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«ITALIA: UNA COLONIA DI USA E GERMANIA»
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«ITALIA: UNA COLONIA DI USA E GERMANIA»

Marco Fontana

Ormai è evidente: la sovranità popolare italiana è stata da tempo archiviata a favore di una nuova forma di sudditanza coloniale postmoderna. Da un lato lo dimostrano le recenti dichiarazioni dell'ambasciatore americano John Phillips, che ha affermato: La vittoria del «no» alla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi sarebbe un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia. Dall'altro lo fa intendere la Merkel smarcandosi durante il vertice UE di Bratislava dall'insistenza renziana per l'applicazione di una maggiore flessibilità sui conti dell'Italia. La democrazia italiana è nella pesante morsa di una tenaglia: a ovest gli Stati Uniti e a nord-est la Germania, che da anni esercitano sul Belpaese una sfera di influenza, anzi di sfacciata ingerenza, ben oltre i limiti del tollerabile.
Ma ci inquietano di più le reazioni scomposte dei nostri rappresentanti politici a presunta difesa del popolo italiano. Sulla questione Philips è incomprensibile come lo scatto d'orgoglio si sia limitato a una laconica affermazione del presidente della Repubblica Mattarella: La sovranità è degli elettori. Francamente da un arbitro terzo, come da Costituzione, quale dovrebbe essere il presidente della Repubblica Italiana, ci si sarebbe aspettati qualcosina in più, magari convocare il diplomatico americano e mostrare un minimo di dignità in risposta all'arroganza di uno Stato estero. Certamente non aspettavamo, invece, una reazione stizzita del presidente del Consiglio, che ha incassato con piacere l'endorsement a stelle e strisce. Il premier fiorentino fa finta di non capire (o forse col suo acume non ci arriva proprio!) che il silenzio istituzionale su questa vicenda costituisce un pericoloso precedente. Oggi gli è andata bene, ma se un domani gli «alleati» parlassero a suo sfavore? Sinceramente, è abbastanza desolante vedere come l'attuale governo, pur di restare a galla, non guardi più in là del suo naso. Appare altrettanto sconcertante l'esito del sondaggio pubblicato da Ixé su questo tema: solo il 40% dei cittadini italiani considera il pronunciamento dell'ambasciatore americano un'ingerenza nelle nostre vicende nazionali, mentre il 32% lo vede come un'iniziativa legittima. E pensare che le intercettazioni vigliacche compiute dal governo americano sui propri Stati satelliti avrebbero dovuto aprire gli occhi sui rischi che corre la libertà. Decenni di propaganda euroatlantica stanno forse dando i frutti sperati…
L'Italia è colonia non solo degli USA, ma anche della Germania: è drammatico osservare come anche solo per i fondi sul recente terremoto appenninico si sia dovuti andare a elemosinare l'appoggio UE proprio dalla Merkel. Qualcuno forse rammenterà che durante precedenti catastrofi naturali alcuni Paesi del Nord Europa si erano espressi in modo fermamente contrario agli aiuti. Alla faccia del federalismo e della solidarietà che dovrebbe sottendere a un'unione di Stati. Una situazione paradossale che dimostra l'estrema debolezza internazionale di Renzi, il quale alza sì la voce bacchettando gli alleati su immigrazione e flessibilità, ma senza ottenere risultati degni di questo nome: emblematico il fatto che non sia stato invitato al briefing finale del vertice di Bratislava. L'assenza di reazioni all'attacco del giuovine baldanzoso è normale, visto che anche Merkel e Hollande sanno che il suo «scatto d'orgoglio nazionale» vale al massimo qualche punto percentuale in più nel referendum di questo autunno: quindi, banalmente, lo lasciano fare. Peccato che però i risultati non si vedano, anzi… la Merkel — dimissionata dagli stessi tedeschi alle ultime elezioni — continua a parlare da premier autoproclamato dell'Unione Europea senza averne alcun titolo, con la compiacenza della Francia ormai orfana del contrappeso britannico che fino a ieri costituiva un argine all'arroganza teutonica. Di fronte a questo scenario è lecito domandarsi che fine abbia fatto la compagine parlamentare del Partito Democratico a Strasburgo. L'esito delle elezioni europee aveva visto il partito di Renzi accreditarsi il 40%, facendo sì che il presidente del Consiglio potesse contare sul più alto numero di deputati in un gruppo parlamentare. Ad oggi non si sa dove siano finiti, visto che l'influenza dell'Italia sulle sorti dell'UE è praticamente nulla. Quel che è certo, invece, è che ormai la sovranità popolare in Italia è stata cannibalizzata da USA e Germania e che stiamo vivendo una nuova epoca di colonialismo, che svuota di poteri il popolo in favore degli interessi dielle poche persone a comando di una grossa fetta di mondo.

Marco Fontana
«SPUTNIK»
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Ringraziano per l'utile discussione di Zarevich :
altamarea (22 Settembre),  
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