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«IL GIOCATORE» di Fiodor Dostojevskij
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Messaggio «IL GIOCATORE» di Fiodor Dostojevskij 
 
«IL GIOCATORE» («ИГРОК»), un romanzo di Fiodor Dostojevskij, pubblicato nel 1866. Fiodor Dostojevskij analizza il gioco d'azzardo in tutte le sue forme con i diversi tipi di giocatori, dai ricchi nobili europei, ai poveretti che si giocano tutti i loro averi, ai ladri tipici dei casinò. È anche uno studio delle diverse peculiarità delle popolazioni europee: l'altezzoso barone tedesco, il ricco gentleman inglese e il francese manipolatore.

L'Italia somiglia sempre più a Roulettenburg, e gli italiani sono diventati un popolo di giocatori.
Il fenomeno del gioco d'azzardo in Italia è aumentato vistosamente negli ultimi dieci o quindici anni, e basta fare un attimo mente locale sulla grande quantità di giochi, tutti naturalmente gestiti e offerti dallo Stato, tutti a portata di chiunque: scommesse sportive, lotterie ad estrazione ed immediate, bingo, videopoker, slot machine, lotto, tombola, carte, dadi... e sullo spazio che occupano nei mass-media, per rendersi conto del boom di questo fenomeno. In televisione si moltiplicano le trasmissioni demenziali di giochi a premi, con quiz o altre cose del genere. Ovunque si vede gente che gioca. In televisione ci sono solo concorrenti, i giornali fanno i loro concorsi, le ricevitorie di scommesse prolificano; nei tabaccai e nei bar sono tutti a giocare le loro schede, o ad acquistare biglietti della lotteria, o gratta e vinci; ogni bar ha diversi videopoker o slot-machine in cui c'è sempre seduto qualcuno a giocare. Perfino quando vai a comprare le patate al supermercato ti vogliono far comprare un "gratta e vinci"! In ogni momento c'è qualcuno che gioca, o sta pensando di giocare, o sta aspettando l'esito della sua giocata. Le vincite delle lotterie raggiungono di continuo nuovi record storici, come è appunto il caso attuale, in cui alla lotteria del Superenalotto, dove da molto tempo nessuno indovina la combinazione vincente, l'ammontare ha raggiunto circa 120 milioni di euro, e continuerà a salire finché qualcuno non vincerà. Ora, a parte che personalmente mi domando cosa debba farci una sola persona, od anche una sola famiglia, con una somma del genere, sufficiente a far vivere bene diverse decine di persone, ma questa ovviamente è una considerazione personale; ebbene, il fenomeno che trovo assai interessante - in quanto difficilmente spiegabile razionalmente - è quello che al crescere del premio, aumenta in proporzione anche il numero dei giocatori. Questo significa che in questi giorni sta giocando a questo gioco anche chi non vi ha mai giocato prima, oppure che chi di solito gioca una volta ogni tanto, per caso, ora sta giocando quasi sistematicamente. E questo l'ho potuto verificare anche di persona con parenti, amici e colleghi. Quello che trovo curioso è che io sarei spinto a giocare sapendo che sono aumentate le mie probabilità di vincere, piuttosto che se è aumentata la vincita ma le probabilità rimangono le stesse. Insomma, record a parte, bisogna comunque ricordare che a questo tipo di lotteria le vincite sono sempre dell'ordine di milioni di euro. E giocare soltanto - o più spesso, o più soldi - in concomitanza di premi record di questo tipo, è un po' come se nella propria testa si dicesse
"Be', ora sì. Per cento milioni di euro, un paio di euro li posso pure spendere per tentare la fortuna. Ma altrimenti....cinque milioni di euro, e cosa ci faccio? non vale proprio la pena. No, meglio non buttare questi due euro, tanto non vincerò mai...".
Io non ho nessun quoziente per il gioco d'azzardo. Sono completamente refrattario a qualsiasi gioco d'azzardo, ma osservo che per moltissima gente il gioco d'azzardo è una componente della loro vita quotidiana e che sebbene le tipologie di giochi d'azzardo offerti dallo Stato continuino ad aumentare, e quindi l'offerta a salire, la domanda non accenna assolutamente a diminuire, e questo è un dato forse un po' preoccupante.
In ogni modo... Buona fortuna! Wink

  



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Messaggio «IL GIOCATORE» di Fiodor Dostojevskij 
 
Molto interessante la tua analisi di questo fenomeno sociale, Myshkin!
In effetti anch'io mi sono chiesto cosa possa farsene una sola famiglia/persona di tutti quei soldi ... beh comunque quando uno ce li ha in tasca trova sempre il modo di usarli, ma a parte questa banale considerazione credo veramente che siano troppi e che andrebbero distribuiti meglio, magari creando un "tetto" limite oltre il quale la parte in più del montepremi venga usato dalla collettività per opere di interesse comune, per esempio la costruzione di nuovi ospedali, l'acquisto di macchinari sanitari, ambulanze, il restauro delle opere d'arte, ecc...
Anche se in passato mi sono lasciato tentare talvolta dalla classica giocata alla schedina del Totocalcio, le cui vincite spesso sono veramente ridicole (una volta ho giocato un super-sistema con un gruppo di amici, versando 10 euro a testa, e in effetti abbiamo vinto, realizzando un 12; peccato che i 12 vincitori fossero diverse migliaia, cosicchè l'ammontare della vincita arrivò a 3 euro scarsi a testa...) adesso però mi ritengo totalmente immune e provo un interesse pari allo zero per questi apparati ludici mangia-stipendi inventati dallo Stato.
Chi gioca regolarmente è come preda di un raptus, e, posseduto dal demone del gioco, ben difficilmente si rende conto di quanti soldi butta dalla finestra. Certo c'è quella remota possibilità di azzeccare il numero magico che cambia la vita, ma inseguire la felicità in questo modo non è il mio ideale!
Ricordiamoci del "Giocatore" di Dostoevskij!!

  



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Messaggio «IL GIOCATORE» di Fiodor Dostojevskij 
 
«I GIOCATORI»
Che bella e interessante discussione! Peccato che sia finita nel 2009. Speriamo di vedere qualcuno che potrà continuare questo bel discorso!
Zarevich



Ultima modifica di Zarevich il 06 Apr 2018 07:00, modificato 2 volte in totale 




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Messaggio «IL GIOCATORE» di Fiodor Dostojevskij 
 
Scrivo per segnalare uno spettacolo teatrale che ho visto poche sere fa, tratto dal romanzo Il giocatore di Dostoevskij. L'adattamento teatrale intreccia la vicenda narrata (la passione del protagonista per il gioco d'azzardo e per una donna) con la vicenda reale della scrittura del romanzo (dettato da Dostoevskij ad una giovane stenografa sotto l'urgenza di una consegna entro un mese).
Gli attori protagonisti, Daniele Russo e Camilla Semino Favro, interpretano sia il personaggio immaginario sia quello reale (Aleksej/Dostoevskij e Polina/Anna Grigor’evna) e la vicenda, segnata da un clima convulso e ossessivo, trascolora continuamente da un piano all'altro.
La scenografia e gli oggetti scenici sono essenziali, ma assumono molteplici significati con il variare delle situazioni.
La cosa che più mi ha colpito è il "prendere vita" sul palcoscenico dei personaggi del libro, evocati dalle parole di Dostoevskij che detta improvvisando.
Riporto di seguito il link con il trailer dello spettacolo:
https://www.youtube.com/watch?v=ej1lFD1bsgI
Se qualcuno ha avuto occasione di andarlo a vedere, mi farebbe piacere conoscere la sua opinione.

Approfitto del forum per chiedere se il film 26 giorni dalla vita di Dostoevskij, di cui parlate in un post, che narra proprio la vicenda della genesi del Giocatore, esiste con sottotitoli in inglese (purtroppo non conosco il russo).
Grazie, un saluto
  



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Messaggio «IL GIOCATORE» di Fiodor Dostojevskij 
 
Cara amica! Ti ringraziamo per la tua interessantissima segnalazione teatrale. Hai fatto bene di venire da noi. Il nostro forum «ARCA RUSSA» è un posto adatto per il tuo racconto degli spettacoli teatrali.  
Penso che tu conosca anche la nota opera lirica di Serghej Prokofiev sull’omonimo romanzo di Fiodor Dostojevskij «Il Giocatore» («Игрок»).
«Il Giocatore», non si può dire che questo romanzo di Dostojevskij è trascurato dalla parte del lettore, comunque dalla parte del lettore russo. Il tema dell’azzardo al pubblico russo era sempre vicino e interessante. La storia della creazione del romanzo «Il Giocatore» è curiosa. Il romanzo fu scritto mentre Fiodor Dostojevskij stesso perse molto denaro al gioco e dovette scrivere il romanzo per coprire tutti i suoi debiti. Il libro fu scritto in fretta per l’adempimento del contratto a termine. La descrizione della psicologia del giocatore d'azzardo dall’autore stesso che era un giocatore è una cosa incredibile.
Quanto al film del 1980 del regista Aleksandr Zarkhì «26 giorni dalla vita di Dostojevskij» («26 дней из жизни Достоевского») lo si può guardare sul nostro forum, ma purtroppo senza titoli stranieri, solo in russo.  
http://www.arcarussa.it/forum/viewtopic.php?t=2485&highlight=


Ultima modifica di Zarevich il 06 Apr 2018 07:00, modificato 2 volte in totale 

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Messaggio «IL GIOCATORE» di Fiodor Dostojevskij 
 
Grazie per il caloroso benvenuto e per le indicazioni!
Ho tentato di guardare il film in russo con la traduzione automatica dei sottotitoli, ma il risultato era tra l'incomprensibile e l'esilarante.
Mi è sembrato di capire però che segua la falsariga delle Memorie di Anna Grigor'evna, libro di cui non conoscevo l'esistenza fino a quando non ho visto Il giocatore a teatro: ho visto che in Italia è stato tradotto con il titolo Dostoevskij mio marito e mi riprometto di leggerlo a breve, sperando che mi sarà di aiuto per la comprensione del film.
Come hai ricordato, la genesi del Giocatore è davvero singolare, e l'unico appunto che posso muovere allo spettacolo teatrale è di non aver forse sottolineato abbastanza i forti tratti autobiografici del testo.
Buona serata, a presto
  



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Messaggio «IL GIOCATORE» di Fiodor Dostojevskij 
 
«IL GIOCATORE» «ИГРОК»

Vorrei aggiungere alcune parole al nostro discorso del celebre romanzo di Fiodor Dostojevskij «Il Giocatore» («Игрок»). Il fatto è che è difficile determinare in modo univoco il genere del romanzo. È una sintesi della linea comica della «nonnina» cioè in russo «бабуленька», Antonìda Vasiljevna, l'anziana nonna proprietaria della futura eredità, la linea d’amore di Polina, del marchese des Grieux, di Aleksej, di Mr.Astley, di M.lle Blanche ed anche la linea d’avventure il marchese des Grieux, M.lle Blanche, i polacchi in casino. Parecchie pagine sono dedicate alle riflessioni filosofiche dell’autore. Tutto completa la roulette che è un simbolo della vita e del destino. In certo senso è un simbolo dei rapporti e delle relazioni reciproche fra i personaggi. Il romanzo si può dividere in tre parti. La prima parte, la più grande, mostra la nascita della passione folle e causa che portano il protagonista alla sala da gioco. La seconda parte mostra la grossa vincita e la degradazione morale. La terza parte è una completa degradazione di Aleksej. Come contrappeso ad Aleksewj nel romanzo c’è ancora un giocatore o una giocatrice, la quale riuscì a liberarsi dalle pastoie dell’azzardo. È la nonnina, un personaggio molto interessante e comico. La donna sagace capisce subito chi sono il marchese des Grieux e M.lle Blanche e favorisce Polina, Aleksj e Mr.Astley. Dopo la sua prima somma perduta al gioco, la nonnina ha voglia di partire, ma non può resistire alla tentazione e va di nuovo a giocare. Spedendo tutto che ha portato con sé, lei trova le forze di fermarsi. La sua partenza per Mosca è simbolica. Fiodor Dostojevskij scriveva che solo il ritorno alle vere tradizioni russe che esistono da sempre, antiche e secolari, potrà salvare un giocatore russo che ha perso la strada giusta nella vita, smarrito e traviato nelle tradizioni europee.                            
L’arte di Dostojevskij attira attenzione dei lettori verso il suo romanzo «Il Giocatore» più da due secoli. Un giocatore d'azzardo del XIX secolo si distingue dal giocatore del XXI secolo solo con i suoi vestiti, con il suo modo di comportarsi e il suo modo di parlare e con il suo cellulare. Il nocciolo della questione rimane lo stesso e la debole volontà e il vuoto morale portano alla dipendenza e alla degradazione spirituale.

  

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