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«ROGNEDA» di Aleksandr Seròv
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Messaggio «ROGNEDA» di Aleksandr Seròv 
 
Aleksandr Seròv, l’eminente rappresentante della cultura musicale russa. Era compositore, studioso, ricercatore musicale, critico e pubblicista. Gli articoli scritti da Seròv su Mozart, Beethoven, Spontini, Berlioz, Glinka ed altri, fino d’oggi non hanno perso il valore scientifico. L’eredità di Serov come compositore non è grande. Tra le sue composizioni liriche ricordiamo le opere: l’eroica opera nello stile monumentale e oratoriale «Giuditta» («Judith» «Юдифь» 1863) sul soggetto biblico, l’opera storico-leggendaria «Rognèda» («Рогнеда» 1865) e il dramma musicale popolare «La Potenza del nemico» («Вражья сила» 1871), incompiuta e poi completata dalla vedova di lui.
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Aleksandr Seròv nacque a San Pietroburgo nel 1920.
Faceva il funzionario ministeriale, essenzialmente autodidatta per ciò che concerne la musica, si dedicò a partire dal 1851 alla critica e alla composizione. Scrisse numerosi saggi che furono poi raccolti in 4 volumi. Convinto assertore della scuola neotedesca e di Wagner. Nel 1867 fondò il giornale musicale «Musica e Teatro» («Музыка и театр»). Il successo delle sue opere «Giuditta» («Judith» «Юдифь» ) e «Rognèda» («Рогнеда») era la stima come premio per il lavoro svolto nella musica russa. Scrisse anche una «Suite» per orchestra, uno «Stabat Mater», un «Ave Maria» ed altri pezzi strumentali su temi popolari russi.
Aleksandr Seròv mori 20 gennaio 1871 a San Pietroburgo.
L’opera «Rognèda» scritta sul libretto del Serov stesso insieme al drammaturgo Dmitrij Averkijev (1836-1905) sull’antica leggenda russa del X secolo della Principessa Rogneda di Pòlotsk. Rognèda di Pòlotsk (962-1002) è stata una sovrana russa. Figlia di Rangvald, moglie di Vladimir I di Kiev detto Bel Sole, madre di Jaroslàv I (Ярослàв) di Kiev e di Izjaslàv (Изьяслàв). Promessa in sposa a Jaropòlk (Яропòлк), fratello di Vladimir, fu da questi, che aveva ucciso il padre e i fratelli, presa con la forza e costretta a sposarlo. Tentò la vendetta ordendo un complotto per uccidere Vladimir ma fu scoperta e bandita, insieme al figlio Izjaslav, dalla città di Pòlotsk (Пòлоцк). Una leggenda afferma che abbia trascorso gli ultimi anni della sua vita come monaca con il nome di Anastassìja (Анастасия). È da notare che Aleksandr Serov era il padre dell’eccellente pittore russo della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento Valentin Seròv (Валентин Серов 1865-1911).

L’opera «Rogneda» è rappresentata raramente nei teatri russi, ma ultimamente la musica di Serov suscita un gran interesse in Russia e negli ultimi anni erano rappresentate le opere «Judith» («Юдифь») e «La Potenza del nemico» («Вражья сила»). Su un LP di vinile (ora su CD) della ditta “Melodia” fu pubblicato nel 1980 un Atto Secondo dell’opera “Rogneda” registrata in 1945 alla radio di Mosca con i cantanti del Teatro Bolshoj.
L’opera registrata con l’Orchestra della Radio di Mosca diretta da Aleksandr Jurlòv. È un gran brano del Secondo Atto che si chiama «Banchetto» («Пир»).

Aleksandr Seròv (1820-1871) Александр Серов
«ROGNEDA» «РОГНЕДА»
Opera in 5 atti e otto quadri
Libretto di Aleksandr Serov e Dmitrij Averkijev sull’antica leggenda russa.
Prima rapprezentazione: Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, 1865
PERSONAGGI:
Vladìmir, detto Bel Sole, il Granprincipe di Kiev (baritono) = Daniil Demjànov
Rognèda, una delle sue mogli (mezzosoprano) = Sofia Kisseliòva
Izjaslàv, il loro figlio di 13 anni (contralto) = Nina Kulàghina
Dobrynja Nikìticyh, lo zio del Principe Vladimir (basso) = Vsevolod Tiutjùnik
Ruald, il giovane varego, cristiano (tenore) = Anton Tkacènko
Il Vecchio Pellegrino (basso) = Aleksej Koroliov
Il Pagliaccio (giullare) del Principe (tenore) = Pavel Pontjàghin
Sacerdote Supremo del Dio Perùn (basso) = Levon Khaciaturov  
Ingherd, l’amico di Ruald (tenore)
Drulav, l’amico di Ruald (basso)
Skùlda, la strega (mezzosoprano)
Malfrìda, una delle schiave di Rognèda (soprano)
La balia di Izjaslav (soprano)
L’arciere principesco (baritono)
Due cacciatori (tenore e baritono)
Bogatyri (eroi epici russi), guerrieri, monaci, anacoreti, alti dignitari, arcieri, falconieri, custodi dei cani, cacciatori ippici, sacerdoti pagani di Dio Perùn, incantatori del rito sacrificale, pellegrini, donne al banchetto, schiave di Rognèda, giullari, saltimbanchi, danzatori e danzatrici, peceneghi prigionieri, vareghi (vichinghi), popolo di Kiev.
L’azione si svolge nella Russia Pagana alla fine del X secolo.



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Descrizione: Aleksandr Seròv (1820-1871)
«ROGNEDA»
CD della ditta “Melodia” 
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Descrizione: Aleksandr Seròv (1820-1871)
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Messaggio Re: «ROGNEDA» di Aleksandr Seròv 
 
Aleksandr Seròv (1820-1871) Александр Серов
«ROGNEDA» «РОГНЕДА»
Opera in 5 atti e otto quadri

ATTENZIONE!
La riproduzione totale o parziale dell'esposizione sintetica dell'Opera di Aleksandr Seròv «ROGNEDA», in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita senza espressa autorizzazione del forum arcarussa.it.
 
ATTO PRIMO
Quadro primo
Nella caverna della strega Skùlda (Скулда) arriva il sacerdote supremo del Dio pagano Perùn (Перун). Lui è molto preoccupato perché sempre di più fra il popolo russo appaiano i cristiani. Anche il Granprincipe Vladimir (Великий Князь Владимир) ha cominciato a dimenticare la fede antica. Il sacerdote dice che si dovrebbe far filar dritto Vladimir quando lui tornerà dalla campagna.
Entra la principessa Rognèda (Рогнèда) che vuole venire a sapere dalla strega Skùlda il suo destino. Dalla profonda offesa il suo cuore sta per scoppiare. Non c'è tempo, il Granprincipe Vladimir uccise suo padre e i fratelli e Rogneda, la figlia del principe della città di Pòlotsk, fu da lui catturata e fatta sua sposa con la forza. Ben presto Vladimir lasciò Rogneda e si trovò la bella odalisca Olàva (Олава) che era la fidanzata del cristiano Ruald (Руальд).
Rogneda grida vendetta e soffre umiliazioni. In Ruald lei vuole trovare un vero alleato. Rogneda aspetta dalla strega Skula delle profezie. La strega le dice che deve vendicare e la attira nei perfidi piani del sacerdote. Skulda dà a Rogneda il coltello magico che sconfigge i nemici senza il colpo a vuoto.

Quadro secondo
Sulla riva del fiume Dnepr presso la statua del Dio pagano Perùn si riunisce una grande folla del popolo. Tutti aspettano il ritorno della vittoria del Granprincipe Vladimir . Il sacerdote si prepara a fare un sacrificio al Dio Perun.
Arriva Ruàld (Руальд). Nella tristezza lui chiama la sua amata Olava ma invano. Lei è stata rapita dagli uomini del principe per i divertimenti principeschi. Vedendo come il sacerdote si prepara a sacrificare due innocenti adolescenti, decide a tutti i costi di liberarli. La folla degli idolatri avendo saputo che Ruald è cristiano lo minaccia, ma l’attenzione della folla è distolta dai suoni delle trombe del principe che torna con la vittoria dalla campagna.

ATTO SECONDO
Nel palazzo banchetta il Granprincipe Vladimir detto il Bel Sole. Gli cantano gloria le fanciulle, i pagliacci intrattengono gli ospiti con chiacchiere, il giullare principesco gli racconta una fiaba. Ad un tratto corre dentro un arciere e fa sapere che il palazzo principesco è attaccato da Ruald con la sua squadra dei guerrieri e che lui vuole rapire Olava. Ma non ci riesce. Gli uomini del principe riescono a respingere l'assalto e Ruald fugge.
Vladimir infuriato ordina di catturare Ruald e di giustiziarlo immediatamente.
Dobrynja Nikitich, lo zio del principe, difende Ruald e prega Vladimir di perdonarlo e di liberare Olava. Gli altri cavalieri sostengono Dobrynja, ma il principe è inflessibile. E solo uno scherzo detto dal pagliaccio mitiga la sentenza e lo scoppio d'ira del principe. I divertimenti riprendono.

ATTO TERZO
Per la fitta foresta tornano dal pellegrinaggio a Kiev i pellegrini cristiani. Un Vecchio pellegrino ricorda i luoghi conosciuti dove lui un tempo converti alla fede cristiana il giovanotto Ruald. Dove è lui ora? Il cuore gli suggerisce che lui vedrà ancora Ruald. E il Vecchio pellegrino non sbagliava. Lui vede Ruald che vaga per il bosco e non può trovare il deliquio.

Riconoscendo il Vecchio pellegrino, Ruald gli confida la sua afflizione. Il pellegrino lo chiama all’umiltà cristiana.
Suonano i corni dei cacciatori. Si avvicina la caccia principesca. Stancandosi dalla ricerca delle bestie, il principe Vladimir con il suo corteo decidono di riposare e di banchettare nella foresta. Il loro riposo non dura a lungo. Un cacciatore sente nei cespugli un orso. Il principe si reca ai cespugli e casca tra le grinfie dell’orso. Il pagliaccio principesco invoca aiuto e Ruald nascosto corre in soccorso del principe. Salva il principe а costo della propria vita. Avendo saputo il nome del suo salvatore, il principe Vladimir è colpito della sua magnanimità e liberalità. E il morente Ruald gli risponde che il Signore Cristo ci ordinò di perdonare i nostri nemici. Le parole di Ruald sono strane e poco capite dal Principe. Lui non è capace di capire l’umiltà cristiana. Ruald, morendo nella foresta fra le braccia del principe, lo supplica di liberare Olava e di affidarla al Vecchio Pellegrino il quale la convertirà alla fede cristiana.

ATTO QUARTO
La triste e pensierosa Rogneda si siede nel suo palazzo. Non la divertono le canzoni delle sue schiave. Il suo figliolo minore di 13 anni Izjaslàv (Изьяслàв) la prega di cantare una canzone. Rogneda gliela canta.
Si sente il suono del corno dei cacciatori. È il principe che cacciava in vicinanza, ha deciso di passare la notte al palazzo di Rogneda.
È giunta l'ora della resa dei conti per Rogneda.
Rogneda incontra il principe poco affabilmente e freddamente.
Lui non si affrettava proprio per lei, ma è arrivato per passare la notte nel suo palazzo dopo la caccia. Il principe offeso si reca all’alcova. Rogneda con il coltello in mano cammina quatta quatta dal marito addormentato. Ma lui si sveglia all'improvviso. Fuori di sé dalla collera il principe ordina di giustiziarla al mattino.

ATTO QUINTO
Quadro primo
L’abitazione della strega Skulda. Fuori il vento ulula, imperversa il maltempo. Skulda con il sacerdote pagano si lamentano della sorte. Rogneda non è riuscita a tagliare col coltello il principe. Skulda chiama la visione dell’avvenire e vede come il popolo getta in acqua la statua del Dio Perun che annega nelle acque di Dnepr.

Quadro secondo

Rogneda nel suo palazzo attende l’esecuzione. Dalla madre arriva Izjaslàv e dice che vuole pregare il padre di revocare la condanna. Entra il principe e Izjaslàv si nasconde dietro il letto. Rogneda è pronta ad accettare la sua morte senza concessione della grazia. Nel momento in cui il principe brandisce la spada contro Rogneda, dall’imboscata esce di corsa Izjaslàv e difende la madre. La presenza del figlio confonde il principe e dice: «Allora tutto il popolo ci farà da arbitro».

Quadro terzo
Le campane suonano. Il principe convoca il vèce (assemblea di cittadini nella Russia del 10-15 sec.). Il popolo deve giudicare. Lo zio del Principe Dobrynja Nikìtich racconta alla folla delle intenzioni di Rogneda di uccidere Vladimir. Il popolo colpito dalla crudeltà di Rogneda esige la sua morte. In questo momento arrivano i pellegrini cristiani. Loro cantano della misericordia e della remissione.

La loro opinione risveglia in lui il ricordo di Ruald il quale pagò con la sua vita per il bene dell’altro. Il cuore del Principe si ammorbidisce e lui perdona Rogneda.
Nell’anno 988 il Granprincipe Vladimir I detto Bel Sole introduce il cristianesimo ufficiale nella Russia Antica.



Ultima modifica di Zarevich il 12 Ott 2017 08:05, modificato 3 volte in totale 

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Descrizione: Aleksandr Seròv (1820-1871)
«ROGNEDA»
Su un LP di vinile (ora su CD) della ditta “Melodia” fu pubblicato nel 1980 un Atto Secondo 
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Descrizione: Aleksandr Seròv (1820-1871)
«ROGNEDA»
Su un LP di vinile (ora su CD) della ditta “Melodia” fu pubblicato nel 1980 un Atto Secondo 
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Descrizione: Aleksandr Seròv (1820-1871)
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Su un LP di vinile (ora su CD) della ditta “Melodia” fu pubblicato nel 1980 un Atto Secondo 
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Descrizione: Aleksandr Seròv (1820-1871)
«ROGNEDA»
Su un LP di vinile (ora su CD) della ditta “Melodia” fu pubblicato nel 1980 un Atto Secondo dell’opera “Rogneda” registrata in 1945 alla radio di Mosca con i cantanti del Teatro Bolshoj. 
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Messaggio Re: «ROGNEDA» di Aleksandr Seròv 
 
«VLADIMIR E ROGNEDA» di Anton Lossenko
«ВЛАДИМИР И РОГНЕДА» Антона Лосенко
Il «Museo Russo» di San Pietroburgo
http://f.rodon.org/p/3/071018165031d.jpg

Come illustrazione dell’opera «Rognèda» di Seròv ci può servire un famoso quadro del pittore Anton Lossènko (Антон Лосèнко 1737-1773) «Vladinir e Rogneda» («Владимир и Рогнеда») dipinto nel 1770 e che si trova al Museo Russo di San Pietroburgo.
Il classicismo russo del XVIII secolo trovò la sua più completa espressione nell’arte di Anton Lossènko (Антон Лосенко, 1737-1773). La tela «Vladimir e Rognèda» («Владимир и Рогнеда», 1770) ricevette un largo consenso e fruttò ad Anton  Lossenko il titolo di accademico e professore di pittura.
Il Principe di Novgorod Vladimir (Владимир), dopo essere stato respinto dalla principessa Rogneda (Рогнеда) della città di Pòlotsk (Полоцк), decise di farla sua sposa con la forza. Con il suo esercito devastò Polotsk ed uccise il padre ed i fratelli di Rogneda. L’artista raffigurò il momento in cui Vladimir irrompe nelle stanze di Rogneda e, trovatala in lacrime, viene colpito dai rimorsi. Nelle intenzioni dell’autore la tela esortava alla «ragionevolezza», in effetti suscitò una notevole impressione nei contemporanei, che vi scorsero un richiamo a sentimenti di umanità e di nobiltà d’animo. Una certa quale convenzionalità, retoricità delle pose e dei gesti erano in gran parte conformi ai gusti dell’epoca e caratteristici per l’arte di quel periodo. Un altro elemento, il teatro, apparso in Russia verso la metà del secolo ed ormai popolare, esercitò una notevole influenza sulla soluzione di questa tela. È noto che l’artista scelse come modello per il personaggio di Vladimir il popolare attore russo Ivan Dmitrièvskij (Иван Дмитриевский, 1734-1821).

  

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Descrizione: «VLADIMIR E ROGNEDA» di Anton Lossenko
Il «Museo Russo» di San Pietroburgo 
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VLADIMIR E ROGNEDA.jpg






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