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«ALEKO» di Serghej Rachmaninov
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Messaggio «ALEKO» di Serghej Rachmaninov 
 
Serghej Rachmaninov (Сергей Рахманинов), quando era allievo di Anton Arènskij (Антон Аренский) al Conservatorio di Mosca, aveva avuto l’incarico di mettere in musica, come prova per l’esame di diploma, l’opera lirica «Alèko» («Алеко»). Vladimir Nemiròvich-Dàncenko gli aveva tratto il libretto dal poema in versi «Gli zingari» («Цыганы») di Aleksandr Pushkin. Gli esaminatori, impressionati dal risultato, premiarono il diciottenne Serghej Rachmaninov con la Medaglia d’Oro dell’Istituto e l’editore Karl Gutheil, su suggerimento di Piotr Ciajkovskij, ne acquistò i diritti di pubblicazione per 500 rubli.
SERGHEJ RACHMANINOV СЕРГЕЙ РАХМАНИНОВ
L’opera del giovane Serghej Rachmaninov ebbe una certa popolarità. Le due danze gitane ebbero esecuzioni concertistiche. Ma la popolarità maggiore aveva l’aria di Aleko: «Tutto il campo dorme» («Весь табор спит»), che entra nel repertorio d’oro di tutti i bassi e i baritoni russi e non solo russi. L’aria o la cavatina di Aleko è abbastanza difficile per esecuzione e esige molte emozioni vocali e artistiche. Fiodor Shaljapin (Фёдор Шаляпин), il grande basso russo, interpretò più volte il ruolo del protagonista e incise anche la cavatina «Tutto il campo dorme». L’opera è molto popolare nei teatri russi e ha molte registrazioni discografiche e video.

Serghej Rachmaninov (1873-1943) Сергей Рахманинов
«ALEKO» «АЛЕКО»
Opera in un atto
Libretto di Vladimir Nemiròvich-Dàncenko, dal poema «Gli Zingari» («Цыганы») di Aleksandr Pushkin
Prima: Mosca, Teatro Bolshoj, 1893
PERSONAGGI:
Aleko (baritono o basso) Алеко
Zemfìra, sua moglie (soprano) Земфира, его жена
Il Giovane Zingaro (tenore) Молодой Цыган
Il Vecchio Zingaro, padre di Zamfìra (basso) Старый цыган
La Vecchia Zingara (mezzosoprano) Старая цыганка
Gli Zingari (Цыгане)

In riva della fiume sono sparsi le tende variopinte degli zingari. A destra c’è la tenda di Alèko e Zemfìra. I carri sono messi su una tenda di tappeti? Da qualche parte ci sono dei fuochi accesi all’aperto. Qua e là ci sono i gruppi degli uomini e delle donne coi bambini. Il tran tran della vita quotidiana degli zingari. Dietro il fiume spunta la luna rossastra. Cantarellando una canzonetta gli zingari si fermano per il pernottamento. Il Vecchio Zingaro, il padre di Zemfira, ricorda la sua giovinezza e il suo amore dal quale aveva avuto molto fastidio e sofferenza. La Mariula non lo amò a lungo. Dopo un anno se ne andò con l’altro campo di zingari, lasciando il marito e la piccola figlia Zemfira. Il racconto del Vecchio zingaro provoca un riflesso acceso in Aleko. Lui non perdonerebbe mai il tradimento e perciò non riesce a capire perchè il vecchio non si sia vendicato con la moglie infedele e con il suo amato. Aleko dice che lui si vendicherebbe sempre. Le parole di Aleko sono estranee e spiacevoli alla natura di Zemfira la quale lo amava di recente. Ora quest’uomo arrivato da loro dall’altro campo di zingari, le è nemico. La sua crudeltà non è capita da lei, il suo amore è odioso e detestabile per lei. Zemfira non nasconde la sua passione accesasi nel suo cuore verso un Giovane Zingaro.
Cominciano le danze durante le quali Zemfira e il Giovane Zingaro spariscono. Gli zingari si coricano. I fuochi sono spenti. Solo la luna in alto illumina il campo. Arrivano Zemfira e il Giovane Zingaro. Zemfira entra nella tenda, il Giovane Zingaro se ne va. Zemfira si siede vicino alla culla. Aleko presso la tenda raccoglie le corde. Zemfira cullando il bambino intona una canzone per il vecchio e detestato marito.
Старый муж, грозный муж, = Vecchio marito, crudele marito,
режь меня, жги меня: = Scannami, bruciami:
я тверда, не боюсь = Son forte, non temo
ни ножа, ни огня. = Né coltello né fuoco.
Ненавижу тебя, = Ti odio,
презираю тебя; = Ti disprezzo;
я другого люблю. = Amo un altro,
Умираю, любя. = Muoio d’amore.

Aleko sente la canzone, ma Zemfire gli dice: «La canzone la canto per te» («Я песню про тебя пою»). Si fa notte e Zemfira va all'appuntamento con il Giovane Zingaro. Aleko, restato solo, è assorto in una meditazione amara e tormentosa. A malincuore ricorda la felicità passata. Il pensiero del tradimento di Zemfira lo fa disperare.
ALEKO:
Весь табор спит. = Tutto il campo dorme.
Луна над ним полночной красотою блещет = La luna illumina dall'alto con la bellezza di mezzanotte
Что ж сердце бедное трепещет? = Perché dunque il cuore povero freme?
Какою грустью я томим? = Da quale affanno io sono oppresso?
Я без забот, без сожаленья = Senza affanni e rimpianti
Веду кочующие дни. = Meno i nomadi giorni
Презрев оковы просвещенья, = Sdegnato i ceppi della civiltà
Я волен так же, как они, = Sono libero come loro
Я волен так же, как они. = Sono libero come loro
Я жил, не признавая власти = Avevo vissuto senza riconoscere il potere
Судьбы коварной и слепой. = Della sorte perfida e cieca
Но, боже, как играют страсти = Ma Dio, come le passioni avevano devastato
Моей послушною душой!... = La mia docile anima! …
Земфира! Как она любила! = Zemfira! Come ella amava!
Как, нежно преклонясь ко мне, = Come teneramente stringendosi a me
В пустынной тишине = Nella solitaria calma
Часы ночные проводила! = L’ore notturne trascorreva! -
Как часто милым лепетаньем, = Piena d’infantile giocondità
Упоительным лобзаньем = Quanto spesso col caro balbettare
Задумчивость мою = O con un bacio inebriante
В минуту разогнать умела! = La mia malinconia
Я помню: с негой. полной страсти, = Sapeva in un momento dissipare!
Шептала мне она тогда: Lei mi sussurrava allora
«Люблю тебя! «Ti amo!
В твоей я власти! = Sono in tuo potere!
Твоя, Алеко, навсегда!» = Sono tua, Aleko, per sempre!»
И всё тогда я забывал, = Ed io allora mi dimenticavo di tutto
Когда речам её внимал = quando davo ascolto alle sue parole
И как безумный целовал = e come un pazzo baciavo
Её чарующие очи, = i suoi occhi affascinanti,
Кос чудных прядь, темнее ночи, = le sue belle trecce più scure della notte,
Уста Земфиры… А она, = le labbra di Zemfira… Ma lei,
Вся негой, страстию полна, = tutta abbandonata alla voluttà
Прильнув ко мне, в глаза глядела… = stringendosi a me, mi guardava negli occhi
И что ж? Земфира неверна! = Ebbene? Zemfira è infedele!
Земфира неверна! = Zemfira è infedele!
Моя Земфира охладела …! = La mia Zemfira s’è raggelata…!


Aleko se ne va. La luna si nasconde, albeggia. Solo verso il mattino tornano Zemfira e il Giovane Zingaro. Da lontano arriva la voce del Giovane Zingaro. Aleko esce incontro agli innamorati. Un’ultima volta lui supplica Zemfira in nome dell’amore. Cercando di intenerire il suo cuore lui rammenta che per amore verso a lei, lui ha scelto di lasciare la comunità in cui è nato. Ma Zemfira è inflessibile. Le implorazioni di Aleko si trasformano in minacce. Accecato dall'ira Aleko pugnala il Giovane Zingaro. Rimpiangendo la morte dell’amato, Zemfira maledice Aleko. Aleko uccide anche Zemfira. Richiamati dal chiasso si affollano gli zingari. A loro che odiano le esecuzioni e le uccisioni non è chiaro l’atto di Aleko. Il padre di Zemfira, il Vecchio Zingaro dice ad Aleko:
Мы дики, нет у нас законов, = Noi siamo selvaggi, non abbiamo leggi,
Мы не терзаем, не казним, = Non torturiamo, non mettiamo a morte,
Не нужно крови нам и стонов, = Non abbiamo bisogno di gemiti e di sangue,
Но жить с убийцей не хотим, - = Ma vivere con un assassino non vogliamo
Gli zingari se ne vanno lasciando Aleko solo nell’ansia irreparabile e senza via d'uscita …


ATTENZIONE!
La riproduzione totale o parziale dell'esposizione sintetica dell'Opera di SERGHEJ RACHMANINOV «ALEKO», in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita senza espressa autorizzazione del forum ArcaRussa.it.



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Descrizione: Serghej Rachmaninov (1873-1943) «ALEKO»
Libretto di Vladimir Nemiròvich-Dàncenko, dal poema «Gli Zingari» di Aleksandr Pushkin
Prima: Mosca, Teatro Bolshoj, 1893 
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Descrizione: Serghej Rachmaninov (1873-1943) «ALEKO»
Libretto di Vladimir Nemiròvich-Dàncenko, dal poema «Gli Zingari» di Aleksandr Pushkin
Prima: Mosca, Teatro Bolshoj, 1893 
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Descrizione: Serghej Rachmaninov (1873-1943)
«ALEKO»
Libretto di Vladimir Nemiròvich-Dàncenko, dal poema «Gli Zingari» di Aleksandr Pushkin
Opera in un atto
Prima: Mosca, Teatro Bolshoj, 1893 
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Messaggio «ALEKO» Di Serghej Rachmaninov 
 
Grazie per questa presentazione, caro Zarevich.
Io conobbi quest'opera grazie allo spartito per canto e pianoforte che sta nella biblioteca familiale e credo aver sentito anche tutte le incisioni ufficiali di quest'opera. È senz'ombra di dubbio una delle piú ispirate creazioni della musica russa. Rachmaninov ha saputo trasmettere un vasto spettro d'emozioni e d'atmosfere. Ciascuno dei quattordici pezzi della partitura è una piccola gemma, non soltanto le due danze zingare e la cavatina d'Aleko, ma anche il preludio, l'intermezzo orchestrale, i cori, le romanze dei protagonisti:  la "scena alla culla" di Zemfira ed Aleko (che fu prima musicata anche da Čajkovskij come pezzo per voce e pianoforte, con pezzi parlati), la romanza del Giovane Zingaro (amante di Zemfira), il racconto del Vecchio Zingaro (padre di Zemfira). Tutta la musica è piena d'un'incredibile freschezza giovanile.
L'unico, ma abbastanza grave difetto di quest'atto unico sta nel fatto che è quasi impossibile fare una collana od un braccialetto (ossìa un'unità musicale e teatrale) di queste quattordici gemme. La maggioranza delle volte che ho sentito quest'opera era una suite di splendidi pezzi da concerto.
Ci sono tentativi di costituire un'unità musicale da parte del compositore come la melodia dei fiati, tenerissima, "lejana y sola" ("lontana e sola", nel Lorca), che gira, facendosi sempre piú ornata, intorno ad una nota (alla quinta vuota di re minore). Con questa melodia comincia e finisce l'opera. All'inizio dell'opera questa melodia fa pensare all'esotico mondo dei zingari, ma nel finale dell'opera, quando viene intonata dopo la marcia funebre al suono della quale i zingari sgombrano il palco ed Aleko, rimasto solo in scena, canta le ultime parole dell'opera "Один! Опять один" ("Solo! Solo di nuovo"), abbraccia anche il sentimento che costituisce la tragedia personale d'Aleko, ovvero la sua solitudine - sia nel mondo "civilizzato" ove si sentiva "incatenato" e che abbandonò in favore del mondo "selvaggio" dei zingari e dell'amore di Zemfira, sia nel mondo dei zingari, la cui concezione della libertà Aleko non può sposare: per essere libero è necessario poter lasciar andare gli uomini il cui affetto s'è perso, non serbar rancore o sentimenti d'odio e di vendetta. Aleko è incapace di tutto ciò. In effetti, l'unico vero Leitmotiv dell'opera è il brevissimo motivo d'Aleko, che caratterizza soprattutto il suo essere impulsivo e vendicativo, la sua gelosia ed i suoi sospetti d'esser tradito da Zemfira, ma anche la sua solitudine.
A mio avviso, l'unico direttore d'orchestra cui è riuscita la quasi impossibile impresa di fare un'opera della suite di pezzi da concerto è Golovanov, la cui direzione di quest'opera ritengo perciò la migliore in assoluto. Il pregio dell'incisione diretta da lui è anche nei cantanti, in testa il magnifico Aleko d'Ivàn Petròv.
A proposito: è l'unico basso (o, piuttosto, basso-baritono) che posso ascoltare con piacere in questo ruolo. Il guaio (per me) sta nel fatto che dopo Chaliapine molti ruoli nell'opera russa, scritti originariamente per baritono, furono "usurpati" dai bassi. In Aleko questo si fa sentire con un'acuzie particolare: se Aleko viene cantato da un baritono, allora abbiamo un quintetto perfetto con cinque voci: soprano (Zemfira), contralto (la Vecchia Zingara), tenore (il Giovane Zingaro), baritono (Aleko) e basso (il Vecchio Zingaro). Un altro aspetto innegligibile sono le caratteristiche psicologiche associate della voce di baritono: è considerata virile al pari della voce di basso senza l'inflessibilità di questa e possiede pure le caratteristiche erotiche associate alla voce tenorile. Se Aleko viene cantato da un basso, si perde una delle due qualità.
  




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Messaggio «ALEKO» Di Serghej Rachmaninov 
 
Una piccola aggiunta: Čajkovskij fu un tale entusiasta della prima opera di Rachmaninov che espresse il desiderio di sentirla in teatro abbinata alla sua propria "Iolanta". Purtroppo morí prematuramente e non vide mai questo suo desiderio esaudito, ma a volte i teatri presentano le due opere in una sola serata.
  




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Messaggio «ALEKO» di Serghej Rachmaninov 
 
Serghej Rakhmaninov Сергей Рахманинов
«ALEKO» «АЛЕКО»
Casa Editrice «P.Jurgenson» Mosca 2016 (Pagine 120)  
Издательство «П.Юргенсон» Москва 2016

«Alèko» «Алеко», la prima Opera lirica di Srghej Rakhmaninov, scritta del diciannovenne compositore come la tesi di laurea al termine degli studi al Conservatorio di Mosca (1892). Fino ad oggi quest’Opera resta una delle più note opere liriche russe.  

  

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Casa Editrice «P.Jurgenson» Mosca 2016 (Pagine 120) 
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Messaggio «ALEKO» di Serghej Rachmaninov 
 
LA CAVATINA DI ALEKO DALL’OPERA «ALEKO» DI SERGHEJ RAKHMANINOV
Canta Dmitrij Khvorostòvskij (Дмитрий Хворостовский)
Orchestra Sinfonica di Novosibirsk
Direttore: Konstantin Orbeljàn (Константин Орбелян)
Filmato: 3 maggio 2008 Novosibìrsk

https://www.youtube.com/watch?v=h5DqIDV0ctI

ALEKO:
Весь табор спит. = Tutto il campo dorme.
Луна над ним полночной красотою блещет = La luna illumina dall'alto con la bellezza di mezzanotte
Что ж сердце бедное трепещет? = Perché dunque il cuore povero freme?
Какою грустью я томим? = Da quale affanno io sono oppresso?
Я без забот, без сожаленья = Senza affanni e rimpianti
Веду кочующие дни. = Meno i nomadi giorni
Презрев оковы просвещенья, = Sdegnato i ceppi della civiltà
Я волен так же, как они, = Sono libero come loro
Я волен так же, как они. = Sono libero come loro
Я жил, не признавая власти = Avevo vissuto senza riconoscere il potere
Судьбы коварной и слепой. = Della sorte perfida e cieca
Но, боже, как играют страсти = Ma Dio, come le passioni avevano devastato
Моей послушною душой!... = La mia docile anima! …
Земфира! Как она любила! = Zemfira! Come ella amava!
Как, нежно преклонясь ко мне, = Come teneramente stringendosi a me
В пустынной тишине = Nella solitaria calma
Часы ночные проводила! = L’ore notturne trascorreva! -
Как часто милым лепетаньем, = Piena d’infantile giocondità
Упоительным лобзаньем = Quanto spesso col caro balbettare
Задумчивость мою = O con un bacio inebriante
В минуту разогнать умела! = La mia malinconia
Я помню: с негой. полной страсти, = Sapeva in un momento dissipare!
Шептала мне она тогда: Lei mi sussurrava allora
«Люблю тебя! «Ti amo!
В твоей я власти! = Sono in tuo potere!
Твоя, Алеко, навсегда!» = Sono tua, Aleko, per sempre!»
И всё тогда я забывал, = Ed io allora mi dimenticavo di tutto
Когда речам её внимал = quando davo ascolto alle sue parole
И как безумный целовал = e come un pazzo baciavo
Её чарующие очи, = i suoi occhi affascinanti,
Кос чудных прядь, темнее ночи, = le sue belle trecce più scure della notte,
Уста Земфиры… А она, = le labbra di Zemfira… Ma lei,
Вся негой, страстию полна, = tutta abbandonata alla voluttà
Прильнув ко мне, в глаза глядела… = stringendosi a me, mi guardava negli occhi
И что ж? Земфира неверна! = Ebbene? Zemfira è infedele!
Земфира неверна! = Zemfira è infedele!
Моя Земфира охладела…! = La mia Zemfira s’è raggelata…!



  

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