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«IL RICCIO NELLA NEBBIA»
Autore Messaggio
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Messaggio «IL RICCIO NELLA NEBBIA» 
 
Un film d’animazione «IL RICCIO NELLA NEBBIA»
Regia: Jurij Norštejn (Юрий Норштейн)
Sceneggiatura: Serghej Kozlov (Сергей Козлов)
Produttore: Sojuzmultfilm (Союзмультфильм), 1975

Un film d’animazione «Il riccio nella nebbia» («Ёжик в тумане», «Hedgehog in the Fog», 1975) di Jurij Norštejn (Юрий Норштейн) è considerato uno dei migliori corti animati di tutti i tempi. E’ la storia di un piccolo riccio (voce di Maria Vinogradova) e del suo amico orsetto (voce di Vjačeslav Nevinnij) che si incontrano ogni sera per bere il tè, conversare sulla vita e ammirare le stelle. Un giorno il riccio per raggiungere il suo amico si perde nella nebbia, e si trova immerso in un mondo sconosciuto fatto di visioni incredibili e creature strane. E’ una favola poetica, onirica, un inno all’uso dell’immaginazione per spiegare gli eventi che appaiono inspiegabili.
Il regista Jurij Norštejn così racconta la genesi del film: «Da tempo, avevo voglia di fare una storia nella quale lo spunto doveva essere una foglia d’autunno che cade sul suolo. Ed ecco che una volta... «tutti i racconti cominciano per «una volta»... Era quando lavoravo su «L’airone e la cicogna»... Improvvisamente, qualcuno mi telefona e mi dice: «Buongiorno, sono il narratore Serghej Kozlov.» Ho visto la vostra pellicola e vorrei portarvi i miei racconti». E me li portò: Erano quaranta o cinquanta. Non so perché, ma è «il piccolo riccio nella nebbia» che ho scelto. Il racconto è stato completamente rifatto per la pellicola ed il risultato è stato completamente diverso: numerosi eventi sono restati gli stessi ma la filosofia è molto diversa... La pellicola differisce anche dallo scenario... e tutto si è rivelato meno semplice di quanto si pensava alla partenza. Mi ricordo del male che ci siamo dati con «il piccolo riccio». Avevamo già iniziato a girare la pellicola e non avevamo ancora idea di come realizzare il personaggio principale... Occorreva assolutamente che fosse semplice, che potesse essere interpretato immediatamente, come un colpo di fuoco, istantaneamente, fin dalla prima immagine. In realtà, è molto difficile disegnare un piccolo riccio... È per questo che due obiettivi ci sembravano essenziali. La semplicità di cui ho già parlato, e non ripetere ciò che esisteva già. Non ripetere... Occorreva che fosse precisamente un riccio, un piccolo riccio. Anche l’espressione «piccolo riccio» suona differentemente da «riccio»! Il piccolo riccio ed il riccio sono due personaggi distinti, sono una cosa diversa, completamente diversa!»

Il film ha ricevuto molti premi internazionali:
- Film dell’Anno – Festival di Londra, Londra, Regno Unito, 1977
- Vincitore del Primo Premio – Festival Internazionale del Cinema per l’infanzia e l’adolescenza, Theran, Iran, 1976
- Vincitore del Primo Premio – Festival del Cinema dell’URSS, Frunze, URSS, 1976
- Premio per il miglior cortometraggio per l’infanzia, Gijon, Spagna, 1977
- Vincitore del Secondo Premio – Festival Internazionale del Cinema di Sydney, Sydney, Australia, 1978
- Vincitore del Terzo Premio – Festival Internazionale del Cinema di Chicago, Chicago, USA, 1977
- Premio Speciale per il miglio film di animazione, Laputa Animation Festival, Tokio, Giappone, 2003
– Vincitore del Primo Premio – Festival Internazionale del Cinema di Espinho, Espinho, Portogallo


Link

SCENEGGIATURA
VOCE DEL NARRATORE (voce di Aleksej Batalov): Ad ogni calar del Sole, il piccolo riccio si recava a trovare il suo amico orsetto per passare con lui la serata a contare le stelle; si sedevano su un tronco e, sorseggiando il tè, scrutavano il cielo stellato. Le stelle riempivano il cielo, proprio dietro il profilo del comignolo della casa dell'orsetto, a destra del comignolo c'erano le stele dell'orsetto mentre a sinistra c’erano quelle del riccio.
[alle spalle del riccio compare un gufo che imita i gesti del riccio]
[il riccio continua a camminare]
VOCE DEL RICCIO: Gli dirò che ho portato della mamellata di lamponi e lui mi dirà: ‘il fuoco sotto al samovar si sta spegnendo. Meglio aggiungere un po’ di ... come si chiamano... ramoscelli di ginepro!’ e io gli dirò... gli dirò...”
[in mezzo ad una nebbia improvvisa ecco comparire un cavallo bianco]
VOCE DEL RICCIO: Gli dirò...
VOCE DEL NARRATORE: ‘Mi chiedo’ pensò il riccio ‘cosa succederebbe se quella cavalla dovesse addormentarsi nella nebbia? Soffocherebbe?’ E lentamente il riccio inizia a scendere per la collina verso la nebbia per vedere con i suoi occhi com’era trovarsi al suo interno.
VOCE DEL RICCIO: Accidenti, non riesco a vedere nemmeno le mie zampe... Cavallina?
VOCE DEL NARRATORE: La cavallina non diede nessuna risposta.
[come dal nulla cade una foglia mentre per terra una lumaca si muove lentamente. A questa immagine seguono altre immagini di figure indistinte – elefante – dei pipistrelli e delle farfalle notturne che spaventano il riccio. La figura indistinta diventa pian piano più chiara fino a manifestarsi in un magnifico albero che perde lentamente le sue foglie]
VOCE DELL’ORSO: Riccio
[il riccio nel frattempo perde il suo sacchetto con la merenda e prova a cercarlo con una candela illuminata dalla luce di una lucciola... una seconda lucciola si avvicina alla prima e tutte e due scappano lasciando nel buio del bosco il riccio. Il riccio diventa preda di immagini terribili che si rincorrono nella sua immaginazione]
VOCE DELL’ORSO: Riccio
[il riccio torna a riprendersi e trova un cane che gli riporta il sacchetto con la merenda]
VOCE DELL’ORSO: Riccio
[il riccio all’improvviso cade nell’acqua]
VOCE DEL RICCIO: Sono finito nel fiume.
VOCE DEL NARRATORE: ‘Mi lascerò trasportare dalle acque’ disse il piccolo riccio. Sospirò profondamente e cominciò a fluttuare con la corrente
VOCE DELL’ORSO: Riccio
[le stelle nel cielo e il muso della cavallina si susseguono in una serie di immagini viste con
la stessa prospettiva del riccio caduto nel fiume]
VOCE DEL RICCIO: sono bagnato fradicio, annegherò presto
VOCE DEL NARRATORE: All’improvviso qualcuno gli toccò una zampa. ‘Scusami’, sussurrò una voce quasi inudibile, ‘chi sei e come sei arrivato qui?
[sotto al riccio si vede l’ombra di un pesce]
VOCE DEL RICCIO: Sono un riccio e sono caduto in acqua
VOCE DEL NARRATORE: ‘Allori sali sul mio dorso. Ti porterò a riva’
[il riccio viene portato in salvo dal pesce misterioso]
VOCE DEL NARRATORE: ‘Grazie’ disse il riccio. ‘Non c’è di che’ disse la creatura misteriosa.
[il riccio ritravata, infine, la sua strada si trova ora davanti al fuoco preparato dall'orso.
Arriva trafelato l’orso]
VOCE DELL’ORSO: Riccio! Dove sei stato! Ti continuavo a chiamare ma tu non rispondevi! Il samovar è già nel fuoco, nel portico, e ho portato fuori due sedie così potremo metterci comodi a contare le stelle. Pensavo: presto il riccio sarà qui e si siederà accanto a me e prenderemo il tè con la marmellata di lamponi. Hai portato la marmellata di lamponi, vero? Oh, e ti avrei detto che i samovar erano già nel fuoco e di aggiungere qualcuno di quei ramoscelli... come si chiamano?
VOCE DEL RICCIO: ramoscelli di ginepro?
VOCE DELL’ORSO: esatto, ramoscelli di ginepro! Ottimi per profumare il fumo! E ti aspettavo anche perché... perché... be’ perché nessun altro sa contare le stelle come te!
VOCE DEL NARRATORE: L’orsetto parlava e parlava e il riccio penso: ‘non è meraviglioso essere di nuovo insieme?’ Ma nello stesso tempo pensava alla cavalla bianca: ‘Come se la sarà cavata laggiù nella nebbia?’
FINE DEL FILM

Image

Jurij Borisovič Norštejn (Юрий Борисович Норштейн) è uno dei più grandi maestri del cinema d’animazione russo. La sua opera comprende alcuni capolavori come «L’airone e la gru» («Цапля и журавль», 1974), «Il riccio nella nebbia» («Ёжик в тумане», 1975), «Il racconto dei racconti» («Сказка сказок», 1979), etc. Attualmente sta lavorando ad un film di animazione basato sul racconto «Il cappotto» («Шинель») di Gogol.

Il sito ufficile di Jurij Norštejn: http://norshteyn.ru/eng/index.php
La comunità su LiveJournal: http://community.livejournal.com/norshtein

  



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Messaggio Re: «IL RICCIO NELLA NEBBIA» 
 
Il libro «IL RICCIO NELLA NEBBIA» («ЁЖИК В ТУМАНЕ», «HEDGEHOG IN THE FOG») tratto dall’omonimo cartone animato (edizioni russa e inglese)
Serghej Kozlov Сергей Козлов
Jurij Norštejn Юрий Норштейн
«ЁЖИК В ТУМАНЕ» «IL RICCIO NELLA NEBBIA» «HEDGEHOG IN THE FOG»
Casa Editrice «Krasnaja ploshad’» Mosca 2009
Издательство «Красная площадь», Москва 2009
Illustrazioni di Francesca Jabrusova (Франческа Ябрусова) http://www.liveinternet.ru/users/1138150/post110159840/
  



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Messaggio Re: «IL RICCIO NELLA NEBBIA» 
 
E' davvero una deliziosa fiaba piena di poesia, non la avevo ancora mai vista.
Grazie, cara Schiaccianoci! Il tuo buon gusto non sbaglia mai!  Thumbup
Sarebbe assai bello vederti più spesso  Wink
  



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Messaggio Re: «IL RICCIO NELLA NEBBIA» 
 
Mi viene piangere, quando  vedo questo film d'animazione...
tanto piccolo riccio, con una marmelatta, con le gambette ridicoli.
  



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Messaggio Re: «IL RICCIO NELLA NEBBIA» 
 
«Il riccio nella nebbia» («Ёжик в тумане»), nonostante la leggera tristezza e il mistero, questo film d’animazione diventò il primo dell'hit parade per gli adulti e per i bambini. L’autore ha riempito tutto il film con la polifonia straordinaria. Per un piccolo spettatore un’animazione di questo film è poco comune, i personaggi sono facili da ricordare e il soggetto è mobile e misterioso. È una buona fiaba sugli amici.    
Per gli adulti è una filosofia allegorica in cui c’è un viaggio dal mondo reae nell'al di là o nell'altro mondo. Nel film c’è un sacco di simboli, c’è il cosmo e c’è lo scintillio delle stelle. C’è la rivelazione a mo' di una cavalla, il pesce parlante e l’albero genealogico. In sostanza questo film è Zen russo, è una  parabola filosofica per l’imparare del mondo attraverso il rifiuto dall’imparare. È una strada dell’anima attraverso il velo di nebbia e allo steso tempo è la strada della Russia nella nebbia. È la psicologia e la filosofia nazionale. Gli ostacoli non sono importanti. Il respiro, il suono e lo stormire delle foglie sono importanti: «Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura…» («Земную жизнь пройдя до половины, я очутился в сумрачном лесу…».
Zarevich

  



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