato 11 paesi dell’Europa, la Germania nazista il 22 giugno 1941, proditoriamente e senza preventiva dichiarazione di guerra, aggredì l’Unione Sovietica. L’esposizione del Museo illustra la Grande Guerra Patriottica (Великая Отечественная Война) sostenuta dal popolo sovietico contro il fascismo hitleriano e mussoliniano.
 
Le forze con le quali l’aggressore assali l’URSS contavano 190 divisioni, circa 5 mila aerei, più di 3.700 carri armati, più di 47 mila tra cannoni e mortai. La Germania nazista intendeva distruggere le forze principali dell’Esercito Rosso in un paio di mesi (direttiva n.21 del 18 dicembre 1940 del commando supremo tedesco). Nell’esposizione del museo è visibile una fotocopia del piano di distruzione dell’URSS, - piano «Barbarossa» - ed alcuni tipi di armi in dotazione all’esercito tedesco. Il popolo sovietico si erse a difesa della Patria. Il Decreto dal 22 giugno 1941: «Sullo stato di guerra e la mobilizzazione dei soggetti alla leva».
  
I primi a sostenere l’urto delle avanguardie nemiche furono le guardie di frontiera. Uno dei posti centrali della sala del museo è occupato dai materiali sulla difesa della Fortezza di Brest (Брестская Крепость), la cui epopea è entrata nella storia della guerra. Si combatteva già nei dintorni della città di Smolènsk (Смоленск), durata dal 10 luglio al 10 settembre 1941. Per la prima volta nel corso della seconda guerra mondiale gli hitleriani furono costretti alla difesa sulla direttrice principale d’attacco.      

Sono esposti materiali illustranti la veloce conversazione dell’economia nazionale in economia di guerra. Tutti il paese lavorò per il fronte. Soltanto nel primo semestre di guerra 1523 stabilimenti furono trasferiti dalle regioni occidentali nell’est del paese. Inoltre furono evacuati 10 milioni di persone.

Il materiale di una sala illustra la disfatta delle forze naziste tedesche sotto Mosca. In direzione di Mosca il nemico concentrò enormi forze. Il comando hitleriano elaborò un piano per la conquista di Mosca, noto come «Taifun» (la sua copia è esposta in vetrina). Intanto a Mosca vengono organizzate 12 divisioni della milizia popolare per un totale di 120 mila effettivi. Oltre mezzo milioni di moscoviti partecipano alla costruzione di opere difensive. «Non cedere Mosca!», questa la determinazione del popolo che tutti conobbero. Sulla carta-schema è visibile la linea del fronte al 5 dicembre 1941. I nazisti non riuscirono ad accerchiare Mosca, soltanto in direzione nord-ovest in alcuni punti essi avvicinarono agli accessi della capitale sovietica. Il contrattacco del’esercito sovietico cominciò il 5-6 dicembre 1941, e l’8 gennaio del 1942 ebbe inizio invece l’attacco generale delle forze sovietiche su tutto il fronte. Il nemico fu rigettato indietro per 100-250 km., a volte sino a 400 km. Nella vetrina centrale della sala sono esposti alcuni trofei dell’Esercito Rosso: armi nemiche, bandiere e decorazioni fasciste. La disfatta dell’esercito tedesco sotto Mosca fu la prima era grande sconfitta della Wehrmacht nella seconda guerra mondiale. Il piano fascista di «guerra lampo» fu definitivamente affossato, le forze sovietiche strapparono l’iniziativa strategica al comando fascista che la deteneva da oltre due anni.
 
C’è la sala dedicata alla difesa di Leningrado (Ленинград), Zapoljarie (Заполярье =  il circolo polare o artico), Sebastopoli di Crimea (Севастополь), Caucaso (Кавказ) e alla Battaglia di Stalingrado (Сталинградская Битва). Della difesa di Leningrado, durata 900 giorni (10 luglio 1941 – 10 agosto 1944) e sullo sfondamento del blocco. Nel corso delle battaglie del 1942 il comando sovietico aveva preparato tutte le necessarie riserve ed elaborato il piano di piena sconfitta del nemico sotto Stalingrado. Nella sala cinematografica del museo si può assistere alla proiezione di una cinecronaca sulla Battaglia di Stalingrado (17 luglio 1942 – 2 febbraio 1943) durata 200 giorni. Fotografie, manifesti e volantini del fronte riproducono palesemente la grande tensione dell’epopea di Stalingrado, illustrano l’eroismo e il coraggio dei soldati sovietici. La storica vittoria nella battaglia sul Volga (Волга) ebbe un enorme risalto internazionale e influì decisamente sull’ulteriore sviluppo della guerra mondiale. Qui infatti si esaurì l’impeto offensivo e fu infranto lo spirito morale del fascismo.

La disfatta delle forze fasciste nella Battaglia di Kursk (Курская Битва) dell’agosto 1943 fu un altro avvenimento importantissimo della Grande Guerra Patriottica. Durante la battaglia di Kursk la supremazia aerea dell’aviazione sovietica si manifestò in maniera definitiva. Questa battaglia è restata inoltre nella storia della guerra per essere stata il teatro del più grande scontro di carri armati. Alla battaglia di Kursk è dedicata tutta la sala 11 del museo.

La successiva 12ma sala vi informerà sulla grande campagna offensiva dell’estate-autunno 1943, i cui fatti più importanti furono il forzamento del Dnepr (Днепр) su 700 km. Di fronte e la liberazione della città di Kiev (Киев). La sconfitta degli hitleriani sui fiumi Volga (Волга) e Dnepr (Днепр) mutò completamente a vantaggio dell’esercito sovietico la situazione sul fronte russo-tedesco.    

I materiali testimonianti l’eroismo di massa dei sovietici nelle retrovie, sul fronte del lavoro dove si viveva e si lavorava al motto: «Tutto per il fronte, tutto per la vittori» («Всё для фронта, всё для победы»). Il patriottismo del popolo sovietico risplendette di luce viva nel movimento partigiano. Circa un milione di combattenti lottò nelle retrovie del nemico. È esposto uno schema con l’indicazione delle zone di guerra partigiana e le direzioni delle loro incursioni.

Al periodo finale della guerra, quando durante la campagna invernale del 1944 furono liberati 300 mila km quadrati di territorio sovietico occupati dal nemico. Nella primavera del 1944 le unità del 2° Fronte, al comando del maresciallo Ivan Kònev (Иван Конев), furono le prime ad oltrepassare le frontiere statali dell’URSS.    


Tratti distintivi del fascismo hitleriano furono l’eccezionale crudeltà, le atrocità di massa, la violenza e il terrore. La guerra tolse all’Unione Sovietica più di 20 milioni di vite umane, il 40% delle vittime di tutta la seconda guerra mondiale. Nella sala 15 è esposta una carta con l’indicazione della rete di lager fascisti nei territori occupati, fotografie e vestiario dei carcerati, strumenti di tortura, ecc. Qui ci sono materiali che faranno conoscere la lotta dei carcerati, la fermezza e l’inflessibilità dei sovietici caduti prigionieri.

La sala 16, la sala della Vittoria, illustra la fine della Grande Guerra Patriottica. L’operazione Berlino, iniziata il 16 aprile 1945, fu una delle più grandi operazioni strategiche della seconda guerra mondiale. L’8 maggio, a Karlshorst, sobborgo di Berlino, fu firmato l’atto di capitolazione incondizionata della Germania nazista. Il 9 maggio 1945 pose fine alla Seconda Guerra Mondiale. Al centro della sala troneggia la Bandiera della Vittoria (Знамя Победы). Sulle pareti della sala sono scolpite le denominazioni dei fronti e delle flotte partecipanti alla guerra, i nomi dei soldati iscritti perennemente in unità dell’esercito e della flotta. Il pannello fotografico riporta la Parata della Vittoria (Парад Победы) svoltasi a Mosca nella Piazza Rossa il 24 giugno 1945.  

INDIRIZZO: Mosca, Via Sovetskoj Armii, 2
E-mail:



  

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