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LA PIZZA ITALIANA POTREBBE DIVENTARE RUSSA
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LA PIZZA ITALIANA POTREBBE DIVENTARE RUSSA

I pizzaioli italiani chiedono il governo di istituire la Patente Europea Pizzaioli (PEP) per proteggere la Regina della cucina italiana – la pizza. Secondo loro, la preparazione della pizza è un'arte che si tramanda ormai da secoli ed è giusto che una tradizione così antica possa perpetuarsi attraverso una preparazione specialistica che formi dei maestri pizzaioli, veri professionisti del settore. Enzo Prete, Presidente dell'Associazione Maestri d'Arte Ristoratori Pizzaioli ha raccontato: - Perché, secondo Lei, l'Italia ha bisogno oggi di introdurre una patente europea pizzaioli?
- «La Pizza è il prodotto italiano più conosciuto nel mondo, ma spesso viene imitato in maniera approssimativa da operatori tecnicamente inadeguati e con conoscenze gastronomiche carenti. Nè in Italia, nè in mondo esiste un riconoscimento dei pizzaioli, per cui noi chiediamo al governo italiano di riconoscere la categoria. Gli operatori al livello internazionale non sono abbastanza forniti da punto di vista professionale. Attraverso la nostra iniziativa noi vogliamo organizzare i corsi di formazione. Così tutti saranno qualificati e la salute del consumatore sarà finalmente tutelata».
- Quali requisiti devono avere i pizzaioli per ottenere il PEP e l'abilitazione all'esercizio della professione?
- «Se il pizzaiolo ha già lavorato al meno per cinque anni continuativi, significa che si già tratta di un esperta. Comunque, anche loro devono fare un esame finale. Se invece il pizzaiolo non ha questo tipo di esperienza, allora deve fare un corso che dura 150 ore: settanta ore di pratica in laboratorio; venticinque ore di lingua straniera; trenta ore di scienza dell'alimentazione; venticinque ore di igiene e somministrazione di alimenti».
- Da quanto tempo state provando a portare avanti la vostra iniziativa?
- «Sono esattamente dieci anni. Sono cambiati diversi governi e un'iniziativa che abbiamo presentato tutte le volte. Nel 2013 abbiamo proposto un disegno di legge che adesso sta ancora in parlamento».
- E' adesso quali saranno i vostri prossimi passi?
- «Noi abbiamo fatto un ultimatum al governo italiano. Se la nostra proposta non sarà approvata entro settembre, saremmo costretti a proporla fuori dai nostri confini nazionali. L'UNESCO ha aggiunto la pizza nella dieta Mediterranea, per cui la pizza rimane per il momento coperta dall'ONU. Però al livello di titolarità, ancora non la detiene nessuno».
- Potrebbe anticipare con quali paesi state trattando in questo momento?
- «Adesso stiamo trattando con i paesi del bacino Mediterraneo e anche con le nazioni l'ex-sovietiche. E devo dire che gli stranieri ci hanno aperto le porte. Nel caso il governo non ci dovesse rispondere, allora amaramente sposteremmo la nostra proposta all'estero, forse anche in Russia. Cosi la pizza italiana non sarà più italiana. E' un grave danno all'immagine del nostro paese al livello internazionale e al famoso marchio Made in Italy».

«SPUTNIK»

  



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Ringraziano per l'utile discussione di Zarevich :
altamarea (24 Agosto),  
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