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MARINA TSVETAEVA (1892- 1941)
Autore Messaggio
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Messaggio MARINA TSVETAEVA (1892- 1941) 
 
Visto che mi fate i complimenti, vi prendo in parola e metto qui la mia traduzione di una poesia della Cvetaeva... Traduzione libera libera, come sempre, in altro modo non mi riesce... Se vi piace, non dite niente, se invece vi fa... come dire...  insultate pure... )

О. Э. Мандельштаму

Никто ничего не отнял!
Мне сладостно, что мы врозь.
Целую Вас - через сотни
Разъединяющих верст.

Я знаю, наш дар - неравен,
Мой голос впервые - тих.
Что вам, молодой Державин,
Мой невоспитанный стих!

На страшный полет крещу Вас:
Лети, молодой орел!
Ты солнце стерпел, не щурясь,
Юный ли взгляд мой тяжел?

Нежней и бесповоротней
Никто не глядел Вам вслед...
Целую Вас - через сотни
Разъединяющих лет.

------------------------------------------------------

Le nostre anime nulla si rubarono
M'è dolce non esservi accanto
Vi bacio oltre le cento e cento
Verste che ci separano

Il vostro dono so che non m'è dato
E come non mai sommessa è la mia voce
Nuovo Derzhavin, che può dirvi
Il mio verso scapestrato

Vi segno al viaggio inclemente
- Giovane aquila, vola!
Sereni i tuoi occhi affrontarono il sole
E non il mio sguardo adolescente?

Più teneri e senza ritorno
Altri sguardi non vi accompagnarono
Vi bacio oltre i cento e cento
Anni che ci separano


Ultima modifica di Roberto il 17 Ott 2006 17:41, modificato 2 volte in totale 




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Messaggio  
 
Браво!!


Un refuso:
sommessa è la mia voce
  



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Messaggio  
 
Спасибо! )  Blin! C'è più che un refuso, è che ho fatto il copia incolla da una email che non visualizzava le lettere accentate...
Non sono io bravo, è la poesia della Cvetaeva che è... просто... e l'ultima quartina... !!!!

Roberto
  



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Messaggio “Marina Cvetaeva” Di Viktoria Schweitzer 
 
“Marina Cvetaeva. I giorni e le opere” di Viktoria Schweitzer
Traduzione di Serena Vitale e Claudia Zonghetti
Mondadori, 2006
Image

I contenuti
"Il colpo di stato bolscevico, la guerra civile, il marito che raggiunge il Don per unirsi all'esercito dei Volontari Bianchi, la miseria, le stanze di cui non si chiudono mai le porte perché non c'è più nulla da rubare, il gelo, i mobili fatti a pezzi e gettati nella stufa, la morte per fame e stenti della piccola Irina, l'emigrazione (in Cecoslovacchia, poi in Francia), l'incomprensione - dopo l'iniziale successo - del pubblico 'émigré', ancora miseria, gli abiti di seconda mano, le scarpe sfondate, i capelli tagliati con le forbici da cucina, le verdure raccolte tra gli avanzi dei mercati, i 'no' delle riviste e delle case editrici, l'attiva militanza del marito Sergej Efron nella polizia segreta sovietica, lo scandalo politico, il ritorno del marito e della figlia nell'URSS... e dopo due anni il suo stesso ritorno, insieme con il figlio Mur, nella Russia sovietica, l'arresto di Serezha e Alja, la penosa ignoranza della loro sorte, la vita da paria, la guerra, l'evacuazione in una sperduta cittadina tatara, l'impossibilità di trovare lavoro, lo sguardo che per mesi cerca un gancio cui appendere la corda, e poi la testa nel cappio, la 'morte verticale'..."
Questa la lucidissima ed emozionante sintesi, tracciata da Serena Vitale nello scritto che apre il volume, degli elementi che compongono il 'mito' di Marina Ivanovna Cvetaeva, la cui biografia è segnata dalla fatale conflittualità tra una vocazione poetica precocissima - sentita fin da bambina come dono e 'marchio' divino - e la condanna al silenzio imposta dalla violenza della Storia e dalle condizioni materiali sempre durissime della sua vita di esule e 'rejétée'. "Ho avuto in sorte una bella voce / Ma con mano pesante, mentre correvo / il Destino mi ha agguantato per i capelli!" scrive Marina: eppure la sua opera - strappata, giorno dopo giorno, all'arduo esercizio della sopravvivenza - ha toccato i vertici della poesia e della prosa novecentesca. La rievocazione dell'infanzia come età del sogno ma anche della coscienza della solitudine, l'angoscia della guerra e della violenza, l'ipocrisia dell'ideologia che diventa fanatismo, ma anche la forza della passione amorosa e l'esperienza di un eros disinibito e scandaloso sono alcuni dei temi verso i quali questa donna - che la Schweitzer definisce "uno dei poeti russi più fanaticamente devoti alla poesia" - ha rivolto il suo sguardo penetrante per raccontarli con voce inconfondibile.
Viktoria Schweitzer racconta di essersi imbattuta nel nome della poetessa russa quasi per caso, tra le pagine di un libricino rilegato a mano dove qualcuno aveva copiato alcune sue liriche; da quei fogli sbiaditi si sprigionava potentemente la voce di Marina Cvetaeva, e chiedeva di essere liberata da un lungo silenzio. A questo compito la Schweitzer si è dedicata con determinazione instancabile; cercando tutto quanto era stato pubblicato in vita dalla Cvetaeva, rintracciando le persone che l'avevano conosciuta in Russia, setacciando gli archivi privati e quelli statali - quasi blindati prima del crollo dell'URSS, - superando le resistenze della Russia sovietica nei confronti di una figura tanto invisa da dover essere cancellata dalla memoria collettiva: "Mi hanno spazzata via", aveva commentato la Cvetaeva negli ultimi anni della sua vita. Con una narrazione coinvolgente e al tempo stesso ben documentata la Schweitzer - perseguitata lei stessa perché dissidente ed ebrea - ci conduce attraverso le molte peregrinazioni della Cvetaeva, ripercorrendo la sofferta unione con Efron, il suo amore quasi ossessivo per i figli Ariadna, Irina e Mur, la relazione con la poetessa Sofija Parnok, e ricostruendo i sodalizi fondamentali con Osip Mandel'stam e Boris Pasternak. Dalle sue pagine riemerge così lo sfondo storico, politico, materiale e sentimentale da cui è scaturita la poesia di un'artista che, con le parole di Pasternak, si è sempre sentita "ostaggio dell'eterno nel carcere del tempo".

Indice - Sommario
La gloria di Marina Ivanovna, di Serena Vitale
Premessa alla seconda edizione
Viaggio a Elabuga. A mo' di prefazione

I. Prologo
II. La casa ai Tre Stagni
All’estero
Un’infanzia discussa
III. “Sole, non sangue mi scorre nelle vene...”
Sereza
Alja
“Amica” o “Errore”?
Mandel'stam
IV. La rivoluzione
Le vertigini del cuore Sonedka
Aleksandr Blok
La morte di Irina
L’addio
V. Dopo la Russia
Boris - Georgji - Barsik... - Mur!
Pasternak
Il mio Puskin
L’inizio della fine
Nostalgia della Patria
Il “Racconto di Sonechka” e due lettere d'amor omosessuale
Germania
VI. Il ritorno
Efron
Il figlio
Note
Date fondamentali della vita e dell'opera di Marina Cvetaeva
Indice dei nomi



  



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Messaggio Re: “Marina Cvetaeva” Di Viktoria Schweitzer 
 
Виктория Швейцер (Viktoria Schweitzer)
«Марина Цветаева» (“Marina Cvetaeva”)
Серия «Жизнь Замечательных Людей»
Serie “Vita degli Uomini Eccellenti”
Издательство «Молодая Гвардия» 2007 Москва
Casa Editrice “Molodaja Gvardia” 2007 Mosca
Image
Книга Виктории Швейцер - исследование, написанное на основе многолетней работы в архивах, встреч со знавшими Цветаеву людьми, серьезного и плодотворного анализа ее творчества. Автор повествует о своей героине с мудрой любовью понимания, приближай читателя и неповторимому миру этой высокой и одинокой души.

Оглавление
Поездка в Елабугу Вместо предисловия
Глава первая Предыстория
Глава вторая Дом в Трехпрудном
  Заграница
  Спор о детстве
Глава третья «Солнцем жилки на́литы, не кровью...»
  Сережа
  Аля
  «Подруга» или «Ошибка»?
  Мандельштам
Глава четвертая Революция
  Кружение сердца
  Сонечка
  Александр Блок
  Смерть Ирины
  Прощание
Глава пятая После России
  Борис – Георгий – Барсик... – Мур!
  Пастернак
  Мой Пушкин
  Начало конца
  Тоска по Родине
  «Повесть о Сонечке» и два письма о гомоэротической любви
  Германия
Глава шестая Возвращение домой
  Сергей Яковлевич
  Сын
Примечания
Основные даты жизни и творчества Марины Цветаевой
  



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Messaggio Re: “Marina Cvetaeva” Di Viktoria Schweitzer 
 
Марина Ивановна Цветаева (1892 - 1941)
Marina Ivanovna Cvetaeva (1892 - 1941)
Image

* * *
Моим стихам, написанным так рано,
Что и не знала я, что я - поэт,
Сорвавшимся, как брызги из фонтана,
Как искры из ракет,

Ворвавшимся, как маленькие черти,
В святилище, где сон и фимиам,
Моим стихам о юности и смерти,
- Нечитанным стихам! -

Разбросанным в пыли по магазинам
(Где их никто не брал и не берет!),
Моим стихам, как драгоценным винам,
Настанет свой черед.

Май 1913

* * *
Ai miei versi scritti così presto,
che nemmeno sapevo d’esser poeta,
scaturiti come zampilli di fontana,
come scintille di razzi.
 
Irrompenti come piccoli demoni
nel sacrario dove stanno sogno e incenso,
ai miei versi di giovinezza e di morte,
versi che nessuno ha mai letto!
 
Sparsi fra la polvere dei magazzini,
dove nessuno mai li prese né li prenderà,
per i miei versi, come per i pregiati vini,
verrà pure il loro turno.

Maggio 1913
 
(Traduzione di Pietro A. Zveteremich)
  



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Messaggio Re: “Marina Cvetaeva” Di Viktoria Schweitzer 
 
«Стихи сироте» Марина Цветаева
“Versi per l'orfano” di Marina Cvetaeva
Traduzione di Pietro A. Zveteremich

1
Ледяная тиара гор —
Только бренному лику — рамка.
Я сегодня плющу — пробор
Провела на граните замка.

Я сегодня сосновый стан
Обгоняла на всех дорогах.
Я сегодня взяла тюльпан  —
Как ребенка за подбородок.

16-17 августа 1936

La tiara di ghiaccio dei monti
soltanto a un viso perituro è cornice.
 
Io oggi all’edera - la scriminatura
ho tracciato sul granito del castello.

Io oggi l’accappamento degli abeti
ho sorpassato su tutte le strade.

Io oggi ho preso un tulipano -
come un bambino, per il mento.

16-17 agosto 1936

2
Обнимаю тебя кругозором
Гор, гранитной короною скал.
(Занимаю тебя разговором  —
Чтобы легче дышал, крепче спал.)

Феодального замка боками,
Меховыми руками плюща  —
Знаешь — плющ, обнимающий камень
В сто четыре руки и ручья?

Но не жимолость я — и не плющ я!
Даже ты, что руки мне родней,
Не расплющен — а вольноотпущен
На все стороны мысли моей!

...Кругом клумбы и кругом колодца,
Куда камень придет — седым!
Круговою порукой сиротства,  —
Одиночеством — круглым моим!

(Так вплелась в мои русые пряди —
Не одна серебристая прядь!)
...И рекой, разошедшейся на две —
Чтобы остров создать — и обнять.

Всей Савойей и всем Пиемонтом,
И — немножко хребет надломя —
Обнимаю тебя горизонтом
Голубым — и руками двумя!

21-24 августа 1936

Con l’orizzonte ti abbraccio dei monti,
con la corona di granito delle rocce,
(Ti trattengo in conversazione
perché tu respiri più leggero, dorma più sodo)

con le fiancate del castello feudale,
con le braccia di pelliccia dell'edera.
(Sai: l'edera che abbraccia la pietra –
con centoquattro moni e torrenti?)

Ma non sono caprifoglio né edera - io!
Persino tu, che della mano mi sei più caro,
com’edera non sei schiacciato, ma affroncato
in tutte le direzioni del mio pensiero!

... Intorno aiuole e intorno pozzi,
dove la pietra arriverà - cannuta!
Con l'omertà dell'orfanezza,
con la mia totale solitudine!

(Così nelle mie ciocche bionde s’è intrecciata
Ben più di una ciocca argenta!)
…E con il fiume che s’è diviso in due
Per creare un’isola - e abbracciarla.

Con tutta la Savoia e tutto il Piemonte,
e – incrinando un poco il dorsale –
con l’orizzonte ti abbraccio
turchino – e con le due mie braccia!

21-24 agosto 1936

***

Наконец-то встретила
Надобного — мне:
У кого-то смертная
Надоба — во мне.

Что для ока — радуга,
Злаку — чернозем  —
Человеку — надоба
Человека — в нем.

Мне дождя, и радуги,
И руки — нужней
Человека надоба
Рук — в руке моей.

Это — шире Ладоги
И горы верней —
Человека надоба
Ран — в руке моей.

И за то, что с язвою
Мне принес ладонь  —
Эту руку — сразу бы
За тебя в огонь!

11 сентября 1936

E finalmente ho trovato
chi mi è necessario:
qualcuno ha bisogno di me
- come aria.

Quanto più nero e mortale-
più necessario è il bisogno
dell’altro di te. Di chi
non puoi fare a meno,

di me suo pane e respiro.
Occorro - a qualcuno:
accorro, rispondo
al primo richiamo.

Più alto, più certo e sicuro
delle montagne: a qualcuno
serve una mano: la mia!
sulle piaghe!

E tutto il braccio - nel fuoco!
Più della luce degli occhi
mi serve l’umano bisogno
di me - come fiato!

11 settembre 1936


Ultima modifica di Lo schiaccianoci il 08 Giu 2010 00:53, modificato 3 volte in totale 

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Messaggio Re: “Marina Cvetaeva” Di Viktoria Schweitzer 
 
Carissima Schiaccianoci,
ti sono riconoscente per questa tua monografia molto bella dedicata a Marina Cvetaeva.
Leggendo la presentazione del libro “Marina Cvetaeva. I giorni e le opere”  mi è tornato alla mente un altro libro molto bello:
«Воспоминания» di Nadezhda Mandelstam, tradotto in Italia col titolo di "L'epoca e i lupi". Ed infatti Marina Cvetaeva ed i Mandel'stam erano uniti da una grande amicizia in quegli anni difficili, e si trovava a casa loro quando, nel 1934, Osip Mandel'stam fu arrestato per la prima volta.

p.s. Anche la fotografia è stupenda!  Thumbup
  



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Messaggio Re: “Marina Cvetaeva” Di Viktoria Schweitzer 
 
Ti ringrazio per il tuo commento, caro Principe! Hai ragione, i rapporti di amicizia tra Osip Mandel’stam e Marina Cvetaeva significavano tanto per entrambi particolarmente in un certo periodo della loro vita. Di questo periodo dell’amicizia scrive anche Viktoria Schweizer dedicando un capitolo della sua eccezionale biografia di Marina Cvetaeva ai rapporti umani e poetici tra Cvetaeva e Mandel’stam. Qui Viktoria Schweitzer riporta anche le parole di Nadezda Mandel’stam dal secondo volume delle sue memorie: “L’amicizia con Marina Cvetaeva, a mio parere, ha avuto un ruolo importante nella vita e nell'opera di Mandel’stam. Fu un ponte che gli permise di passare al periodo successivo [...] La Cvetaeva, regalando a Mandel’stam la sua amicizia e Mosca, lo aveva liberato da una sorta del incantesimo”.
Senz’altro “I Ricordi” ("Воспоминания") di Nadezhda Mandel’stam (a proposito ci sono tre libri delle sue memorie in tutto) è non solo una insostituibile testimonianza dei suoi tempi, ma anche un vero capolavoro letterario. Credo che sia un libro immancabile per tutti quelli che s’interessano alla storia e alla cultura del Novecento!
  



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Messaggio «VIAGGIO IN ITALIA CON MARINA TSVETAEVA» 
 
Tatiana Bystròva Татьяна Быстрова
«VIAGGIO IN ITALIA CON MARINA TSVETAEVA»
«ПУТЕШЕСТВИЕ В ИТАЛИЮ С МАРИНОЙ ЦВЕТАЕВОЙ»
Casa Editrice «Casa-Museo di Marina Tsvetajeva» Mosca 2010 (Pagine 256)
Издательство «Дом-музей Марины Цветаевой» Москва 2010

Il libro è dedicato all’immagine dell’Italia di Marina Tsvetàeva (Марина Цветаева 1892-1941) nel contesto dei legami culturale-letterari russo-italiani. Oltre all’aspetto biografico si esamina il circolo della lettura di Marina Tsvetaeva come una delle sorgenti della nascita delle immagini italiane nelle sua poesie e nella sua prosa. Un singolo capitolo del libro è dedicato alla dilogia drammatica («L’Avventura» «Приключение» e «L’Araba Fenice» «Феникс») su Casanova, il più lampante rappresentante del mondo italiano di Marina Tsvetaeva. Nel presente libro come applicazione l’autore propone la traduzione di due brani dalle «Memorie» di Casanova i quali non sono entrati nelle edizioni russe.
Per la prima volta sono pubblicate le cartoline postali spedite da Marina Tsvetaeva dall’Italia.
 
Casa-Museo di Marina Tsvetaeva a Mosca
Дом-Музей Марины Цветаевой в Москве
The House-Museum of Marina Tsvetaeva in Moscow
www.dommuseum.ru

Книга посвящена образу цветаевской Италии в контексте русско-итальянских культурных и литературных связей. Помимо биографического аспекта рассматривается круг чтения Цветаевой как один из источников возникновения итальянских образов в ее поэзии и прозе. Отдельная глава посвящена драматической дилогии («Приключение» и «Феникс») о Казанове - самом ярком представителе итальянского мира Цветаевой.
В приложении автор предлагает перевод двух фрагментов из «Мемуаров» Казановы, не вошедших в русские издания.
Впервые публикуются почтовые открытки, отправленные М.Цветаевой из Италии.

  

IL VIAGGIO IN ITALIA.jpg
Descrizione: Tatiana Bystròva
«VIAGGIO IN ITALIA CON MARINA TSVETAEVA»
Casa Editrice «Casa-Museo di Marina Tsvetajeva» Mosca 2010 (Pagine 256) 
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IL VIAGGIO IN ITALIA.jpg






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Messaggio «LE NOTTI FIORENTINE» - Di Marina Cvetaeva 
 
Marina Cvetaeva
«LE NOTTI FIORENTINE»
traduzione di Serena Vitale
Casa editrice Voland - Collana Sírin Classica - settembre 2011
pag. 112
prezzo 10,00 euro


Scritto in russo e rielaborato poi in francese, è un romanzo d’amore in forma epistolare. Come l’autrice stessa scrive a una sua amica, “ho lavorato alla traduzione di una mia cosa francese: nove lettere (mie, autentiche), un’unica di risposta, maschile”. Un’opera dunque assolutamente autentica, uno spiraglio sulla personalità di questa scrittrice inimitabile e sfortunata.

  



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Messaggio Re: MARINA TSVETAEVA (1892- 1941) 
 
«CRIMEA DI MARINA TSVETAEVA»
«КРЫМ МАРИНЫ ЦВЕТАЕВОЙ»

Il sesto Festival poetico-musicale «MARINA TSVETAEVA» si apre il 15 agosto 2017 al Museo di Marina e Anastasija Tsvetaeva alla città di Feodòssia (Феодосия) di Crimea. In Crimea arrivano compositori, musicisti, poeti, cantautori, cantanti, attori di varie città russe. Uno dei principali avvenimenti del Festival è il monospettacolo «La mia lira divina con la tua chitarra sono sorelle» («Моя божественная лира с твоей гитарою – сестра»). Queste righe dalla poesia di Marina Tsvetaeva sono un epigrafe del festival che per la sesta volta si svolge alle città di Feodossia della Crimea.  

  

CRIMEA DI MARINA TSVETAEVA.jpg
Descrizione: Il sesto Festival poetico-musicale «MARINA TSVETAEVA» 
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CRIMEA DI MARINA TSVETAEVA.jpg






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