Nel 1891 terminò il liceo ed entrò al Conservatorio di San Pietroburgo dove studiò per tre anni nella classe di composizione di Rimskij-Korsakov. I romanzi e le opere che scriveva Kuzmin le considerava un’attività creativa “per se stesso” e per guadagnarsi da vivere dava lezioni di musica. La sua formazione come artista avvenne sotto l'influenza dei poeti tedeschi dello "Sturm und Drang". Lo studio delle religioni orientali, il cattolicesimo e l’ortodossia aiutarono Kuzmin a superare la crisi spirituale, che lo portò quasi al suicidio. I movimenti sociali fondamentalmente non lo interessarono tanto in gioventù che nell'età adulta.
Nel 1895, Kuzmin insieme al suo amico viaggiò molto: visitò Costantinopoli, Atene, Smirne, Alessandria, Cairo, Memphis. Queste esperienze lo portarono a studiare l'antico Egitto e l’antica Alessandria, e successivamente a creare il ciclo di canzoni di Alessandria (1905-1908).
Nel 1897, Kuzmin fece un viaggio in Italia. In Italia studiò musica di chiesa e la storia dei Gesuiti e degli gnostici. L'esperienza più importante spirituale ed emotiva di questo viaggio si rifletté poi nel romanzo «Le Ali» (1906) e nelle poesie sull’Italia.
Al ritorno a San Pietroburgo nel 1898, Kuzmin attraversò una nuova crisi spirituale, decise di ritirarsi per alcuni anni in Olonec e negli eremi monastici del Volga.
Tornato a San Pietroburgo nel 1901, Kuzmin pubblicò una serie di sonetti e il poema drammatico «Storia del cavalier d'Alessio». Brjusov, come la maggior parte dei recensori giudicò questo lavoro come imitativo, ma invitò Kuzmin a collaborare alla rivista «Vesy».
Su «Vesy», nel 1906 fu pubblicato il ciclo poetico di Kuzmin le canzoni Alessandrine, che divenne un classico del XX secolo. La pubblicazione delle canzoni d’Alessandria fecero di Kuzmin una figura di spicco della vita artistica di San Pietroburgo. Iniziò a frequentare il circolo di letteratura «La domenica» di F. Sologub, che riuniva artisti di primo piano, e si avvicinò al circolo della rivista «Il mondo dell'arte».
La fama di Kuzmin ebbe una sfumatura scandalistica a causa della sua omosessualità, di cui egli scrisse nei suoi versi erotici e nel romanzo «Le Ali». Dopo l'uscita del romanzo Gorky definì Kuzmin "un militante cinico”, e Zinaida Gippius "un teppista". Come difensore di Kuzmin si fece avanti Blok. Su sua richiesta, Kuzmin scrisse le musiche per lo spettacolo «Balagancik», messo in scena da V. Mejerkhol’d.
Nel 1906 Kuzmin iniziò a pubblicare prosa: il romanzo «Le avventure di Aimé Leboeuf» (1907), «Il racconto di Elevsippe narrato da lui stesso» (1906), il racconto «Dalle lettere delle fanciulle Clara Val’mon e Rosalia Tjutel’majer» (1907), il racconto autobiografico «La casetta di cartone» (1907) e altri, ed anche le opere teatrali «Scelta di una sposa. Balletto mimico» (1907), «Una precauzione pericolosa» (1907), ecc.
Nel 1920, Eichenbaum scriveva della prosa di Kuzmin: "L'eleganza francese si unisce in lui con una sorta di ingegnosità bizantina, «una bellissima limpidezza» con motivi ornamentali della vita quotidiana e la psicologia del «non pensare al fine» dell’arte - con sviluppi imprevisti"
Durante gli anni dal 1906 al 1912 Kuzmin mantenne rapporti regolari con Vyaceslav Ivanov: frequentò i celebri "mercoledì di Ivanov" sulla "torre", discusse i problemi dell'arte, della religione e della filosofia, fu un collaboratore della rivista «Apollo». Nella redazione di «Apollo», in cui Kuzmin entrò già nel corso dei due anni dopo la rottura con Vyaceslav Ivanov, cominciarono i contatti creativi con Gumilev e gli altri membri della «giovane redazione».
Dal 1912 collaborò con i periodici «Galchenok», «Rivista blu», «La nuova parola», «L’idea russa», poi nelle riviste «Ogonek», «Satyricon», «Argus», «L’insenatura», ecc. Durante questo tempo, furono scritte numerose opere in prosa, poesie, rappresentazioni teatrali. Nel 1908, Kuzmin pubblicò la sua prima raccolta «Reti», con il sottotitolo «Il primo libro di poesie», che fu seguita dalla raccolta «Rintocchi d’amore», (1910), «Lago d'autunno» con il sottotitolo «Il secondo libro di poesie» (1912), «Conversazioni notturne» (1914), ecc. Kuzmin pubblicò la sua prosa nel 1915 in cinque «Libri di racconti».
Nel 1910 ideò una serie di interessanti biografie del Nuovo Plutarco, per la quale scrisse un romanzo «La meravigliosa vita di Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro» (1919). Kuzmin fu l’autore del manifesto dell'arte post-simbolista Sulla bellezza della chiarezza.
Nel 1910, Kuzmin scrisse le operette «Il divertimento di una vergine» e «Il ritorno di Ulisse» (1911), Le pièces Alice, che aveva paura dei topi, La notte prima di Natale, La fata, Il fagotto e il macchinista, Tutti sono contenti, La fenomenale americana, e molte altre.
Osip Mandel’čtam segnalò l’ampiezza della creazione di Kuzmin nell’articolo Lettera sulla poesia russa: "Kuzmin è venuto dalle rive del Volga con le canzoni scismatiche, una commedia italiana della cara e vicina Roma e di tutte le vecchie culture europee poiché essa è divenuta musica."
L’Anti-borghesismo e antimilitarismo dettarono il suo atteggiamento positivo verso la rivoluzione, e per quello nel 1917 aveva acquisito nei circoli letterari di Pietrogrado la reputazione di «bolscevico». Tuttavia, dopo la Rivoluzione d'Ottobre, Kuzmin cominciarono a chiamarlo il poeta «non per il tempo». Dal 1917 fino alla sua morte, scrisse cinque libri di poesia (la più significativa Parabole. Poesie 1921-1922 (1923) e La trota rompe il ghiaccio. Versi 1925-1928 (1929)), Numerose opere di prosa, critica. Ma solo una parte dell'arte post-rivoluzionaria di Kuzmin è stata pubblicata durante la sua vita.
“Kuzmin morì di vecchiaia e malattia a Leningrado il 1 marzo 1936, nell’ospedale Mariinskij. Se ne andò in modo eccezionalmente dignitoso. Parlava con Jurij Yurkun, venuto a trovarlo nella grigia corsia dell’ospedale in cui si trovava, di balletto, citando Lermontov: “Per un po’ di tempo - non vale la pena, e amare in eterno è impossibile”, disse: “Be’, sono rimasti dettagli di poco conto. Andate”. Non fece in tempo Yurij Yurkun a lasciare l’ospedale, che lui era già morto. Fu sepolto al cimitero di Volkovskoe, non lontano dal luogo in cui, in occasione di qualche giubileo di Lenin, fu eretto un monumento sulle tombe degli Ulyanov. In conseguenza della vicinanza con questo lotto di terra, spianarono e costruirono una grande aiuola, nella quale sono piantate rose. Il fatto che la tomba di Kuzmin sia anonima, come quella di Mozart da lui idolatrato, e che su di essa crescano le rose, a lui sarebbe senz’altro piaciuto”. (K. K. Rotikov)
ЛЮБОВЬ ЭТОГО ЛЕТА
L'AMORE DI QUEST'ESTATE
Где слог найду, чтоб описать прогулку,
Dove troverò una parola, per descriver una passeggiata,
Шабли во льду, поджаренную булку
Uno Chablis su ghiaccio, un panino arrostito
И вишен спелых сладостный агат?
E delle ciliegie mature la dolce agata?
Далек закат, и в море слышен гулко
Lontano il tramonto e nel mare s’ode risonante
Плеск тел, чей жар прохладе влаги рад,
Lo sciabordio di corpi al cui calor frescura è lieta
Твой нежный взор лукавый и манящий, -
Il tuo tenero sguardo, giocoso e invitante, -
Как милый вздор комедии звенящей
Come amabil scherzo d’una commedia brillante
Иль Мариво капризное перо.
O la capricciosa penna di Marivaux.
Твой нос Пьеро и губ разрез пьянящий
Il tuo naso di Pierrot e delle labbra il taglio inebriante
Мне кружит ум, как «Свадьба Фигаро».
Mi fa turbinar la mente come «Le nozze di Figaro».
Дух мелочей, прелестных и воздушных,
Spirito di inezie, adorabili e ariose,
Любви ночей, то нежащих, то душных,
Notti d’amor, or dilettevoli, or afose,
Веселой легкости бездумного житья!
Beata grazia di spensierata vita!
Ах, верен я, далек чудес послушных,
Ah, son fedele, lontano dai docili miracoli,
Твоим цветам, веселая земля!
Ai fiori tuoi, gaia terra!
Июнь - август 1906
Giugno - agosto 1906
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Князь Лев Николаевич Мышкин




















