il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo ospita la mostra:
ICONE RUSSE (XV-XX secolo)
Lungotevere di Castello, 50
Chiuso il lunedi, 25 dicembre, 1 gennaio
Aperto dalle 09.00 alle 19.00
La biglietteria chiude alle 18.30
A Roma, per la prima volta in esposizione, una preziosa rassegna che testimonia la pregiata e raffinata produzione di icone russe che va dalla fine del XV secolo all’inizio del XX secolo.
Di particolare interesse, come segnalano i curatori, alcune delle più antiche della collezione del Museo. La prima è sicuramente l’icona della Madre di Dio Odigitria della fine del XV secolo di produzione della “Scuola” di Novgorod. Suo particolare segno distintivo è il disegno delle pieghe del manto della Vergine che lasciano scoperto sul petto un triangolo dell’azzurro della veste, insieme agli ampi risvolti colorati del rovescio. Tutte le icone raffiguranti la Madre di Dio Odigitria (Georgiana) sono di grandi dimensioni: si tratta di grandi icone riservate alle chiese e destinate a figurare nel primo ordine dell’iconostasi, a sinistra delle Porte Regali.
Segue l’eccezionale gruppo di sei tavole che corrispondo a un intero Secondo Ordine dell’Iconostasi – o Deesis – assegnabile ad anni compresi tra la fine del secolo XV e l’inizio del secolo XVI, prodotto a Rostov. É caratterizzato da morbide sagome delle figure, dai colori sottili e trasparenti costruiti nella tipica tradizione pittorica locale, in cui i marroni e i gialli si fondono ai rossi, sottolineati da sfumature di blu lapislazzulo. La morbida resa dei visi, inoltre, testimonia l'antichità dell'esecuzione e il suo inserimento in una delle maggiori tendenze stilistiche dell'iconografia della scuola di Rostov tra XV e XVI secolo.
Interessante, inoltre, la Madre di Dio Umiljenije – o Madonna della Tenerezza – nella variante detta di Koursun la cui espressione artistica, databile ai primi decenni del secolo XVI, raffigura i soli volti in un materno abbraccio, tenero e affettuoso. Molte le tavole del Cinquecento e del Seicento - tra cui un espressivo Mandilyon (Cristo Salvatore acheropita) – e gradevoli quelle assegnabili al Settecento e all’Ottocento, in cui emergono particolari di ambientazione che rendono giustizia a una produzione troppo spesso relegata al solo ambito della devozione e dell’artigianato.
A testimonianza dello scambio culturale tra Italia e Russia, di cui questa mostra rappresenta un evento importante, l’esposizione tende a ricucire il significato delle presenze delle icone russe nel territorio romano e laziale, curato in particolare da Giorgio Leone, accorciando le distanze e cercando a legare tali presenze con il territorio. Un tentativo che rende l’esposizione unica nel suo genere.
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Князь Лев Николаевич Мышкин













