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«LA FANCIULLA DI NEVE»
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Messaggio «LA FANCIULLA DI NEVE» 
 
«LA FANCIULLA DI NEVE», cartone di Ivan Ivanov-Vano
«СНЕГУРОЧКА» мультфильм Ивана Иванова-Вано (1952)
http://www.culture.ru/movies/782/snegurochka

Agli inizi degli anni ’50 del XX secolo nell’URSS facevano dei cartoni animati sulle opere liriche dei compositori russi, i cartoni con le voci dei cantanti lirici. Così è il cartone animato «LA FANCIULLA DI NEVE» («СНЕГУРОЧКА»): «La favola Primaverile» («Весенняя Сказка») sulla fiaba del drammaturgo Aleksandr Ostrovskij.
Cartone Animato di Ivan Ivanòv-Vanò (1952). Durata: 41 minuti.
La Musica di Nikolaj Rimskij-Korsakov. L’Orchestra della TV dell’URSS diretta dal maestro Vassilij Nebolssìn. Il Coro del Teatro Bolshoj di Mosca.  
CANTANO:
Fanciulla di Neve (Snegùrochka) = Irina Màslennikova (soprano)
Il pastore Lel’ = Veronica Borissènko (contralto)
Nonno Gelo = Lev Ktitòrov (basso)

L’azione si svolge nel paese dei Berendjani nei tempi preistorici russi. La fata Primavera non vuole porre fine all'inverno: agli uccelli confessa di non voler abbandonare Snegùrochka (Снегурочка), la figlia avuta dal vecchio Inverno. Iarìlo (Ярило), il sole, condanna per gelosia la bimba a morire se mai si innamorerà di un uomo. Inverno teme che il Sole infonda sentimenti d'amore nel cuore della figlia, tali da fondere il suo cuore fatto di ghiaccio. Per evitarlo, la nasconde nella casa di un contadino che abita all'entrata del villaggio dello zar Berendej (Царь Берендей). Lasciata dunque la foresta dove viveva sola, Snegùrochka si trasferisce nella nuova casa, ma non è felice e per distrarla Kupàva (Купава), la sua migliore amica, la invita alle proprie nozze e le presenta Mizghìr (Мизгирь), il fidanzato. Questi si invaghisce subito di Snegùrochka e abbandona Kupàva, che si rivolge allo zar per averne protezione. Lo Zar Berendej (Царь Берендей) interroga la figlia dell'Inverno, che risponde di non amare nessuno, e, non sapendo come conciliare le due giovani donne, le invita alla festa di propiziazione della fine dell'inverno. Durante la festa la fanciulla di neve resta immobile immersa nella sua tristezza glaciale; Kupàva invece accetta l'amore di un pastore che desìdera sposarla. A sera Mizghir confessa il suo amore alla figlia di Primavera che ne resta colpita, tanto da tornare nei boschi a supplicare la madre di farle dono dei sentimenti d'amore. La fata Primavera appare portando una ghirlanda di fiori per la figlia: la giovane sente mutare dentro di sé qualcosa e va incontro a Mizghìr. Un sentimento nuovo, un'emozione mai provata prima, spinge la fanciulla ad accettare la proposta di matrimònio. Sulle nozze che si stanno per celebrare Mizghìr invoca la benedizione dello zar, ma un raggio di sole, simbolo dell'amore, colpisce la fanciulla che, sciogliendosi, scompare. Il giovane disperato e affranto dal dolore si getta nel lago. Dissoltasi la figlia del gelido Inverno, il sole ricomincia a splendere.



Ultima modifica di Zarevich il 02 Mar 2018 12:16, modificato 1 volta in totale 




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Messaggio «LA FANCIULLA DI NEVE» 
 
Il cartone animato «LA FANCIULLA DI NEVE»: «La favola Primaverile» sulla fiaba del drammaturgo Aleksandr Ostrovskij. Cartone Animato di Ivan Ivanòv-Vanò (1952)

L’inizio della primavera all’equinozio di marzo. La Collina Rossa coperta di neve. A destra, alberelli ed un boschetto di giovani betulle, a sinistra, un bosco già fitto di grandi pini dai rami piegati sotto la neve. In fondo, sotto la Collina, scorre il fiume, c’è la capitale dello Zar Berendej, con palazzi, case, isbe, tutte di legno dipinto a vivi colori. Le finestre sono illuminate. La luna piena inargenta. Si ode lontano il canto dei galli. Lo spiritello, il folletto della foresta, sta seduto su un ramo. Tutto il cielo a poco a poco si popola di uccelli che vengono d’oltremare. La Fata Primavera (Веснà-Краснà) trainata da cicogne, cigni ed oche scende sulla Collina Rossa circondata dal suo seguito di uccelli. Sedici anni prima lei diventò la moglie del rigido e vecchio Nonno Gelo. Da quando il paese dei berendjani è soggettodai crudeli e freddi inverni. Il Sole Jarìlo con gelosia guarda quest’alleanza fra il Nonno Gelo e la Fata Primavera, ed anche la Fata stessa languisce in schiavitù, amando sua figlia Snegurochka, la Fanciulla di Neve, non si decide a contraddire il terrificante Nonno Gelo.
Dal bosco esce il Nonno Gelo. Gli uccelli si nascondono fra gli alberi. Allo spuntar del giorno lui deve abbandonare la terra dei Berendej e volare nella tundra siberiana. Lo disturba solo la sorte di sua figlia, la fanciulla di neve. Il Nonno Gelo sente dire che il Sole Jarìlo vuole rovinarla facendo nascere in lei il fuoco dell’amore. Per ora la Fanciulla è fredda e pura di cuore e non conosce nessun amore. Il Nono Gelo vuole collocarla sotto la sorveglianza nel grande villaggio dal contadino Bobyl e sua moglie Bobylìkha. La Fata Primavera chiama la Fanciulla di Neve. Avendo saputo che può vivere fra gli uomini nel villaggio, lei si rallegra e alla domanda del padre perché lei vuole lasciare il bosco e vivere in vilaggio, lei gli risponde che le piacciono delle canzoni umane. Né il canto dell’allodola, né il grido dei cigni, né il gorgheggio dell'usignolo, nessuno può eguagliare le canzoni del pastore Lel’ (Лель): «Le canzoni dell'uomo! Con le piccole compagne al bosco andar, coglier fragole e risponder ai richiami. Danzar lieti in tondo e, dopo Lel’, dir in coro un ritornel di Primavera…». Il Nonno Gelo e la Fata Primavera salutano la figlia e incaricano il folletto del bosco di badare a lei e difenderla. La tempesta si placa, le nuvole si diradano. Una folla di Berendejani spinge verso il bosco la slitta con il pupazzo che rappresenta il Carnevale. La Fanciulla di Neve è fra gli arbusti e si nasconde in un albero forato. Bobyl e Bobylìkha si dirigono verso il bosco, ma si fermano stupefatti scorgendo la Fanciulla: «Non cerco alcuna strada. Prendetemi con voi, se siete buoni. Vorrei vivere con voi. Chi primo mi ha scorta come figlia mi comandi!». I contadini ne sono contenti e lusingati. La Fanciulla dice addio alla sua vita passata: «Addio padre mio, o mamma, addio. E tu pure, bosco, addio!».
https://www.youtube.com/watch?v=IOBwMwOHlHY


  



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