Non so se questa è la sezione apposita o meno,o comunque quella dellle fiabe,comunque visto il tema antropologico di questo libro vale la pena inserirla qui.Evel Gasparini,sottovalutato slavista italiano,vuole dimostrare un'ipotesi alquanto ardita : la cutura slava è presenta inequivocabili tracce di un'origine matriarcale che la rende molto più vicino ai popoli eurasiatic,specie i Finni, rispetto invece ai popoli indo-europei.Attraverso un'analisi approfondita in tre campi che be sviluppa in tre volumi(cultura materiale,società,e religione) l'autore tenta di dimostrare la sua ipotesi.A mio avviso è convincente,la bibliografia è sterminata,la raccolta di materiale e davvero vasto,e non trascura davvero nessuno degli studiosi più famosi(dal Niderle al Bruckner) ne i resoconti più famosi del medioevo come Adamo da brema,Pietro di Duisburg,Olaus Magnus etc.A mio avviso la teoria non è così astrusa,difatti non possiamo certo partire del presupposto del Dumezil e applicare all'unità linguistica indoeuropea anche un'unità culturale molto difficile da dimostrare.
Vengono sfatati alcui luoghi comuni della religione slava,come ad esempio l'esistenza di uno "Zeus" slavo,ovvero Perun':esiste si una divinità folgoratrice,ma questa assume un carattere più terreno e "manistico" di protezione della casa,quasi che Perun' sia stato una sorta di spirito del focolare domestico e non di certo la divinità celeste ,coercitiva,e signora degli dei.L'analisi della figura della Baba Jaga offre all'autore l'intuizione che la religiosità slava aveva una forte componente lunare,e lo stesso Perun' viene messo in relazione con la divinità lunare.Emerge il quadro di una religiosità più interessata al culto dei morti e agli spiriti domestici e dei boschi che un culto popolato di dei veri e propri.
Sul piano sociale ci viene dimostrato che il matrimonio slavo più tradizionale,rispetto a quello indo-europeo,mostra una maggiore dignità per la sposa,la quale quando prende marito può mantenere la proprietà del corredo e della dote che riceve per essere presa in moglie.Mentre la terra è proprietà collettiva maschile la donna mantiene un piccolo orto che cura personalmente,assolutamente inalienabile,dove coltiva il lino tra le altre cose,e i cui ricavati sono assolutamente di sua proprietà.Ci viene dimostrata l'assoluta mancanza di un pater familias nel mondo slavo.
Insomma,potrei dilungarmi all'infinito e rovinarvi la sorpresa.Se vi interessate di antropologia e tradizioni questo libro fa per voi :). Ecco a voi una recensione più ufficale :
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